domenica 21 settembre 2014

Pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

Questo mese la sfida dell'MTC è sul riso.Da celiaca, ho detto tutto. Dovrei partecipare con 85 ricette.

Se poi si va a leggere l'incredibile post di Acquaviva, direi che le 85 dovrebbero diventare 1700... Almeno...

Perché qui si vive di riso. In ogni modo.
Ma il modo in cui ci piace di più è quello che ho scoperto tantissimi anni addietro forse sul Talismano della felicità. Mi pare lo chiamassero riso alla creola. Praticamente consisteva nel far cuocere il riso nel doppio del suo peso in acqua bollente, incoperchiato, finché l'acqua non era del tutto assorbita. Mavalà...
Poi negli anni ho affinato la tecnica. Prima di tutto ho scoperto il basmati, che adoro fare così. Poi ho scoperto che se il riso lo lavi prima molte volte, poi viene più buono. E poi ho ridotto la quantità di acqua. Quello che non sapevo è che si chiamava cottura per assorbimento, o steamed rice. Adesso lo so, grazie a quell'enciclopedia ambulante che è la grandissima Acquaviva

Ciò premsso, verrebbe naturale pensare che abbia fatto una ricetta con il riso per assorbimento, no? E invece no. Perché il secondo modo in cui mi piace mangiare il riso è il pilaf. Solo che lo faccio più raramente, perché è lievemente più pallosetto. Mi sembrava giusto giocarmela così, per questo MTC. Poi ci sarebbe il terzo modo, ovvero il risotto, ma per quello aspetteremo, forse, un altro MTC.

Insomma, volevo che fosse pilaf. E volevo che fosse Venere, che ultimamente faccio spesso, perché piace un sacco a tutti.
Volevo che ci fossero i peperoni, che col Venere stanno visivamente così bene, e il pollo, che con i peperoni sta così bene. E poi lo zenzero, che sta bene con il pollo, e le spezie, che stanno bene con lo zenzero. PRaticamente alla fiera dell'Est, e in effetti tutta sta roba viene da Est, rispetto a noi intendo :-)
Una cosa tipo biryani, ma non del tutto, perché alla fine la pasta per sigillare non ce l'ho messa, e non ho fatto la doppia cottura. Forse.
Insomma, l'ho fatto ieri sera. C'è però una cosa che non avevo pensato, che il riso Venere stinge, quindi il pollo sembra un pollo al nero di seppia.
E la prossima volta il riso lo cuocio un po' prima, perché il Venere ci mette tanto, e i peperoni si sono cotti troppo.
Però il pilaf con il Venere è una splendida idea,  viene meravigliosamente, così brillante e sgranato.
Ah... Questa è pure una ricetta senza rischi di contaminazioni. Sempre una bella cosa...

Insomma, per farla breve, eccomi qui.

Pilaf di riso Venere con pollo ai peperoni

pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

Ingredienti
(per cinque persone)
  • 400 g di riso Venere 
  • 600 g di petto e cosce di pollo senza ossa e senza pelle
  • le ossa delle cosce di pollo di cui sopra
  • 1 peperone rosso
  • 2 peperoni verdi 
  • 2 peperoncini rossi 
  • 3 cm di zenzero fresco
  • 1 carota 
  • 2 cipolle rosse
  • 2 coste di sedano 
  • 4 capsule di cardamomo 
  • 4 chiodi di garofano
  • 1 stecca di cannella di 2 cm 
  • 1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
  • 1/2 cucchiaino di semi di cumino
  • olio extravergine di oliva

Procedimento
Preparare il brodo  
Mettere in una pentola capiente le ossa del pollo, la carota mondata e tagliata a tocchi, le coste di sedano, una cipolla rossa pulita e una falda di peperone, coprire d'acqua e preparare un brodo di pollo e verdure. Tenere da parte.

Tritare nel tritaspezie i semini delle capsule di cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella, i semi di coriandolo, i semi di cumino.

Tagliare il pollo a tocchetti piuttosto piccoli (circa 2 cm) e metterli in una ciotola, spolverizzarli generosamente del trito di spezie e lasciar insaporire per almeno mezz'ora.

Affettare sottilmente le cipolle, e farle sudare in una padella capiente con il fondo coperto d'olio.  Nel frattempo mondare i peperoni, e tagliarli a striscioline e quando la cipolla è appassita versarli nella padella. Farli cuocere per dieci minuti / un quarto d'ora, affinché siano ben insaporiti. Toglierli dalla padella, eventualmente aggiungere un filo d'olio e versare nella padella il pollo. Aggiungere lo zenzero grattugiato e i due peperoncini tagliati a striscioline, a cui si saranno tolti i semi.

Far insaporire ben bene girando spesso. Il pollo deve colorire ma non troppo. Far cuocere cinque o sei minuti quindi togliere i pezzi di pollo dalla padella e tenerli da parte.

Rimettere nella padella i peperoni, aggiungere il riso sciacquato sotto l'acqua corrente, e far insaporire cinque o sei minuti, mescolando.

Aggiungere quindi 600 g di brodo di pollo filtrato bollente. Far riprendere il bollore, aggiustare di sale e trasferire il tutto in una pentola di pirex. Versare nella pentola anche i pezzi di pollo tenuti da parte, dare una mescolata generale, incoperchiare e infornare nel forno precedentemente preriscaldato a 180° C.

Il Venere ci mette il suo tempo a cuocere, una quarantina di minuti. Portata pazienza.

Con questa ricetta partecipo alla sfida di settembre 2014 dell' MTC.
La ricetta originale di Acquaviva del blog acquaviva scorre

venerdì 19 settembre 2014

Due dolci in un colpo solo!

Oggi è venerdì, giorno di 100% Gluten Free (Fri)Day! Cosa vi propongo? Ben due cose dolci, cosa volete di più???


Premetto: a me non piacciono. Troppo dolci, troppo gommosi, troppo caramellosi...

Ma i miei figli... O quanto amano i marshmallow!!! Mia figlia me li chiede sempre, quando andiamo a fare la spesa, e non amo accontentarla, perché li ho sempre considerati un vero trash food.

Certo però che se si potessero fare in casa...

Se si potessero??? Ma si può, parola dello chef stellato Purnell!

E la ricetta, dove la trovate! Ovviamente sullo Starbooks!

http://starbooksblog.blogspot.it/2014/09/marshmallow.html


E dato che non avevo niente da fare (e qui risate di sottofondo, con questa nuova scuola non ho nemmeno il tempo per respirare...) mi trovate anche su D|Ricette.

http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/

Una torta che in realtà è molto più nelle mie corde, ma certamente meno spettacolare: torta all'uva, che sa di campagna e di vendemmia.

Insomma, scegliete voi cosa preferite!

Nessuno di vieta di rifare tutte e due le ricette, eh! 

http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/


Con queste ricette partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

venerdì 12 settembre 2014

Torta rovesciata di miglio senza glutine alle prugne

torta rovesciata di prugne col miglio

Latito, sempre di più.

Cambio scuola, compiti delle vacanze dei figli, vetri da pulire, lezioni da preparare, cene da cucinare, figli da accompagnare al cinema e alle attività.

What else?
Avevo un blog? 
Ah, sì!
Eccolo.
Non so davvero quanto potrò continuare in questo modo, ma l'annata si presenta davvero molto intensa e laboriosa.

Farò quel che potrò. 

Vi ricordo il concorso organizzato  da Gluten Free Travel & Living, della cui redazione sono onorata di far parte, insieme a Pasta Garofalo.

Seconda stella a destra - Gluten Free Travel and Living

Un contest in cui potete raccontarci le emozioni che vi suscitano i vostri luoghi del cuore.
Lo potete fare con una foto, con un video, con un'immagine.
Non è un contest da foodblogger, non si cucina.
Siamo d'estate, fa caldo, si viaggia, ci si laurea...

Per saperne di più, su Gluten Free Travel & Living.

La ricetta di oggi è un dolce che piace a quelli a cui non piacciono i dolci troppo dolci. Una torta per la mia mamma, in pratica. In effetti le è piaciuta molto, gliel'ho fatta due volte, una con le susine e una con le prugne. È particolare, per l'utilizzo del miglio nell'impasto, a sostituire parte della farina. È una cosa che ha un senso. Ovviamente ci si deve aspettare una torta morbida, da mangiare con la forchetta, quasi uno sformato, ma ha un sapore davvero azzeccato.

torta rovesciata susine e miglio

Torta rovesciata di miglio alle prugne o susine
Ingredienti
(per una tortiera da 26 cm di diametro)
Per le prugne caramellate
  • 500 g di prugne (o susine) ben mature
  • 80 g di zucchero semolato
  • 30 g di burro   
 Per l'impasto
  • 40 g di farina finissima di riso (¶)
  • 20 g di fecola di patate (¶)
  • 80 g di miglio decorticato
  • 100 g di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 100 g di yogurt greco
  • 70 g di olio extravergine di oliva
  • la scorza di un limone non trattato
  • 5 g di lievito per dolci  (¶)  
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
Preparazione
Prugne caramellate
Spargete sulla tortiera ben imburrata lo zucchero e disponeteci ordinatamente le prugne lavate, tagliate a metà e denocciolate, con la parte tagliata verso l'alto. Mettete la tortiera sul fuoco basso, su di una retina spargifiamma, per il tempo necessario a caramellare lo zucchero senza bruciarlo (circa un quarto d'ora), poi lasciatela da parte.

Impasto
Lessate il miglio per 20 minuti in acqua bollente, quindi scolatelo e mettetelo da parte. In una terrina mescolate con una frusta lo zucchero, le uova, lo yogurt, l'olio e la scorza grattata del limone, poi setacciate direttamente sopra il composto il mix per dolci lievitati e il lievito, mescolando bene. Per ultimo incorporate anche il miglio.

Composizione e finitura
Versate l'impasto nella tortiera sopra le prugne e infornate a metà altezza nel forno preriscaldato a 180 °C per un'ora, poi togliete la torta dal forno, lasciatela riposare mezz'ora e sformatela quando è ancora tiepida ma si è un po' assestata.
Servite a temperatura ambiente, eventualmente accompagnando con un cucchiaio di panna acida.


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

mercoledì 27 agosto 2014

Tatin ai peperoni senza glutine e l'ennesima riforma della scuola 1-

tatin ai peperoni

Nuovo governo, nuovo corso, nuova riforma della scuola.

Cosa abbiamo da aspettarsi a questo giro?
Negli ultimi anni le parole che vanno per la maggiore sono meritocrazia, valutazione degli insegnanti, competenze... Per tacer delle inossidabili 3I di berlusconiana memoria.
Mai tagli, anche se le ultime riforme della scuola, più che riforme, sono state pessime spending review (eufemismo per tagli sconsiderati e mostruosi).
Anzi, fossero stati solo tagli sarebbe quasi stato meglio, che la parte propositiva è stata un devasto, se mi si passa il termine da gergo giovanilistico.
Mentre si parlava di competenze si tagliavano laboratori e corsi di indirizzo.
Si può parlare di competenze e tagliare, in un alberghiero, le ore di cucina e di sala?
Si può parlare di competenze e tagliare, in un geometri, le materie di indirizzo?

La fiducia che ripongo nell'ennesima riforma è quindi quasi nulla, a partire dal fatto che invece di parlarne nei luoghi e nei modi adeguati, se ne parli al Meeting di Rimini. Con tutto il rispetto per il meeting. Ma tanto, si sa, conta solo la comunicazione. E quindi - toh! chi si rivede?- saltano nuovamente fuori la meritocrazia, la valutazione, le competenze, l'ingelse, l'informatica, e l'alternanza scuola-lavoro... Ah... ci sono anche i soldi dei privati. Forse si sono sbagliati, credono di essere nei favolosi anni '80, qui di privati che abbiano soldi da investire nella scuola se ne vedono molto pochi: manco investono in ricerca nelle proprie imprese, sempre che qualche impresa esista ancora, in Italia... Figuriamoci se investiranno nelle nostre scalcagnate istituzioni scolastiche!
Ci sono anche le scuole paritarie, argomento molto caro al Meeting ovviamente.

Mi sembra che ci sia tutto quello che al Meeting piace. Magari a un'assemblea di Confindustria il ministro parlerebbe un'altra lingua, e a un incontro con i sindacati un'altra ancora. Cioè, no, mi sbaglio. All'incontro con i sindacati il ministro non ci andrebbe. I sindacati... Quella sì che è vecchia politica.

Aspettiamo un testo, e allora vedremo cosa dice. 

Per ora meglio dedicarsi alla cucina.

La ricetta di oggi, con cui riapro le danze dopo l'estate, è una tatin salata ai peperoni. L'ispirazione mi è venuta da Hugh Fearnely-Whittingstall, il solito Vegetariano gourmand (titolo originale River Cottage Veg Every Day!) al quale la mia cucina quest'anno deve molto.

Avevo già fatto una Tatin alle cipolle, e ci era piaciuta molto. Perché allora non bissare con i peperoni?

Tatin ai peperoni
Ingredienti
Per quattro persone
  • 300 g di sfoglia veloce (¶)
  • 2 peperoni rossi
  • 1 cipolla rossa
  • 1 peperone giallo 
  • olio extra-vergine di oliva
  • 2 cucchiai di aceto balsamico
  • timo fresco 
  • sale, pepe q.b.
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

Procedimento
Accendete il forno a 190 °C.
Stendete la finta sfoglia in un disco di 3-4 mm di spessore e 24 cm di diametro. Mettete in frigo.
Mondate la cipolla e tagliatela a fette sottili, che farete appassire in una padella antiaderente in un paio di cucchiai di olio.
Pulite i peperoni, tagliateli a fettine sottili e fateli cuocere nella padella insieme alla cipolla per circa un quarto d'ora: dovranno risultare cotti ma ancora al dente.
Salate, spruzzate abbondantemente con aceto balsamico, sfumate, aggiungete le foglioline di un paio di rametti di timo e trasferite la verdura in una teglia da 24 cm di diametro.
Fate raffreddare un po' la verdura, e quando si è intiepidita  ricopritela con il cerchio di finta sfoglia.
Infornate e fatela cuocere per 20-25 minuti, finché la sfoglia non è cotta e ben dorata.

Fate riposare la torta un quarto d'ora, quindi sformatela su un piatto da portata e servitela subito, eventualmente accompagnata da un'insalata di erbette di campo.
È buona anche fredda.

NOTE
Nessuna nota: è semplicemente buona e molto scenografica


lunedì 28 luglio 2014

Insalata di grano saraceno e... Celiachia Notizie!


insalata di grano saraceno, avocado e gamberetti


Non vedo l'ora di andare in vacanza, ma ancora non è giunto il momento.
Fortunatamente i ragazzi ci sono già, prima allo stage di judo, poi al campo scout.
E altrettanto fortunatamente, non me ne vogliano i vacanzieri, non fa caldo.

Comunque mi sa che questo sarà l'ultimo post prima del grande rientro.
Rientro alla grande, con grossi cambiamenti, a partire dalla scuola: l'anno prossimo insegnerò fisica e matematica, non più fisica, in un liceo linguistico e delle scienze umane.
Mi dispiace molto salutare la mia scuola di frontiera, dove mi sono trovata benissimo da ogni punto di vista, sia con le colleghe che con gli alunni, ma bisogna anche sapersi rinnovare e aggiornare, non fossilizzarsi. Sarà un'annata impegnativa, ma andava fatto, e se andava fatto meglio prima che poi.

Questo mese ho avuto anche una bella sorpresa, c'è una mia intervista su Celiachia notizie, l'organo ufficiale dell'Associazione Italiana Celiachia.

http://www.celiachia.it/comunicazione/Comunicazione.aspx?SS=1113


Mi ha davvero fatto piacere che abbiano pensato di parlare del mio blog su una rivista così importante, e ringrazio la redazione per avermi contattata.


La nemesi storica, per chi mi conosce, è che il tema del mese è la dieta e la vita sana, e la foto della mia famiglia che ho pubblicato qualche tempo fa testimonia purtroppo che avrei molto da lavorare su questo fronte, ma non è mai troppo tardi, vero?

Per rimanere in tema, vi lascio una delle insalate di cereali che potrete anche sulla rivista.
L'avevo già pubblicata agli esordi del blog, ma dato che è molto in tema, e la facciamo spesso, ve la lascio di nuovo.

E a proposito di insalate, non ci dimentichiamo...




In questi giorni non faccio che vedere in giro insalate... chissà come mai?
Sarà forse che Insalata da Tiffany sta lasciando il segno nella blogosfera?
Credo proprio di sì, un libro così non passa di certo inosservato!!!

Ed ora, vai con la mia


insalata di grano saraceno, avocado e gamberetti


Insalata di grano saraceno, avocado e gamberetti
Ingredienti
  • 250 g di grano saraceno
  • 1 avocado
  • 300 g di code di gamberi
  • olive taggiasche
  • pomodorini pachino
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • olio
  • sale
  • prezzemolo
  • basilico
  • limone
  • capperi sotto sale
Preparazione
Far tostare il grano saraceno per 3/4 minuti in una pentola, rigirandolo in continuazione perché non bruci.
Lessarlo in acqua bollente salata per 10/11 minuti. Scolarlo e farlo raffreddare.
Dissalare i capperi.
Nel frattempo cuocere i gamberi in acqua bollente salata, sgusciarli e farli raffreddare. Lavare i peperoni, tagliarli a falde, grigliarli e togliere loro la buccia. Tagliarli quindi a tocchetti.
Unire in una ciotola i pomodorini tagliati a metà, i gamberi, i peperoni, le olive, i capperi dissalati, l'avocado sbucciato e fatto a tocchetti, e condire il tutto con una emulsione fatta con sale, olio, limone, prezzemolo, basilico e limone.
Aggiungere il grano saraceno e mescolare bene il tutto. Servire freddo


venerdì 18 luglio 2014

Rotolo alle fragole senza glutine per festeggiare la zia Sandra

rotolo alle fragole
Oggi siamo in trasferta.

Andiamo a vedere la laurea della zia Sandra.

La zia Sandra è una donna meravigliosa.
Intanto è bellissima, uno splendore di quarantenne (più o meno).

E poi è di quelle zie simpatiche, che ci sanno fare con i bambini, che fanno mille cose, spiritose, dolce e disponibili, che accolgono me, la cognata, come una sorella.

La zia Sandra è la zia Sandra. 

Negli ultimi anni si è fatta un paiolo tanto, e prima si è presa la maturità con il serale, e nel mentre lavorava, lei, mica stava a girarsi i pollici.

Poi ci ha preso gusto, e ha fatto pure l'università. Oggi si laurea, e va festeggiata.

E dato che è golosa, le dedichiamo questo rotolo, che è facile facile, ma buonissimo.
È perfetto per il pranzo della domenica, vi farà fare una splendida figura. Con poco sforzo.

Si, magari è un po' smargiasso, con tutta quella panna e quelle fragole così colorate e invitanti, ma mica ci si laurea tutti i giorni... Ci vuole qualcosa di esagerato!

Ne approfitto per ricordarvi il concorso organizzato  da Gluten Free Travel & Living, della cui redazione sono onorata di far parte, insieme a Pasta Garofalo.

Seconda stella a destra - Gluten Free Travel and Living

Un contest in cui potete raccontarci le emozioni che vi suscitano i vostri luoghi del cuore.
Lo potete fare con una foto, con un video, con un'immagine.
Non è un contest da foodblogger, non si cucina.
Siamo d'estate, fa caldo, si viaggia, ci si laurea...

Per saperne di più, su Gluten Free Travel & Living.
 
Ed  ora, questa goduriosa ricetta per festeggiare la zia Sandra!


rotolo alle fragole


Rotolo alle fragole
Ingredienti
Per il biscuit
  • 100 g di mix per dolci lievitati (70 g di farina finissima di riso, 15 g di fecola di patate, 15 g di amido di tapioca) (¶)
  • 80 g di zucchero semolato 
  • 20 g di miele di acacia
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • burro per la placca
  • farina di riso per la placca (¶)
Per la farcia
  • 250 g di fragole
  • 250 g di panna da montare
  • 50 g di zucchero a velo (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

Preparazione
Preparate il biscuit
Rivestite una placca per dolci con un foglio di carta forno imburrato e spolverato con farina di riso.
Separate i tuorli dagli albumi.
Montate i tuorli con lo zucchero, il miele e mezzo cucchiaino di succo di limone, finché “scrivono”, e gli albumi a neve ben ferma, aggiungendo sempre mezzo cucchiaino di succo di limone.
Incorporate la meringa alla montata di tuorli e zucchero, una cucchiaiata alla volta, mescolando delicatamente dal basso in alto, e unite per ultimo il mix per dolci lievitati setacciati, anche questo mescolando delicatamente dal basso in alto.

Aiutandovi con una spatola versate il composto sulla placca, cercando di renderlo di spessore più uniforme possibile.

Fate cuocere a metà altezza nel forno preriscaldato a 180° C per 12 minuti.
 
E ora farcitelo! 
Quando il biscuit è pronto, sfornatelo sopra un canovaccio umido strizzato molto bene e arrotolatelo immediatamente con la sua carta forno, lasciandolo così un quarto d'ora, quindi stendetelo di nuovo, staccate delicatamente la carta forno, e arrotolatelo di nuovo nel canovaccio rimettendo la carta forno finché non si è completamente raffreddato.
Quando il rotolo è completamente raffreddato montate la panna a neve ben ferma unendo all'ultimo lo zucchero a velo.
Mondate le fragole e asciugatele tamponando con carta da cucina. Tenetene da parte alcune intere per la decorazione finale mentre le altre le tagliate a metà.
Srotolate il biscuit, spalmateci la panna montata (tranne mezza tazza che terrete per la finitura del dolce), e sopra sistemate ordinatamente le mezze fragole.
Arrotolatelo di nuovo in un canovaccio pulito e asciutto e tenetelo in frigo fino al momento di servire.
Per servirlo, tolto il canovaccio, sistematelo su un piatto da portata, mettete la panna rimasta in un sac à poche e decorate il rotolo con la panna e le fragole.
Va servito tagliato a fette di circa 1 cm di spessore.


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living 


giovedì 17 luglio 2014

Insalata da Tiffany: perché #questoepiubello


Siamo al secondo. Dei libri dell'MTChallenge intendo. Ed è più bello del primo, anche se sembra impossibile.
In pieno stile Belle Epoque, con tutta l'ironica eleganza che solo una vera signora come la Van Pelt può tirare fuori


con dei favolosi disegni della Mai, è un libro che vi lascerà a bocca aperta.



Aprono il volume 41 ricette di "insalate da Tiffany", ossia le insalate pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier &Co al tempo della nascita dell'alta ristorazione. 
Seguono poi 53 "pezzi facili", vale a dire insalate nel senso più classico del termine. 
Le prime sono tutte ambientate nella Belle Epoque, con pezzi d'epoca originali e preziosissimi, le seconde hanno una grafica assolutamente contemporanea, con le strepitosas illustrazionas espanolas della Mai. 
In mezzo, ci sono tutti i condimenti immaginabili: emusioni stabili e instabili, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa.  
Insomma, tutto un gòdere, tanto per changer, col solito stile unico e inimitabile, che ogni volta diventa più unico, un metro avanti a tutto il resto. 
... Perché Mme La Président, quando fa le cose, ci lascia sempre di stucco. 

A questo punto posso dirvi una cosa sola: accatatevillo!

Insalata da Tiffany
A cura di Alessandra Gennaro
Sagep editori
Collana: I libri dell'mtc
Fotografie: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Impaginazione: Barbara Ottonello
Editor: Fabrizio Fazzari
Prezzo 18 euro


Per inciso, anche questa volta c'è pure una mia ricetta, la Presque une salad niçoise, oltre a tantissime altre ben più valide.
Se non ci credete guardate l'indice, a pag.24 :-)


Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri, un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

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