domenica 27 aprile 2014

Trippa in insalata, trippa alla fiorentina... Trippa!

insalata trippa e fagioli

Wow! Ce l'ho fatta! E pure con un giorno di anticipo!!!
Non avrei mai creduto, l'avevo data per persa... Ad aprile sono stata via dal 16 a ieri pomeriggio. Ero a casa della suocera, mica potevo mettermi a cucinare le animelle...
Era vacanza anche per me.
E poi qui nessuno le mangia, queste cose.
Si vocifera che mio suocero a suo tempo fosse un estimatore, ma mio suocero non c'è più da anni.
Però mi dispiaceva troppo saltare.
Anche perché le mie origini contadine mi mandavano messaggi inequivocabili "Provaci! Provaci!"

Pare che la mia bisnonna - Giulia, si chiamava - fosse una gran cuoca. Avevano infatti un'osteria.
Una delle sue specialità?  Il ragù con le budelline di pollo.
Però a quell'epoca non si buttava davvero via niente, e si cucinava con nulla.
Se si tirava il collo a un pollo, non ci si permetteva di buttarne via niente. Nemmeno le budelline. Ora, io mi immagino come possano essere grandi le budelline di un pollo. E i racconti familiari narrano che la mia bisnonna fosse maniacalmente pulita. O come avrà fatto a pulire quelle benedette microscopiche budelline? Mah...
Io il ragù con le budelline non ve lo faccio. Non saprei nemmeno dove trovarle, e non ne ho la ricetta. Però questo MTC non lo potevo saltare, sarebbe stato un tradire le origini.
Così ieri pomeriggio, arrivati a Firenze alle sei del pomeriggio, ho trascinato tutta la famiglia a fare la spesa, con la scusa del frigo vuoto, ma sapendo che una cosa avrei dovuto comprare, o meglio, almeno due: trippa e lampredotto.
Avrei voluto fare un intero menu quintoquartesco: antipasto, primo e secondo. No, al dolce non c'ero arrivata, non saprei che pesci pigliare.
Purtroppo il lampredotto non c'era, e vi dovrete accontentare della trippa, con la quale vi ho preparato sia  l'antipasto che il secondo. Per essere arrivata in città ieri sera alle sei non mi sembra male...

Questa volta ho anche trasgredito la mia regola, che non cucino per il blog ma per la mia famiglia. Qui di trippa non ne voleva sentir parlare nessuno, infatti ho fatto due porzioncine schise schise. Mi sa che ne porterò un po' a mio padre, che invece gradisce l'argomento. 

Insomma, come al solito grazie MTC e, in questo caso, grazie Cristiana per averci dato la possibilità di sperimentare questi ingredienti antichi e desueti, che, se vogliamo rimanere carnivori ma in modo almeno un po' consapevole, dovremmo consumare molto più spesso.

Ovviamente, ma era ovvio, sono rimasta come è nelle mie note, nel solco della tradizione. Quindi vi ammannisco due piatti tipicamente toscani: insalata di trippa e trippa alla fiorentina.
Non sono certo da podio, ma ho gradito assai.

Altro pregio di queste due preparazioni è che sono entrambe senza rischi di contaminazioni da glutine.

Insalata di trippa e fagioli

insalata trippa e fagioli

Ingredienti
(per sei persone)
  • 500 g di trippa
  • 200 g di fagioli cannellini secchi
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 2 cipollotti freschi
  • 1 limone
  • 1 ciuffo di prezzemolo 
  • olio extra-vergine di oliva
  • sale, pepe

Preparazione

La sera prima mettere a bagno i fagioli con un pizzico di bicarbonato. La mattina seguente sciacquarli da l'acqua di ammollo, e metterli a bollire con uno spicchio d'aglio per un paio d'ore, finché sono teneri. Forse saranno troppi ma se avanzano qualcosa ne farete.  
Scolarli dal brodo di cottura e metterli da parte a raffreddare.
Lavare più e più volte sotto l'acqua fresca la trippa, quindi farla lessare per una quarantina di minuti in acqua a bollore.
Scolarla e metterla da parte a raffreddare.
Togliere i filamenti dalle coste di sedano con un pelapatate, lavarle e tagliarle a mirepoix. Grattare la parte esterna delle carote, lavarle e tagliare pure le carote a mirepoix.
Togliere il ciuffo e la parte verde ai cipollotti, lavarli e tagliarli a rondelle sottili sottili.
Tagliare la trippa a striscioline di circa 1 cm di lato e lunghe 4 cm.
Mettere in una ciotola la trippa, i fagioli, la mirepoix di carote e sedano, i cipollotti a rondelle. Condire con sale, pepe, il succo del limone e il prezzemolo tritato.
Lasciar riposare affinché si mescolino i sapori. Servire come antipasto.

Trippa alla fiorentina

trippa alla fiorentina

Ingredienti
(per quattro persone)
  • 500 g di trippa
  • 1 scatola grande di pelati
  • 2 cipolle medie
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • olio extra-vergine di oliva
  • parmigiano reggiano
  • sale, pepe
Preparazione
Lavare più e più volte sotto l'acqua fresca la trippa, quindi farla lessare per una quarantina di minuti in acqua a bollore.
Scolarla e tragliarla a striscioline di circa 1 cm di lato e lunghe 4 cm.
Preparare un soffritto con una cipolla, e metterla a fuoco basso in una pentola con lo spicchio d'aglio e un paio di cucchiai d'olio.
Far sudare, quindi aggiungere i pelati spezzati grossolanamente (sarebbe meglio usare pomodori da sugo, ma adesso non sono ancora buoni, e quando si è fuori stagione preferisco usare i pelati). Far cuocere a fuoco basso mentre si procede con la preparazione della trippa.
Tagliare fine anche l'altra cipolla, metterla a sudare in un altro paio di cucchiai di olio e appena è translucida aggiungere la trippa.
Far rosolare qualche minuti, quindi sfumare con il vino.
Quando è evaporato aggiungere la salsa di pomodoro (che non sarà ancora pronta, ma preferisco farla cuocere un po' da sola prima per evitare che il tutto sappia d'acido).
Far cuocere una quarantina di minuti a fuoco basso, mescolando ogni tanto ed aggiungendo eventualmente mezzo bicchiere di acqua calda.
Quando la trippa è molto morbida e il sugo si è rappreso aggiungere 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, mescolare e far cuocere altri cinque minuti.
Aggiustare di sale e pepe (non dev'essere molto salato, visto che si aggiungerà altro parmigiano), e far riposare un po'. Prima di servire cospargere con altro parmigiano  grattugiato e servire.

Con questa ricetta partecipo alla sfida di aprile 2014 dell' MTC.
La ricetta originale di Cristiana del blog Beuf à la mode

MTC di aqprile 2014

venerdì 18 aprile 2014

Torta pasqualina senza glutine

pasqualina


Ho fatto questa torta più di un anno fa, per rimediare al fatto che, all'MTC sulla Pasqualina, non avevo sperimentato la ricetta tradizionale ma mi ero lanciata subito in una una versione anarchica con gli okra.

Io sono una grande amante delle ricette della tradizione, che non mi stufano mai, perché alla fine basta spostare lo sguardo un po' più in là rispetto ai luoghi a cui siamo legati, per scoprire non solo altri profumi e altri sapori, ma anche altre tecniche, altri modi di operare, e ricette completamente diverse.

Difficilmente, forse perché ho poca fantasia, allontanarmi troppo dalle tradizioni mi ha dato delle gran soddisfazioni. Per allontanarsene con successo prima bisogna conoscere quelle tradizioni e quelle tecniche, davvero molto a fondo, e sicuramente ancora non sono arrivata ad un tale livello di competenza.
In fondo altro non è che uno dei meccanismi principe dell'apprendimento: abbiamo il nostro nucleo di conoscenze, e possiamo ampliarlo solo tramite uno sviluppo prossimale, osando andare un po' più in là ma non troppo, perché se no il terreno diventa cedevole, e si rischia di fare grossi capitomboli.

Penso che in questo ognuno abbia il suo stile, e le proprie predilezioni. E le mie sono sicuramente quelle di ampliare il raggio d'azione geografico, di approfondire la storia dei piatti che preparo, di trovare un legame emotivo che dia un senso, un significato, a QUEL piatto PER ME.

Insomma, questo per dire che la Pasqualina andava fatta, e fu fatta, e piacque anche molto, ovviamente non al marito che non mangia i formaggi, ma alla squinzia buongustaia che spesso me la richiede, per i nostri pranzi anarchici e un po' informali, pranzi di donne, piccole o grandi che siano.

La ricetta che ho seguito è quella della Vitto de La cucina piccolina, ovviamente sglutinandola.

Il venerdì santo mi sembra il giorno giusto per pubblicarla sul blog.

pasqualina

Torta Pasqualina
Ingredienti 
(per una tortiera da 25 cm di diametro)

Per la pasta al vino
    • 100 g di mix per pane Bi-Aglut (¶)
    • 200 g di Glutafin Select (¶)
    • 1 pizzico di sale
    • 30 g d'olio extra-vergine di oliva
    • 90 ml di vino bianco secco
    • 90 ml di acqua tiepida
      Per il ripieno 
        • 1 kg di bietole
        • 2 cipollotti freschi
        • 250 g di ricotta
        • 50 g di parmigiano grattugiato
        • sale
        • pepe
        • olio extra-vergine di oliva
        • maggiorana
        • 5 uova
        • noce moscata
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

        Preparazione
        Preparare l'impasto
        impastare le farine con il pizzico di sale, l'olio, il vino bianco secco e l'acqua calda. Deve risultare una pasta morbida, ma non appiccicosa. Dividere in 5 palline e farle riposare dentro un sacchetto di plastica per mezz'ora.

        Preparare la farcia
        Mondare le bietole e tagliarle a striscioline. Pulire i cipollotti e tagliarli sottili. Far appassire i cipollotti in una padella con due cucchiai d'olio. Quando sono appassiti (ma ancora bianchi) aggiungere la bietola e le foglioline di un paio di rametti di maggiorana e far cuocere finché la bietola diventa morbida (un quarto d'ora). Aggiustare di sale e far raffreddare a temperatura ambiente.
        In una ciotola setacciare la ricotta (ci vorrebbe la prescinsêua ma è difficile reperirla fuori dalla Liguria), e mescolarla con il parmigiano grattugiato, due uova sbattute, una grattata di noce moscata, sale, pepe.
        Tritare le verdure ormai raffreddate finemente al coltello, amalgamarle con il composto di ricotta, mescolare ed aggiustare di sale.

        Comporre e cuocere la torta Preriscaldare il forno a 180° C.
        Prendere una pallina di pasta, e stenderla il più sottile possibile con il mattarello, sulla spianatoia infarinata.
        Aiutandosi con il mattarello, disporla nella teglia precedentemente unta con un filo d'olio, e spennellarla con un altro filo d'olio.
        Stendere un secondo disco di sfoglia, e disporlo sul precedente, oliandolo a sua volta.
        La pasta deve sbordare dalla teglia.
        Riempire con il composto, spianarlo e su questo fare tre incavi con il dorso di un cucchiaio. Rompervi tre uova intere negli incavi preparati.
        Ricoprire con altri tre fogli di pasta, stesi il più sottili possibile, spennellandoli uno a uno con l'olio.
        Arrotolare il bordo come si può, lasciandone un pezzettino non arrotolato da cui far passare una cannuccia in cui soffiare per gonfiare la torta.

        pasqualina

        Quando è ben gonfia come un palloncino togliere rapidissimamente la cannuccia e sigillare l’apertura.

        A questo punto la torta è quasi pronta: spennellare anche l'ultimo strato e il bordo con olio, e infornare nel forno pre-riscaldato a 180°.
        Far cuocere per 40-50 minuti, e comunque finché il guscio di pasta non è ben dorato.

        Appena tolta dal forno spennellare delicatissimamente di olio.

        Aspettare tassativamente che si raffreddi prima di mangiarla.

         %%%%%%%%%%%%%

        Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

        Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

        I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

        Semplice, no?

        E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

        venerdì 11 aprile 2014

        Sbriciolini alle fragole senza glutine

        Sbriciolini

        Periodo un po' complesso, a casa Gaia-celiaca.
        Figlia che cresce, preda di ormoni scatenati, che la portano su e giù peggio che sulle montagne russe.
        E forse non sono solo gli ormoni a far saltellare il suo umore, anche un carattere molto sensibile, la fatica del crescere, e, perché no, un po' anche questa noiosissima celiachia, che le impedisce una vita scialla come lei vorrebbe.
        Per fortuna che ha degli amici, e delle mamme di amici, molto empatici, che hanno sempre in dispensa un pacco di pasta senza glutine per un invito improvviso, e questo ci aiuta.
        Certo, che Burger King non abbia niente senza glutine, nemmeno le patatie, invece non aiuta per niente. A noi il junk food non piace, ma alla pre-adolescente piacerebbe, perché è lì che si va a mangiare facendo un'improvvisata dopo scuola. Ci organizziamo, portiamo panini con hamburger da casa, però che fatica! E soprattutto il tutto va organizzato, pianificato, progettato, esattamente il contrario di quella leggerezza un po' frivola e distratta che sarebbe più consona all'età.
        Anche la merenda a scuola è diventata un problema, non le piace più niente.

        Queste semplici barrette allegramente colorate erano state un tentativo di invogliarla. Ha funzionato, ma vuoi mettere comunque il panino dell'amica, che anche se è stato comprato ieri resta comunque morbidissimo? Insomma, c'è sempre qualcosa che non va.
        Per fortuna il piccolo della famiglia, quello non celiaco, quello che questo-non-lo-assaggio-nemmeno-perché-è-senza-glutine perché si sarebbe pure rotto di tutta questa attenzione ai celiaci, e soprattutto alla celiaca sorella maggiore, ha gradito. E parecchio. Però sarebbe quasi a dieta, o almeno così ha decretato il pediatra. Quindi troppi sbriciolini non gli farebbero mica tanto bene.

        La morale è sempre quella: non se ne fa mai una giusta.


        Meglio andare con la ricetta...

        Queste semplici barrette a base di frolla, marmellata e briciole di frolla alle mandorle si ispirano alle torte ricoperte da streusel della tradizione tedesca (come la crostata streusel o il pflaumen streusel, dal nome impronunciabile) e ai crumble anglo-sassoni (classico, alle mele,  primaverile, alle fragole, o come pare a voi).

        Anche nel nostro paese sono note preparazioni simili, fra cui la più famosa è la Sbrisolona di Mantova, che però è anche molto diffusa in Trentino, mia terra d'origine.

        Li ho così battezzati Sbriciolini, proprio in onore della torta mantovana, che come queste barrette è a base di mandorle.

        Per la base ho utilizzato la frolla n. 1 dell'Artusi, nella quale il burro è sostituito in parte con lo strutto.
        Forse non è molto salutare, ma lo strutto conferisce alla frolla una friabilità ineguagliabile con altri ingredienti. Se si volesse un dolce più sano, si può sostituire lo strutto con pari quantità di burro di ottima qualità. Il risultato non sarà altrettanto friabile, ma è comunque ottimo.

        Gli sbriciolini sono anche sul libro
        Quale libro? Ma il mio.




        http://www.amazon.it/dolce-gluten-free-Pasticceria-glutine/dp/8844044838/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415356382&sr=1-1&keywords=il+dolce+gluten+free

        Data la presenza delle mandorle sono perfetti per partecipare al contest della Fornostar,
        La scadenza al 30 aprile: datevi una mossa a partecipare, allora!





        Sbriciolini 
        Ingredienti 
        Per 36 barrette
        Per la frolla
        • 190 g di farina di riso (¶)
        • 105 g di farina di tapioca (¶)
        • 95 g di amido di mais (¶)
        • 60 g di fecola di patate (¶)
        • 50 g di fumetto di mais (¶)
        • 7 g di xanthano (¶)
        • 180 g di burro
        • 70 g di strutto
        • 200 g di zucchero semolato
        • 2 uova
        • 4 g di lievito per dolci (¶)
        • la buccia grattata di un limone non trattato 
        Per lo streusel
        • 100 g di burro freddo 
        • 80 g zucchero semolato
        • 50 g di mandorle sbucciate e spellate 
        • 30 g di farina di riso (¶)
        • 25 g di fumetto di mais (¶) 
        • 25 g di amido di mais (¶) 
        • la buccia grattata di un limone non trattato
        Per la finitura
        • 320 g (1 barattolo) di marmellata di fragole (¶)
        • farina di riso per infarinare la teglia (¶)
        • burro per imburrare la teglia
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

        Preparazione
        Preparare la frolla
        Setacciare la farina diriso, la farina di tapioca, l'amido di mais, la fecola di patate, il fumetto di mais, il lievito per dolci e lo xanthano sulla spianatoia. Fare la fontana e mettere nel mezzo il burro freddo a piccoli pezzetti e lo strutto. Impastare velocemente con la punta delle dita fino a formare delle briciole fini.
        Unire alle briciole lo zucchero semolato e la buccia grattata del limone non trattato.
        Impastare il composto velocemente con la punta delle dita, rifare la fontana e mettere nel mezzo le uova leggermente sbattute.
        Incorporarle al composto di burro, farina e zucchero, impastare quanto basta per compattare, fare la palla, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo per almeno mezz'ora.

        Preparare lo streusel
        Nel mixer tritare finemente le mandorle con due cucchiai di zucchero tolti dal totale.
        Versarle sulla spianatoia, mescolandole con la farina di riso, il fumetto di mais e l'amido di mais.
        Aggiungere il burro freddo a pezzetti, la buccia grattata del limone non trattato e lo zucchero semolato rimasto.
        “Tagliare” il composto con una mezzaluna, o un coltello da cucina, fino ad ottenere un briciolame grossolano.
        Mettere da parte in frigo.

        Composizione del dolce
        Preriscaldare il forno a 180° C.
        Imburrare e infarinare con la farina di riso una teglia da forno 35 X 40 cm (in alternativa la si può rivestire con carta-forno, in tal caso non è necessario imburrarla e infarinarla).
        Stendere la pasta frolla ad un'altezza di circa 5 mm e rivestire la teglia (potrebbe avanzare un po' di pasta frolla, si può congelare e conservare per futuri utilizzi, o conservare in frigo per due giorni).
        Spalmarvi sopra la marmellata di fragole.
        Cospargere con lo streusel coprendo interamente la marmellata, nel modo il più possibile uniforme.

        Infornare la teglia nella parte bassa del forno (penultimo ripiano) in modalità statica.

        Cuocere per 45 minuti, controllando nell'ultima parte della cottura il dolce: dovrà venire dorata ma non troppo brunito.

        Estrarre dal forno, far riposare un quarto d'ora nella teglia quindi, con un coltello molto affilato, tagliare il dolce in rettangoli.

        Lasciar raffreddare nella teglia, ancora un quarto d'ora, quindi spostarli delicatamente, con una paletta per dolci, su una gratella per dolci, per completare il raffreddamento.

        Si conservare in un contenitore a chiusura ermetica qualche giorno.

         %%%%%%%%%%%%%

        Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

        Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

        gluten_free_friday

        Semplice, no?
        E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

        venerdì 4 aprile 2014

        Ciambella allo sciroppo d'acero senza glutine

        Ciambella con sciroppo d'acero

        Questa è una torta che ho fatto un paio di mesi fa, e ho portato così al buio, a casa di amici.
        Ho osato portarla al buio perché era una torta della Martha, e la Martha di solito non sbaglia, e l'aveva già fatta, in versione glutinosa, la Patty di Andante con gusto, e le era piaciuta parecchio.
        La Patty è una garanzia, quindi non ho esitato.

        È piaciuta anche ai nostri amici, anche se io penso che sia più una torta da tè delle cinque che da dessert.

        E così dicendo mi viene in mente il bellissimo contest proprio della Patty  È senza? È buono!
        C'è addirittura una sezione che pare fatta apposta: Pasticceria fine e pasticceria da te
        Patty è stata così buona da prorogare la scadenza al 30 aprile: datevi una mossa a partecipare, allora!



        Sul libro della Martha Stewart si parla di Maple bundt, e devo confessare che io che cosa fosse un bundt lo ignoravo.
        Ho poi scoperto che in realtà il bundt è qualunque torta fatta in uno stampo per bundt, ovvero uno stampo da budino decorato, e che a sua volta si ispira al dolce a quella meraviglia di lievitato della pasticceria austro-ungarica-tedesca che è il kugelhopf. Come quello che vedete sotto

        Immagine tratta da Wikimedia (by David Benbennick)

        A produrre i primi stampi per bundt e a lanciarne la moda fu l'americana Nordic Ware, colosso dell'alluminio. Negli anni '50 e '60 del secolo scorso conobbero una grande diffusione.
        Adesso i bundt sono un vero classico della pasticceria a stelle e strisce, in Cakes di Martha Stewart ai bundt viene dedicato un intero capitolo.

        Anche la torta allo sciroppo d'acero è molto diffusa, che sia o non sia a forma di bundt. L'ho trovata in American food di Martha Stewart (questa versione), e anche in Cakes ce n'è un'altra versione, sebbene diversa.  Anche in Delia's Cakes ce n'è una, e pure in The baking bible di Mary Berry.

        D'altronde, come dar loro torto? Il profumo dello sciroppo d'acerto è inebriante e irresistibile.

        La ciambella con lo sciroppo d'acero è anche sul libro
        Quale libro? Ma il mio.




        http://www.amazon.it/dolce-gluten-free-Pasticceria-glutine/dp/8844044838/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415356382&sr=1-1&keywords=il+dolce+gluten+free


        Veniamo dunque alla ricetta. Premetto che io non ho usato uno stampo da bundt, ma un semplice stampo da ciambella (per quanto un po' decorato).





        Ciambella con sciroppo d'acero

        Ciambella con sciroppo d'acero
        (da Martha Stewart, American Food) 

        Ingredienti 
        Per circa 20 scones
        • 250 ml di panna acida
        • 125 ml di panna da montare fresca
        • 170 g di farina di riso (¶)
        • 170 g di burro a temperatura ambiente + quello per imburrare lo stampo
        • 150 ml di sciroppo d'acero +  quello per  la finitura della torta
        • 110 g di brown sugar (vedi nota)
        • 50 g di fecola di patate (¶)
        • 30 g di amido di tapioca (¶)
        • 2 uova grandi 
        • 2 cucchiaini di lievito per dolci (¶)
        • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (¶)
        • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
        • 1/2 cucchiaino di sale
        Strumenti utili
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

        Preparazione
        Preriscaldare il forno a 180 °C.

        Imburrare e infarinare uno stampo per ciambelle di 25 cm di diametro.

        Mescolare insieme la farina di riso, gli amidi, il lievito, il bicarbonato e il sale setacciarli dentro una ciotola capiente e tenere da parte.

        Sbattere con le fruste elettriche a media velocità il burro ammorbidito con il brown sugar per 3 o 4 minuti.
        Aggiungervi le uova una alla volta avendo cura di non unire il secondo finché il primo non è ben incorporare.
        Unire al composto 125 ml di sciroppo d'acero e l'estratto di vaniglia, e quindi incorporarvi anche il mix di farine e lievito, in tre volte alternando con la panna acida, e cominciando e finendo con la farina (farine - panna acida - farina - panna acida - farina).  Mescolare il tutto quel tanto che basta per unire gli ingredienti, non di più.

        Rovesciare l'impasto nello stampo imburrato e infarinato, infornare a far cuocere per 35-40 minuti, e comunque finché non è ben dorato e uno stecchino non esce asciuto dal centro.

        Sfornare, e far raffreddare 15 minuti su una gratella per dolci prima di sformarlo sul piatto di servizio.
        Far raffreddare completamente. 

        Appena prima di servire, montare la panna alla densità dei picchi morbidi. Aggiungere un cucchiaio di sciroppo d'acero e rimontare finché non si riformano i picchi morbidi.

        Versare la panna montata allo sciroppo d'acero sulla ciambella, innaffiare con sciroppo d'acero a piacere e servire subito.

        MIE NOTE
        • Per quanto riguarda il mix di farine, ho usato il classico mix per impasti lievitati di Bette Hagman (190 g di farina di riso + 80 g di fecola di patate + 50 g di amido di tapioca, ovviamente riproporzionato alla dose di cui abbiamo bisogno) 
        • Il brown sugar oramai si trova anche da noi, nei negozi etnici ben forniti, altrimenti lo si può fare in casa, secondo le indicazioni di Laurel Evans, mescolando zucchero bianco e melassa di canna nelle proporzioni di 1 cucchiaio di melassa per 1 tazza di zucchero bianco. Se proprio non lo si trova lo si può sostituire con lo zucchero di canna integrale Muscovado, che è forse un'alternativa più "sana"

         %%%%%%%%%%%%%

        Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

        Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

        gluten_free_friday

        Semplice, no?
        E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

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