Con lo scorso post ho partecipato alla bella iniziativa di FrancescaV per i 150 anni dell'unità d'Italia.
Il post si apriva con una foto fatta alla manifestazione in difesa della Costituzione del 12 marzo.
Non vi avevo però raccontato che a quella manifestazione siamo andati con delle magliette bianche, colorate per l'occasione dai miei figli, sulle quali avevamo scritto due articoli della Costituzione. Li avevo scelti io, poco democraticamente a dire il vero. Erano l'articolo 3 e l'articolo 11.
L'articolo 11 è uno di quelli che amo di più. Sembra un articolo banale, quasi scontanto e retorico. Ma in realtà è uno dei più tosti da mettere in pratica.
Perché è facile dire che si sottoscrive l'articolo 11 quando non viene messo alla prova.
L'articolo 11 serve -dovrebbe servire- proprio per quanto la guerra diventa un opzione possibile.
Ve lo riscrivo per intero.
Art. 11L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;Quando siamo andati alla manifestazione mi domandavo se fosse l'articolo da ricordare in questo momento.
consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Ce ne sono tanti che dovrebbero essere ripetuti tutte le mattine, come una preghierina, in questo periodo: l'art. 1, il 3, l'art. 21, il 25, il 28, il 33, il 34, il 35, il 36, il 37, il 40...
L'articolo 11, che a furia di gridarlo siamo divenati afoni, negli anni scorsi, sembrava meno attuale. Ho voluto ricordarlo lo stesso.
Perché lo sento mio, perché è difficile, perché dovremmo usarlo proprio quando sembra che non serva, per evitare di trovarci nelle situazioni in cui potrebbe servire.
Non mi sono sbagliata. L'articolo 11 è sempre attuale.
Come usciremo da questa situazione, non lo so. Come ne uscirà il popolo libico, ancora meno. Quando sento parlare di interventi umanitari, mi viene in mente tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi anni in questo modo, e mi si rizzano i capelli in capo.
Per oggi, frittelle di riso. Sempre Artusi.
Le dovevo pubblicare ieri, per San Giuseppe, uomo saggio e in grado di trovare soluzioni originali a grossi problemi, almeno a quanto narrano alcune cronache del tempo.
Quando le cose si mettono male, bisogna tornare alle origini e riflettere.

Frittelle di riso senza glutine - Artusi n. 179Ingredienti
(le mie modifiche in viola fra parentesi)
PreparazioneQueste sono più semplici delle descritte al numero precedente e riescono anch'esse buone e leggiere.
Cuocete molto, o meglio moltissimo, in mezzo litro circa di latte, grammi 100 di riso dandogli sapore e grazia con burro quanto una noce, poco sale, un cucchiaino scarso di zucchero e l'odore della scorza di limone. Diaccio che sia aggiungete una cucchiaiata di rhum, tre rossi d'uovo e grammi 50 di farina. Mescolate bene e lasciate riposare il composto per diverse ore. Allorché sarete per friggerlo montate le chiare quanto più potete, aggiungetele mescolando adagio e gettatelo in padella a cucchiaiate. Spolverizzatele al solito di zucchero a velo (io, zucchero semolato, ce ne va parecchio) e servitele calde. (si possono servire anche tiepide)
Con la mia dose, doppia rispetto a quella dell'Artusi, me ne è venuto un vassoio di quelli di carta dorata grandi.
(le mie modifiche in viola fra parentesi)
- 1/2 l latte (io 1 l)
- 100 g di riso originario (io 200 g)
- 50 g di farina (io 100 g di farina senza glutine) (¶)
- una noce di burro
- un pizzico di sale
- zucchero
- scorza grattata di un limone (io, scorza grattata di un limone + cucchiaio di polvere di arancia)
- 3 uova (io 5 uova)
- Rhum genuino, una cucchiaiata (io due)
PreparazioneQueste sono più semplici delle descritte al numero precedente e riescono anch'esse buone e leggiere.
Cuocete molto, o meglio moltissimo, in mezzo litro circa di latte, grammi 100 di riso dandogli sapore e grazia con burro quanto una noce, poco sale, un cucchiaino scarso di zucchero e l'odore della scorza di limone. Diaccio che sia aggiungete una cucchiaiata di rhum, tre rossi d'uovo e grammi 50 di farina. Mescolate bene e lasciate riposare il composto per diverse ore. Allorché sarete per friggerlo montate le chiare quanto più potete, aggiungetele mescolando adagio e gettatelo in padella a cucchiaiate. Spolverizzatele al solito di zucchero a velo (io, zucchero semolato, ce ne va parecchio) e servitele calde. (si possono servire anche tiepide)
Con la mia dose, doppia rispetto a quella dell'Artusi, me ne è venuto un vassoio di quelli di carta dorata grandi.
L'ho citato anche io. Prima si fa finta che la Libia non esista, poi, alè, e bombardiamo a tutto spiano...
RispondiEliminauomo paziente, Giuseppe... bel personaggio. anche se, come è come non è, quando si arriva alla guerra si finisce sempre a tirare in ballo cristianesimi e religioni. Tutto sommato io citerei Aristofane e Lisistrata (tanto, visto chi ci comanda, un bello sciopero sessuale potrebbe essere una minaccia efficace!)
@povna Lisitrata l'ho amata fin da subito.
RispondiEliminaconfesso che San Giuseppe era una necessità narrativa (si dice così?). insomma, che c'entrano le frittelle se no? c'è poco da festeggiare, qui...
sì sì, necessità narrativa è perfetto! (però una cosa c'è da festeggiare, è arrivata la primavera, e questo è molto bene...)
RispondiEliminaps. sai che io e Corto Maltese abbiamo pubblicato, più o meno in contemporanea (io su Slumberland e lui su FB) lo stesso post?!
il riferimento all'art 11 Cost.
RispondiEliminaè quello che più penso in questi giorni, non perchè io sia un'appassionata di legge, altrimenti non starei per laurearmi in giurisprudenza, ma perchè ogni cittadino nel vero senso della parola dovrebbe sapere almeno la nostra costituzione.
Posso solo dire con infinita aria di abbattimento "magari venisse rispettata".
Sei una madre giusta e ciò che hai fatto con i tuoi figli ti dona una gran lode da parte mia ^_^
A volte le ho mangiate (in Emilia molte massaie le fanno) ma non mi hanno mai entusiasmato, penso che se le dovessi fare anch'io metterei piu' zucchero e piu' rum.
RispondiEliminaPer quanto riguarda l'articolo 11, visto che sono una pacifista mi piace la parola 'ripudia'. E' proprio la parola adatta.
Adesso, come da tanto tempo non mi succedeva, sto ricominciando a pensare a quanti articoli della nostra Costituzione si violino senza nemmeno pensarci... E non oso pensare a quello che succederà, già tanto male e tanto brutto è successo...
RispondiEliminaLe frittelle sono la giusta consolazione... almeno per adesso...
Baci
"a seconda di come la si legge, la Costituzione della Repubblica italiana può essere un capolavoro di serietà o di comicità. Di serietà, perchè basta pensare a come sarebbe il nostro povero paese se tutti i 139 articoli della Carta fondamentale fossero stati sempre e da tutti attuati, per farsi un'idea della statura politica, morale e anche grammaticale dei padri costituenti che la scrissero più di sessnt'anni fa (e, per contrasto, del nanismo politico, morale e anche grammaticale che contraddistingue i loro presunti eredi di oggi). Di comicità, perchè basta confrontare i principi enunciati nella Costituzione e la realtà italiana di tutti i giorni per esplodere in una risata omerica, per quanto amarissima. " Travaglio M., in: "La Costituzione della Repubblica italiana", Giunti, 2011
RispondiEliminaaddolciamoci con queste tue perfette frittele
Appunto, addolciamoci eccome con queste frittelline.
RispondiEliminaChe delizia! Una tira l'altra!!! Baci
RispondiElimina@erica la costituzione è bellissima. ha sempre la risposta giusta
RispondiElimina@alessandra attenta a mettere troppo zucchero nell'impasto, poi quando si scalda rende liquido il composto e non mantengono la consistenza. di zucchero ce n'è abbastanza fuori, non ti preoccupare :-)
@fantasie bisogna trovare il modo di far sentire la nostra voce.
@ValeTork quanto è vero...
@tinny magra consolazione...
@lady boheme è vero, sono finite in un battibaleno!!!!
Ma infatti... ma basta parlare di interventi umanitari... La parola guerra è cruda e brutta, ma forse ha detto bene d'Alema (bada che non ho nè parte nè arte) l'altro giorno dicendo che non se ne parla, ma la guerra c'è adesso e c'era anche prima!
RispondiEliminaUn piccolo tono amaro, ma dovuto, alle tue zeppole dolci..
gaia, mi trovi d'accordo con quanto scritto e mi consolerei volentieri con queste bontà che hai cucinato :-))) la foto è mitica!
RispondiEliminabacioni :X
Su quello che sta succedendo non ho parole.....veramente...Sono sbigottita.
RispondiEliminaPer le frittelle invece ne ho solo due: le voglio !!
Mi piace questo tuo san Giuseppe,uomo saggio e in grado di trovare soluzioni originali a grossi problemi. Sarebbe bello avere un po' della sua saggezza, adesso.
RispondiEliminaSarebbe ancora più bello non doverne avere bisogno.
Buonissime queste frittelle.....devo provvedere subito a realizzarlE!!!! anche se San Giuseppe è passato!!!....
RispondiEliminaahimé sempre attuale purtroppo!
RispondiEliminabuone le frittelle di san giuseppe :)
Concordo con le amiche per quello che riguarda la costituzione e mi piace il tuo modo appassionato con cui inviti alla riflessione
RispondiEliminaE mi chiedo anche perchè ho in casa ho il libro dell'Artusi e lo lascio lì a prendere polvere..... a differenza di te...
Compliments for all
Un bacione
Come il solito delle bellissime ricette. Come queste frittelle che, per il semplice fatto che hai raddoppiato la dose di rhum... mi sono ancora più simpatiche!
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