venerdì 28 giugno 2013

Almost a Waldorf salad



"Mais la salad niçoise n'est pas une salad de la Belle Epoque, elle est une salad paysanne, Monsieur le chef..."
"Oui, c'est vrai, on doit faire quelche chose. On doit trouver une vrai salad de la Belle Epoque, parce que comme ça Madame la Président sera content"
"On doit dire que elle est un peu palleuse, Monsieur le chef"
"Évidemment elle est, mais il faut faire bon vis a mauvais jeu, parce que elle est la Président".
"Elle est la Président, sans doute!"
"Oui, elle est la Président..."
"Quelle salad on peut faire? Les autres concurrents ont gratté le fond du baril maintenent"
"Ce n'est pas important ce que les autres concurrents ont fait, l'important est avoir un bonne idee et la percourir jusque à la fin, avec coherence"
"Avez-vous déjà une bonne idée?"
"Oui je l'ai. J'ai pensée de mettre des raisins, avec des pommes vertes, de la laitue, du céleri, des noix et, comme condiments, du yogurth et de la mayonnaise. Charmant, n'est pas?"
"..."
"???"
"..."
"Parlez!"
"...
Elle est déjà été inventé par le chef de l'Hôtel Waldorf de New York vers 1893..."
"Nooooooooooooooooooooooooooooooooo! C'est n'est pas possible!!!
...
...
...
Est-ce tu pense que l'ont déjà  publié sur l'Internet?"
"Oui, je le pens"
"..."
"..."
"Merd!"  
"Il y à un autre problem"
"Un autre?!?!
"Oui...
Madame la Président veut que la salad soit accompagné par quelche chose de croustillant"
"...
Ont doit admettre que madame la Président est vraiment palleuse..."
"Mais elle est la Président"
"..."
"..."
"..."
"Trouvez!!!! Ont fera des gougères! Ils sont croustillant, sont-ils?"
"Oui chef! Vous etez vraiment malin monsieur le chef!"
"Monsieur le chef..."
"Qu'est-ce qu'il y a????"
"Le plat... Il doit être elegant"
"Madame la Président nous a en peu cassé le marons...
Est-ce tu pense que un plat du 1927 sera à son goût?"
"Je pense que oui, Monsieur le chef...
Elle ne peurra pas dire plus rien!"
"Je l'espere.
En marche! Il est déjà le 28 de june, il est tard"  

E, vi prego, non chiamate subito la neuro.

Almost a Waldorf salad
Ingredienti
(per due persone)
  • un piccolo cespo di lattuga
  • il cuore di un sedano
  • una mela Granny-Smith
  • uva bianca (ci andrebbe quella rossa ma non è proprio stagione)
  • una manciata di gherigli di noci 
    Per il dressing
  • 1/2 tazza di yogurth greco
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • olio di oliva
  • sale

Preparazione
Mondare la lattuga. Tagliare il sedano a cubetti, e anche la mela, a parte qualche fettina che terrete, con la buccia, per la composizione del piatto.
Lavare l'uva e tagliarne a metà un paio di manciate di acini.
Spezzare grossolanamente i gherigli di noci.
Comporre in modo carino nel piatto, e condire con il dressing.
Servire accompagnata da qualche gougéres.

Per il dressing
Mescolare lo yogurth, un paio di cucchiai di olio d'oliva, un cucchiaino di sale e il cucchiaio di limone.
 

Gougéres
(ricetta ottenuta modificando quella dei bigné del sito "Cucina naturale senza glutine")
Ingredienti
  • 60 g di farina di riso finissima (¶)
  • 30 g di fecola di tapioca (¶)
  • 45 g di burro 
  • 25 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 2 uova
  • sale
  • 110 cc di acqua
  • semi di papavero per decorare
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

Preparazione
Far prendere il bollore all'acqua con un pizzico di sale e il burro a tocchetti. Quando bolle, buttare tutte insieme la farina di riso e l'amido di tapioca, e mescolare per un paio di minuti, finché si stacca dal bordo della pentola.
Togliere dalla pentola e far raffreddare.
Quando è freddo cominciare a mescolare con le fruste (io in planetaria) e aggiungere un uovo, sempre mescolando. Quando è perfettamente amalgamato aggiungere il successivo.
Quando è perfettamente amalgamato aggiungere il parmigiano.
Accendere il forno a 200 °C.
Imburrare una teglia da forno.
Mettere il composto in un sac à poche con bocchetta liscia piccola.
Far delle palline grandi poco più di una noce, e cuocere in forno per 15-20 minuti (io 20).

Avec cette recette je particip à le défi du juin 2013dell' MTC.
La ricetta originale della Leonardo di Cozzaman

domenica 23 giugno 2013

Presque une salad niçoise



Sono sola. La famiglia è al mare, e io qui a casa da sola a star dietro ad alcuni lavori in casa, che sembrano non finire mai, e soprattutto a studiare e scrivere questa specie di tesi che dovrei consegnare fra pochissimi giorni.
Mi telefonano la sera raccontandomi dei loro mille bagni. Scriccioli, i miei bambini sono davvero contenti. Certo che mi fa una voglia esser lì con loro....  
E poi sono giornate noiose. Niente di grave, beghe su questi lavori in casa, noiosissime da ascoltare quando te le raccontano ma veramente fastidiose quando ti ci trovi in mezzo, macchina portata via dai vigili, sindrome da pagina bianca per la tesi, incapacità di memorizzare quello che devo studiare, centinaia di pagine di discorsi fumosi a metà fra la sociologia, la filosofia, la xxx-logia.
È vero, le cose scientifiche e matematiche facili non sono, ma una volta capite sono così ovvie che non le dimentichi più, invece quest'altra roba è così fuffa, che non c'è proprio verso di cacciarsela in testa, sarebbe come cercare di mettere la nebbia in un barattolo....

Insomma, stamani mi sono svegliata veramente con la luna storta. Bisognava intervenire.
Quale rimedio migliore contro la luna storta che impastare? E così mi sono fatta un pane un po' giallo, perché il giallo è un colore allegro e solare.
Non ho nemmeno usato la planetaria, da quanto avevo bisogno di sfogare il nervoso :-)
Effettivamente ha funzionato.

Ha funzionato così bene che ho deciso di fare anche l'insalata per l'MTC di questo mese. Già il mese scorso non ho partecipato, a causa di tutti questi impegni, mica potevo saltare anche un altro mese!!!
E poi l'insalata è veloce... Grazie Cozzaro che non hai previsto una roba complicata con mille passaggi, non ne avrei proprio avuto il tempo.

La ricetta è una delle tante ricette che potrete trovare sul mio libro Il pane gluten free.

Il pane gluten free
Pubblicato da Giunti Editore

Avrei voluto interpretare il tema del mese, le insalate da grand hotel, in modo adeguato. Ma in casa avevo solo altri ingredienti, semmai per fare una niçoise, che è tutto fuorché un'insalata da Ritz o Savoy, d'altronde si sa che propendo per le cose popolari, io :-)
In realtà non è nemmeno una vera niçoise, mancano i fagiolini e le olive, ma tanto nessuno mi inseguirà picchiandomi con il disciplinare, vero?
E in ogni modo era buonissima, e ha rallegrato davvero la mia giornata.

Già che ci siamo, vi segnalo le ultime mie ricette sparse qua e là, che in questo post hanno comunque un loro perché.

Un'insalata di grano saraceno e verdure, che quasi quasi sarebbe andata bene anche per l'MTC, che ho pubblicato su La cucina di D.



E poi, come dessert, perché non prendere un bel gelato fatto in casa?

Questo mese lo Starbooks è tutto sui gelati, sul libro del famosissimo blogger David Lebovitz dal titolo The perfect Scoop.
Se volete farvi suggerire altre idee fresche e golose, non vi resta che seguirci sullo Starbooks
Anzi, in questi giorni le mie colleghe Starbooker sono (quasi) tutte all'evento Sapori da sfogliare che si tiene a Genova fino a stasera.
Se volete vedere il programma, eccolo qui





Presque une salad niçoise
Ingredienti
(per due persone)
  • un piccolo cespo di lattuga
  • 1/2 cipolla rossa tipo Tropea
  • 1 scatoletta di tonno
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • pomodorini ciliegia
  • 2 acciughe sotto sale
  • 2 uova
  • 2 belle fette di pane casereccio (¶)
  • sale
Per la vinaigrette
  • 1 cucchiaio di senape di Digione (¶)
  • 1 cucchiaino di aceto rosso
  • olio di oliva
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Dissalare i capperi.
    Dissalare e pulire le acciughe, ottenendo i filetti (si potrebbero usare anche quelle sott'olio ma non c'è paragone, in quelle sott'olio usano degli oli che hanno un saporaccio schifoso. Io spesso me ne compro una manciata sotto sale, le pulisco e le metto in un barattolino con olio extra-vergine d'oliva, qualche foglia di alloro e qualche bacca di ginepro schiacciata. Velocissimo e infinitamente più buone).
    Lavare la lattuga e mettere da parte le foglie più belle.
    Mondare la cipolla e tagliarla ad anelli sottili.
    Chi avesse difficoltà con la cipolla cruda, soprattutto se la sera ha un appuntamento galante, può mettere gli anelli a bagno in acqua e aceto: il sapore si mantiene ma diventa più digeribile.
    Lavare i pomodorini.
    Scolare il tonno dal suo olio (eventualmente comprare un 180 g di ventresca dal droghiere, anche questa è più buona del tonno in scatolette ma oggi avevo solo quello).
    Tagliare le fette di pane a quadratini di 1,5 cm di lato circa, e farli tostare in forno qualche minuto sotto il grill.
    Lessare le uova e sgusciarle facendo in modo che si mantengano intere.
    Le dosi sono rigorosamente a occhio.
    Comporre l'insalata già nei piatti: le foglie più belle di lattuga sul fondo, poi il resto delle foglie di lattuga, grossolanamente tagliate a mano, i pomodorini ciliegia divisi a metà, il tonno a pezzettoni, i filetti di acciuga a pezzettini, i capperi, le uova in spicchi, gli anelli di cipolla. Condire con la vinaigrette (vedi sotto) e aggiungere per ultimi i crostini.

    Per la vinaigrette
    Mettere in un ciotolino la senape e l'aceto, aggiungere via via l'olio mescolando come se si stesse facendo una maionese. Vedrete che si emulsiona e monta.
    Anche qui per le dosi è un po' occhiometrico: dipende da quanto è forte la senape, da quanto la volete saporita, da quanto la volete liquida.
    Versione veloce: mettere tutto in una bottigliette e sbattere finché non si emulsiona. Si può conservare per qualche giorno a temperatura ambiente. È meravigliosa per condire le patate lesse, aggiungendo semplicemente un po' di erba cipollina tagliuzzata. Tocco da maestro: prima di condirle, versare sulle patate 1/2 bicchiere di vino bianco. Non so perché, ma diventano meravigliose. 


    Pane con fioretto di mais
    Ingredienti
    • 420 g di mix per pane di Un cuore di farina senza glutine, ovvero: 230 g di Preparato per pane Bi-Aglut, 110 g di farina Glutafin select, 80 g di farina senza glutine per pane e dolci Coop (¶)
    • 80 g di fioretto di mais (¶)
    • 1 bustina di lievito di birra liofilizzato
    • olio extra-vergine di oliva
    • sale
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Mescolare le farine e il lievito e mettere in una ciotola.

    Versare 420 g di acqua tiepida e cominciare a mescolare.
    Quando si è abbastanza amalgato, aggiungere un cucchiaio di sale e un paio di cucchiai di olio. Mescolare ancora e rovesciare sulla spianatoia infarinata.
    Continuare ad impastare, finché è ben amalgamato.
    Si può fare anche con la planetaria ma non è altrettanto liberatorio. 
    Fare la palla e lasciar lievitare coperto. Un 'oretta, ma dipende dal clima e dall'umidità dell'aria.
    Quando è raddoppiato dare qualche piega e avvolgere su se stesso. Fare un paio di tagli per aiutare la lievitazione, e far lievitare coperto nuovamente fino al raddoppio (un'altra oretta, fra lilleri e lalleri).

    Accendere il forno al massimo, con dentro la leccarda e sul fondo un pentolino con acqua.
    Quando il filoncino è giunto a lievitazione, mettere in forno sulla leccarda bollente, far cuocere i primi dieci minuti al massimo e poi a 200°C circa.

    Teoricamente un'oretta, ma ho notato che se si tiene una decina di minuti in più non gli fa male.
    Io uso la tecnica del battere sul fondo del filone con una nocca: se suona vuoto, ci siamo, se invece suona pieno lo lascio ancora qualche minuto.

    Far raffreddare coperto, e aspettare che sia freddo prima di tagliarlo... non come ho fatto io che l'ho tagliato subito e si vede!

    Con questa ricetta partecipo alla sfida di giugno 2013dell' MTC.
    La ricetta originale della Leonardo di Cozzaman

    sabato 15 giugno 2013

    Rifatte senza glutine: la pasta sfiziosa di Tania



    Oggi è il 15 giugno, il giorno delle Rifatte senza glutine, e abbiamo la gustosissima pasta sfiziosa di Tania senza glutine.

    In questo periodo sono impegnatissima, e non ho proprio tempo di cucinare, al punto tale che qui tutti si lamentano per la ripetitività della cucina e la scarsa qualità del cibo. Non si mangiano scatolette, ma poco ci manca!
    Ringrazio quindi Tania per aver proposto questa pasta, velocissima da fare e veramente buona.
    Per fortuna che era un piatto sprint, altrimenti non avrei proprio potuto sperimentarla, ma soprattutto era davvero saporita, mia figlia ha tirato un sospirone di sollievo, e me l'ha pure detto "Finalmente mamma non i solito hamburger! E poi questa pasta è così buona... La rifai, vero?"

    Una nota a margine: ringrazio pubblicamente le mie colleghe per il piatto splendidamente anni '80, che sta benissimo con questa pasta. Per il mio compleanno mi hanno regalato una collezione di piatti tutti l'uno diverso dall'altro "perché così puoi usarle per fare le foto per il blog!"
    Grazie Angela, Antonella, Chiara e Marisa, quando avrò finito di studiare bisognerà che trovi il modo di sdebitarmi con voi! 

    Ed ora, visto che il tempo stringe, vi lascio con la ricetta di Tania.

    Rifatte senza glutine




    Pasta sfiziosa
    Ingredienti
    • 1 cipolla bianca rossa
    • olio extra-vergine di oliva
    • 100 g di pancetta dolce (¶)
    • 15 pomodorini ciliegia
    • 300 g di pasta corta (io casarecce Garofalo senza glutine) (¶)
    • provolone parmigiano reggiano 
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

    Procedimento
    Tagliare sottile la cipolla con la mandolina, e farla appassire in un cuocipasta in un po' d'olio d'oliva. Quando comincia a sudare, aggiungere la pancetta a dadini, e quando anche la pancetta comincia a rosolare, mettere i pomodorini tagliati a metà.

    Cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
    Scolarla al dente, e spadellarla nel condimento.

    Servire cosparso di provolone (io parmigiano) grattugiato al momento.

    mercoledì 5 giugno 2013

    Una bimba che cresce, una mamma che studia e un meat-loaf, ovvero polpettone, senza glutine



    Il mio corso volge al termine, e sono cominciati gli esami. Oggi il primo. Della mia materia, quindi facile.
    Però non c'è niente da fare, alla mia età, con un lavoro da portare avanti, una famiglia da accudire, una casa da non lasciare andare a rotoli (e su questo ci sto davvero quasi riuscendo, a farla andare a rotoli), una cucina abbandonata, non è la stessa cosa che quando di anni ne avevo venti o ventitre, e non avevo nient'altro da fare che studiare e poco altro, per lo più molto divertente.
     E poi c'è la testa. Quella proprio non è più la stessa. All'epoca leggevo le cose e le sapevo. Ora le leggo... E prima di tutto non è affatto detto che le capisca :-) E poi imparale! Insomma, una bella faticaccia.
     Ma si fa. Ci si mantiene vivi. Vivi e contenti, malgrado la fatica.
    Poi è educativo, per i figli. Sicuramente accusano il colpo, ma vedere la loro madre che studia, si impegna, persegue un obiettivo è davvero un bel messaggio, più eloquente di tante parole.

    Oggi scricciola dodicenne, che è dotata di una capacità auto-riflessiva che mi colpisce ogni giorno di più, ha passato un'ora a telefonare ai compagni per fare un pensierino per le professoresse.
    Mi ha colpito, perché, come dice lei, è timida, e fino a poco fa non è che si sentisse molto nei suoi cenci, a scuola. Eppure oggi ha preso questa iniziativa. E quando la compagna più intraprendente voleva toglierle di mano la gestione di questa cosa, si è fatta coraggio, le ha ritelefonato, e si è imposta, riuscendo a non farsi passare sopra. Il tutto con i suoi modi composti e delicati, senza aggressività, ma ferma. Quando ha attaccato il telefono mi ha detto "Mamma, che fatica! Però ce l'ho fatta. Lo sai che sono timida, e non mi è facile, ma ho tenuto duro, e sono veramente soddisfatta di me".

    Ecco, chi ha figli, e soprattutto chi ha una figlia potrà comprendere la gioia che ho provato. Per lei, per la sua soddisfazione, perché vederle crescere e acquisire sicurezza è una gran cosa. 

    E allora le dedico questo polpettone, che le era tanto piaciuto. È un po' invernale, ma con il freddo che fa ci sta tutto.
    La solita Martha Stewart, che mi ha davvero conquistato.
    E poi così, se mi sbrigo a scrivere la ricetta, partecipo anche al redone dello Starbooks :-)
    Grazie Patty di Andante con gusto perché ho copiato la traduzione pari-pari dalla versione che avevi fatto tu :-)


    Già che ci sono vi dico anche che oggi c'è una mia ricetta su La cucina di D. Così, visto che non ho niente da fare ;-)




    Ed ecco la ricetta del polpettone...

    Meatloaf and mashed potatoes
    Ingredienti
    (per otto-dieci persone)

    Per il polpettone
    • 3 fette di pane senza glutine tagliato in pezzi grandi senza eliminare la crosta (¶)
    • 1 cipolla tritata grossolanamente
    • 2 spicchi d'aglio tritati 
    • 1 gambo di sedano tritato grossolanamente
    • 1 carota tritata grossolanamente
    • 75 gr di prezzemolo tritato
    • 340 gr di carne di manzo tritata
    • 340 gr di carne di maiale macinata
    • 340 gr di carne di vitello macinata
    • 1 uovo grande
    • 245 gr di ketchup (¶)
    • 1 cucchiaio di Senape di Digione (¶)
    • 1 cucchiaio di salsa Worcestershire (¶)
    • 1 cucchiaio di sale grosso
    • metà cucchiaio di pepe macinato fresco
    • 2 cucchiai di zucchero di canna
    • farina di riso + quella per infarinare la teglia
    Per il puré (mashed potatoes)
    • 1800 gr di patate a pasta gialla pelate e tagliate a pezzi di 1 cm c.ca
    • sale grosso e pepe macinato fresco
    • 250 ml di panna 
    • 250 ml di latte
    • 113 gr di burro
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Preparare il polpettone
    Preriscaldare il forno a 190°.
    Mettere il pane nel mixer e tritarlo finemente.
    Trasferirlo in una ciotola media.
    Mischiare cipolla, aglio sedano, carota e prezzemolo in un mixer e usare il pulse fino ad ottenere un composto fine. Aggiungere le briciole di pane, la carne macinata l'uovo, 80 gr di ketchup, la mostarda, la salsa Worcestershire, il sale e il pepe. Mischiare gentilmente ma con determinazione con le mani per amalgamare bene il tutto. Trasferire il composto in uno stampo per polpettone di 13 x 23 cm e pressarlo dentro per riempire ogni spazio.
    Mischiare il rimanente ketchup con lo zucchero in una ciotola e mescolare fino a che sia bello morbido. Spennellare bene la superficie del polpettone con un bello strato di glassa al ketchup.
    Sistemarlo su un foglio di carta da forno e cuocere per 1h 20 minuti c.ca o fin a quando il termometro da forno inserito nella carne, darà 71°.
    Lasciar lievemente raffreddare e poi servire.

    Preparare il puré di patate
    Mettere le patate ed 2 cucchiai di sale grosso in una larga casseruola.
    Coprire le patate con acqua fredda per oltre 1 cm e portare a bollore.
    Ridurre la temperatura a medio-bassa e far sobbollire fino a che le patate non saranno morbide, dagli 8/10 minuti.
    Nello stesso momento riscaldare la crema insieme al latte ed al burro in un pentolino a temperatura medio bassa mescolando occasionalmente, fino a che il burro non sarà sciolto.
    Scolare le patate e passarle attraverso un setaccio trasferendole in una ciotola a prova di calore (o schiacciate le patate fino a renderle morbide - io nel passaverdure). Versare la crema riscaldata sopra le patate lentamente ma con decisione e mescolare fino a che non sia morbido e cremoso.
    Aggiustare di sale e pepe. Servire immediatamente o mantenere al caldo sopra una pentola a bagno maria.
    Con questa ricetta al Redone dello Starbooks  
     


    Starbooks Redone di giugno 2013

    giovedì 23 maggio 2013

    Dice che "Sta per piovere". Due ricette e un film



    Non sono brava a fare marketing di me stessa. Ad esempio non vi informo mai quando pubblico le mie ricette altrove, su altri blog o riviste che siano.

    Oggi voglio rimediare, visto che ho pubblicato non una ma ben due ricette, una sul meraviglioso blog dello Starbooks e l'altra per La cucina di D., con la quale collaboro da un anno.



    Sono due ricette molto diverse: gli Spaghetti al basilico e limone con mascarpone, erba cipollina e chili provengono da Home Cooking Made Easy, della Lorraine Pascale, che stiamo "starbookando" questo mese.
    Un libro fresco e veloce con molte ricette di cucina inglese ma anche internazionale rivisitate all'insegna della freschezza e della rapidità.

    La Chorba Bel A'Dess è invece una ricetta tradizionale araba, che ho visto anche in moltissimi altri blog (dall'Araba sicuramente, e qui era facile, ma anche da Stefania e molti blog stranieri).
    L'ho assaggiata da un'amica, e mi ha fatto tornare dritta dritta in Algeria, dove ho passato la prima infanzia. Una ricetta veloce, ma molto gustosa, per la quale l'inatteso gusto di limone rappresenta la quadratura del cerchio.

    E dato che la ricetta era araba non a caso, ne approfitto per segnalarvi un film che non dovete perdervi, se verrà proiettato nella vostra città: Sta per piovere, del regista fiorentino-irakeno Haider Rashid.


    Il regista è giovane, gli attori sono giovani, ma il film è veramente bello, un bel pugno nello stomaco, di cui è bene parlare.
    Said ha ventisei anni, è nato e cresciuto in Italia, tifa per la nazionale, fa fa ingegneria, ha una fidanzata e per pagarsi gli studi lavora in un forno.
    Said è un tipico figlio dell'immigrazione, i suoi genitori sono arrivati in Italia trent'anni fa dall'Algeria e hanno sempre vissuto e lavorato qui. Però non hanno ancora la cittadinanza, per una serie di inghippi burocratici degni di Kafka. Eppure non è cinema, non è letteratura, è la vita quotidiana di migliaia di nostri concittadini che vivono al nostro fianco.
    Il padre di Said perde il lavoro per la crisi economica, e per la famiglia comincia un incubo chiamato "perdita del permesso di soggiorno" e "decreto di espulsione".
    Tutto vero, tutto realistico, tutto drammatico.

    Non vi resta che cercare Sta per piovere nelle sale e andarvelo a vedere per scoprire come va a finire.

    domenica 5 maggio 2013

    Cheese cake allo yogurth senza cottura (e ovviamente senza glutine)



    Sto seguendo questo corso. TFA si chiama. Lo scopo finale del corso è conseguire l'abilitazione a insegnare nella scuole (nel mio caso, che abilitata sono già, in Fisica, mi serve a conseguire un'altra abilitazione, in Matematica e Fisica).
    I miei compagni di corso sono decisamente giovani.
    La cosa che mi ha colpito fin da subito è il livello altissimo di preparazione di questi ragazzi: quasi tutti hanno fatto il dottorato di ricerca, molti hanno svolto anche attività di ricerca post-dottorato, in Italia o all'estero. Due di loro sono normalisti, altri hanno studiato o si sono perfezionati in prestigiosissime istituzioni, italiane o straniere.
    E stanno seguendo un corso per diventare insegnanti di scuola.
    C'è qualcosa che non mi torna.
    Prima di tutto non mi torna con l'immagine che tutti hanno della scuola italiana, e dei suoi insegnanti, che vengono percepiti in media come persone poco motivate e poco preparate.
    Invece il livello medio dei giovani insegnanti è questo: gente molto preparata, competente, che magari ha pure seguito corsi molto impegnativi non solo disciplinari ma anche di didattica prima di trovarsi in cattedra.
    Io  li vedo.
    Sono motivati, seri, impegnati. Partecipano con determinazione e competenza a questi corsi e, mi sento di affermarlo, alcuni di loro non hanno niente da inviadiare ai docenti che ci fanno lezione, che pure sono docenti universitari.

    E qui si viene al secondo punto: all'estero una persona che ha conseguito il dottorato di ricerca, che ha svolto un'attività di ricerca post-doc, è pronta per la carriera accademica, o per una brillantissima carriera in aziende private, o nell'amministrazione dello stato. Insomma, quella che una volta si chiamava "la futura classe dirigente".
    E invece il nostro paese offre a queste validissime persone un posto da insegnante precario nella scuola, con uno stipendio risibile. Oppure la possibilità di emigrare all'estero, di diventare un "cervello in fuga".

    Insomma, io vedo un incredibile divario fra la preparazione, l'impegno, le risorse investite da questi giovani nella costruzione del loro futuro, e il risultato che andranno a raccogliere.
    Questo divario produce infelicità, frustrazione, incazzatura.
    Questo divario tarpa le ali alla voglia di impegnarsi, di darsi da fare.
    Questo divario è una delle ragioni del malesse della scuola italiana oggi, che pure per molti aspetti, proprio per l'entusiasmo e la voglia di fare di molti, è un luogo davvero migliore di quanto non potrebbe essere, date le scarse risorse investite dallo Stato e la scarsissima considerazione in cui viene tenuta la scuola stessa nell'opinione generale.

    E con questa nota di dolore, vi lascio una torta che dalla prima volta che l'ho fatta, l'anno scorso, è diventata un classico di casa.

    La torta nasce da una difficoltà, da una sfida: fare un cheese-cake senza cheese, perché il formaggio, anche il delicato Philadelphia, il marito non lo può sopportare.

    E così è venuto fuori questo cheese-cake allo yogurth che potrebbe essere una yogurth-cake, e che di fatto è semplicemente buona. 

    L'altra cosa carina è che, malgrado l'aspetto piuttosto scenografico, è una torta davvero veloce da realizzare. 


    Cheese cake allo yogurth senza cheese e senza cottura
    Ingredienti
    (per quattro-sei persone)

    Per la base
    • 200 g di biscotti secchi (¶)
    • 50 g di nocciole tostate
    • 3 cm di zenzero fresco
    • 100 g di burro
    Per la farcia
    • 250 g di yogurth cremoso bianco (tipo greco)
    • 250 g di panna da montare
    • 10 g di colla di pesce (¶)
    • la buccia grattata di un limone non trattato
    • 100 g di zucchero + 3 cucchiai per la panna
    Per la geleè alle fragole e la finitura
    • 300 g di fragole
    • 6 g di agar agar (¶)
    • 50 g di zucchero 
    • succo di limone 
    • gelatina neutra per finire (opzionale) (¶)
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Preparare la base
    Fondere il burro in una padella. Sbriciolare (io nel mixer) biscotti e nocciole. Pelare e grattugiarvi lo zenzero.
    Mescolare tutto insieme.
    Mettere un foglio di carta da forno sul fondo di una tortiera con il forno sganciabile da 24cm.
    Stendere il briciolame nella tortiera e compattarlo e pareggiarlo ben bene.
    Riporre in frigo.

    Preparare la farcia
    Mettere a bagno in acqua fredda i fogli di colla di pesce.
    Montare lo yogurth con lo zucchero e la buccia grattata del limone.
    Strizzare i fogli di colla di pesce, scioglierli a fuoco basso e incorporarli alla crema allo yogurth.
    Montare la panna a neve ben soda e aggiungere all'ultimo tre cucchiai di zucchero.
    Incorporare la panna alla crema allo yogurth.
    Versare il composto sulla base di biscotti. Rimettere in frigo a rassodare.

    Preparare la gelée di fragole
    Passare le fragole al mixer con 50 g di zucchero. Aggiungere poche gocce di succo di limone.
    Sciogliere l'agar in un paio di cucchiai di purea di fragole in un pentolino, e fargli prendere il bollore sul fuoco. Togliere dal fuoco e mescolare alla purea di fragole.
    Versare sulla torta e mettere in freezer per una ventina di minuti per addensare il tutto
    Servire decorato con fragole intere e lucidato con gelatina neutra.
     

    sabato 27 aprile 2013

    Mai stati in Texas? Io no, però: Texas chili, skillet cornbread e Texas sheet cake senza glutine




    Oggi sono vent'anni che mi sono laureata.
    Ne è passata di acqua sotto i ponti allora... 
    Ricordo gli anni dell'università con grande gioia, sicuramente il periodo più entusiasmante, e quel giorno...
    Che adrenalina! In effetti non avevo paura di niente, e pensavo che la vita fosse lì, pronta per essere agguantata.
    Le cose non sono andate esattamente così, tante le speranze e le aspettative disattese, ma anche tante cose inaspettate, scoperte, emozioni, amori.
    Non sono più la ragazza di 20 anni fa (e se non ci fosse l'anagrafe, a testimoniarlo, basterebbero gli ahi noi! ben 20 chili in più che mi porto appresso ogni giorno), e guardo al prossimo traguardo dei cinquanta con una certa apprensione, ma penso che in fondo la vita sia stata abbastanza generosa con me.
    Malgrado grandi e strutturali insicurezze, malrado l'altrettanto strutturale pigrizia siamo qui, con una vita piena (anche troppo!) e una coscienza non troppo sporca.
    Peccato festeggiare questi vent'anni in una situazione politica devastante, sicuramente vent'anni fa avevamo più speranze e fiducia nel futuro, il clima sociale era meno plumbeo e non sapevamo ancora che ci aspettava un ventennio berlusconiano che avrebbe definitivamente corrotte il paese, più di quanto non lo fosse già. Tant'è. 

    Insomma, per festeggiare vi offro un pranzo allegro e piccantino, quello che ci vuole per rievocare la ragazza di vent'anni fa.
    Casca a fagiolo l'MTC di questo mese. Chili con carne! La ricetta di Anne è davvero invitantissima, nella sua essenzialità. Io però, che sono pavida, non ho osato farlo proprio in purezza, a casa nostra non siamo abituati a mangiare cose piccanti. Anzi, devo ammettere che, per quanto io mangi di tutto, e sia una sperimentatrice, il piccante non mi viene in mente spesso. Sarà perché i bambini non lo amano, sarà perché non fa parte delle mie tradizioni culinarie, resta il fatto che qui il peperoncino non è di casa.
    Insomma, tutta questa spappardella che sa tanto di excusatio non petita per giustificare l'aver messo anche il pomodoro.
    Di fatto, la versione che ho adottato è sempre quella della Martha. Martha's american food  Texas Chili (pag. 302)

    Lo accompagneremo con lo skillet cornbread che mi faceva la corte da quando ne avevo visto la ricetta sempre sul libro di Martha Stewart,  (pag. 322), e che aveva già provato la Ema con successo. Dice che in Texas da tradizione il chili si accompagna proprio con questo pane di mais. In effetti è venuto buonissimo, ed è una tale scempiaggine farlo che pare un peccato lasciarselo sfuggire.

    E come contorno delle carote alla curcuma che sono uscite dal frigo, dove non c'erano altro che loro, e un cavolfiore appassito. 

    E già che ci siamo vi offro anche una torta, texana pure lei, manco a farlo apposta, sempre dal libro di Martha. Texas sheet cake. Una bomba di burro e zucchero squisita, ma forse davvero troppo ricca anche per le mie cicce  (pag. 329).

    Spero che vi basti :-)





    Texas chili 
    Ingredienti
    (per sei persone)
    • 6 peperoncini secchi 
    • 3 cucchiai di olio di oliva
    • 1500 g di carne di manzo tagliata a piccoli cubetti (1 cm di lato circa)
    • 2 grosse cipolle
    • 4 spicchi d'aglio 
    • 2 cucchiaini di cumino 
    • 2 cucchiaini di origano secco 
    • 1 barattolo di pelati 
    • 2 cucchiaini di aceto di mele

    Preparazione
    Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore.
    Passato questo tempo, frullateli con mezza tazza dell’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa.
    Scaldare una larga casseruola con il fondo pesante. Mettervi 2 cucchiai di olio, e far rosolare carne per una decina di minuti, affinché diventi bella marroncina da tutti i lati. Toglierla dalla casseruola e metterla da parte.
    Fare un battuto con le cipolle e gli spicchi d'aglio, e farlo sudare nella casseruola nella quale si sia messo un cucchiaio di olio. Eventualmente aggiungere un cucchiaio d'acqua, se sul fondo ci fosse troppo bruciaticcio.
    Quando il battutto è appassito, aggiungere il cumino e l'origano, far cuocere un altro mezzo minuto.
    A questo punto mettere nella casseruola i pelati, passati al mixer, e il puré di peperoncini. Far prendere il bollore, quindi aggiungere la carne e far cuocere per 2 ore e 1/2 ma anche 3 a fuoco basso, incoperchiato, con giusto una fessurina per far uscire il vapore.
    Quando la carne è morbida, e il tutto assume un bel colore rosso scuro, è pronto.
    Aggiungere un paio di cucchiai di aceto di mele, e  servire caldo bollente, accompagnato da tortillas o skillet cornbread.



    Skillet cornbread
    Ingredienti
    (per una teglia da 24 cm di diametro)
    • olio di oliva, per ungere la teglia
    • 1 tazza di farina di mais per polenta (io di Storo) (¶)  
    • 1/4 di tazza di metà farina di riso, metà fecola di patate (¶)
    • 1 cucchiaino di lievito in polvere
    • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
    • 1 cucchiaino di sale
    • 1/2 cucchiaino di zucchero (ho seguito il consiglio della Ema che diceva che la ricetta originale aveva troppo zucchero, e mi sono trovata bene così)
    • 1 tazza di latticello 
    • 1/2 tazza di latte
    • 1 uovo 
    • 2 cucchiai di burro fuso, freddo 
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Tipico procedimento delle cose da fare in forno americane: mescolare separatamente gli ingredienti secchi e quelli liquidi, mischiare velocemente il tutto alla fine, e via così.
    Quindi: mescolare in una ciotola la farina di mais, quella di riso e la fecola, il lievito chimico e il bicarbonato, il sale e lo zucchero.
    In un'altra ciotola sbattere l'uovo leggermente, quindi aggiungere burro fuso, latticello e latte. Mescolare.
    Nel frattempo scaldare il forno a 200°, mettervi la teglia unta d'olio (ce ne vorrebbe una di ghisa, io non ce l'avevo e ho usata una tortiera da 24 cm) per scaldarla.
    Tenete conto che con una teglia così viene bassino, se lo volete più alto usate una tortiera da 20 cm.
    Nel frattempo mischiare rapidamente gli ingredienti liquidi e secchi, tirare fuori la teglia dal forno e versarvi il composto, e far cuocere per circa 25 minuti.
    Estrarre dal forno, aspettare qualche minuto prima di tagliare, e servire con il chili.

    Carote alla curcuma
    Ingredienti
    (per 6 persone)
    • 1 kg di carote
    • olio di oliva
    • 1 cucchiaio di curcuma in polvere (¶)
    • 1 cucchiaino di cumino 
    • 2 cm di zenzero fresco 
    • 1 spicchio d'aglio
    • sale
    • yogurth greco  
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Tagliare le carote a rondelle.
    Nel frattempo fare tritare fine l'aglio, e grattugiare lo zenzero. Mettere aglio e zenzero in una padella con un paio di cucchiai d'olio, e prima che l'aglio bruci aggiungere le carote. Mescolare bene, quindi aggiungere anche la curcuma e il cumino.
    Salare e far cuocere incorperchiato finché le carote non sono morbide ma ancora al dente.
    All'ultimo aggiungere qualche cucchiaio di yogurth greco, per renderle cremoso.







    Texas sheet cake
    Ingredienti
    (per 6 persone)
    • 220 g di burro + un po' per imburrare la teglia
    • 120 g di farina di riso (¶)
    • 50 g di fecola di patate (¶)
    • 50 g di amido di mais (¶)
    • 350 g di zucchero
    • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 
    • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (¶)
    • 1/2 cucchiaino di sale
    • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere (¶)
    • 25 g di cacao in polvere non zuccherato (¶)
    • 250 ml di acqua
    • 2 uova, grandi
    • 125 ml di latticello  
    • 1 tazza di noci grossolanamente spezzate
    Per la glassa al cioccolato
    • 55 g di burro
    • 25 g di cacao in polvere non zuccherato (¶)
    •  125 ml di panna fresca
    • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
    • 2 tazze e 1/2 di zucchero a velo (¶) 
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

    Preparazione
    Preriscaldare il forno a 180°. Imburrare una teglia rettangolare da 20 X 20 cm.

    Mescolare insieme, in una ciotola, le farine, lo zucchero, il bicarbonato, il sale e la cannella in polvere.

    Sciogliere il burro a bagnomaria, oppure, come ho fatto io, nel micro-onde a bassa potenza.
    Aggiungervi il cacao e, quando è ben amalgamato, l'acqua. Far prendere il bollore, mescolando ogni tanto.

    Versare il composto nella ciotola con le farine, e mescolare finché il tutto non è omogeneo.
     Aggiungere le uova, il latticello e l'estratto di vaniglia.

    Versare nella teglia, e sbattere per eliminare eventuali bolle d'aria. Cuocere in forno finché i bordi non cominciano a staccarsi dalla teglia (ci vorranno circa 12-15 minuti).

    Nel frattempo preparare la glassa al cioccolato:
    Mettere il burro, la panna e il cacao in un pentolino e far prendere il bollore. Togliere dal fuoco, e amalgamare l'estratto di vaniglia e lo zucchero a velo. Utilizzare subito, finché è calda.

    Quando la torta è pronta toglierla dal forno e versarvi subito sopra la glassa, quando sia l'una che l'altra sono ancora calde.  Spargere sopra le noci grossolanamente spezzettate, ed aspettare che raffreddi per tagliarla a quadretti e servirla. 

    La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

    http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

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