giovedì 6 gennaio 2011

Rotolo alla Nutella senza glutine per bimbi buoni

rotolo con la nutella senza glutine
Questo rotolo è la ricetta giusta per la Befana.
Perché piace da morire ai bimbi, e perché lo rifarò proprio oggi.

Piace anche alla Befana grande, perché è un dolce velocissimo, una vera ricetta da 30 minuti (se mi sente Jamie Oliver...), compresa cottura.
Cosa può desidera di più una madre di una ricetta golosa, adorata dai figli e che si fa in un amen? Avrei voluto scoprirla nella mia precedente vita, quella in cui lavoravo quaranta ore al giorno, quella in cui la cucina era pasta in bianco-pasta al pomodoro-pasta al pesto- (...comprato). Adesso sono una fortunatissima insegnante, sono in ferie quando i miei figli sono in vacanza e posso permettermi ben altre sperimentazioni, ma i bambini preferiscono lui, il rotolo con la nutella.
Questo ha anche il vantaggio, rispetto ad altri tipi di rotolo, di essere farcito a caldo, e quindi tutto è più facile.
Ha un unico difetto: piace sempre a tutti, ma non è il mio dolce preferito.
Nessuno è perfetto...

Modifiche: ho modificato le dosi tutte in proporzione aggiungendo un uovo in più. In questo modo, utilizzando la stessa placca di prima, viene più alto e soffice.

Rotolo alla nutella senza glutineIngredienti
  • 4 5 uova 
  • 100 120 g di mix senza glutine per dolci lievitati (io di solito uso mischiare 30 35 g di farina di riso, 40 50 g di fecola di patate e 30 35 g di amido di tapioca) (*)
  • 100 120 g di zucchero
  • 1 barattolo di nutella o altra crema spalmabile (*)
  • burro per ungere la teglia
  • farina di riso per spolverare la teglia (*)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono riportare la dicitura SENZA GLUTINE.

Preparazione
Coprire una placca da forno (io uso direttamente la leccarda) con un foglio di carta-forno imburrato e spolverato con farina di riso. Questo per evitare che il biscuit si attacchi, che è il rischio più grosso di questo dolce.

Separare i tuorli dagli albumi.
Montare i tuorli con lo zucchero, finché scrivono, e gli albumi a neve ben ferma.
Incorporare delicatamente la meringa alla montata di tuorli, mescolando dall'alto in basso, e aggiungere le farine setacciate tutte in una volta. Amalgamare mescolando delicatamente le farine al composto.

Riscaldare il forno a 180°.

Aiutandosi con una spatola versare il composto sulla teglia, cercando di renderlo il più uniforme possibile.

Far cuocere nel forno per 12 minuti.

Nel frattempo mettere il barattolo di crema spalmabile a bagnomaria, per renderlo il più fluido possibile.

Quando il biscuit è pronto, sfornarlo sopra un canovaccio spolverizzato di zucchero semolato.
Spalmarlo abbondantemente di Nutella, arrotolarlo stretto su se stesso sul lato lungo, avvolgendolo infine con il canovaccio, e farlo raffreddare.

Tagliare a rondelle e servire.

Io a volte ne faccio uno, aspetto che raffreddi, lo taglio a fette e le metto direttamente nel congelatore, in modo da poterle dare a merenda a scuola ai bambini.
In realtà è buono anche congelato ;-)

La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

domenica 2 gennaio 2011

Cioccolato alla fine e cioccolato al principio! E auguri!

cioccolatini ripieni all'arancia
Eccomi di nuovo qua. È un bel po' che non scrivo, ma in queste vacanze ho staccato da tutto, avevamo proprio bisogno di recuperare un minimo di equilibrio, dopo il delirio pre-natalizio. Forse ci siamo riusciti. Mio marito è un po' più sereno, anche se la rabbia per il licenziamento della sua collega e amica è sempre forte, io mi sono un po' rimessa in riga e tutto sommato anche i pargoli hanno superato egregiamente le vacanze, malgrado la figlia grande si sia ri-ammalata per la quinta volta, ma ora sta benino, e speriamo di esserne finalmente davvero usciti. Speriamo.

Adesso siamo di nuovo a casa, pronti a ricominciare. E da cosa si ricomincia, secondo la logica che mi è cara, ovvero "prima il piacere poi il dovere"? Il blog, ovviamente!

Ennesimo post al sapor di cioccolato, per augurarvi buon anno con un po' di ritardo, o buona befana con un po' di anticipo.
Prometto che per un po' sarà l'ultimo, ma questo andava pubblicato, se no mi sarebbe toccato aspettare il Natale prossimo, vista la presenza della palla natalizia nella foto :-)

E poi questi ninnoli mi hanno dato abbastanza soddisfazione, sono stati il primo esperimento in cui non ho seguito pedissequamente una ricetta, ma ho variato un po'; oh! non state ad immaginarvi niente di troppo fantasioso: la farcia è quella tipica di quasi tutti cioccolatini, una ganache al cioccolato (nello specifico al latte), in questo caso profumata all'arancia, che è l'altro leit-motiv di questo periodo. Complice il G.A.S., e le sue due casse di arance Tarocco squisite, che mi hanno costretto a giocare di fantasia. Anche se alla fin fine, fra figlio piccolo e marito goloso, qui avrei dovuto produrre litri di spremuta al giorno e basta!
Per essere un primo tentativo con gli stampi in policarbonato, non mi lamento. A guardar bene le foto si noterà la presenza di qualche forellino, a testimonianza di una non perfetta vibratura (e, aggiungo io che c'ero, di un temperaggio a temperatura troppo bassa, con il risultato che i gusci si sono solidificati un po' troppo in fretta), ma insomma, non stiamo troppo a sottilizzare.
Peraltro gli stampi erano veramente eleganti. Grazie Nanni per avermeli procurati!
Ovviamente il procedimento è quello che ci ha insegnato sempre lui al corso. Ed anche sul temperaggio leggete il suo post.
Smetterò per un po' di pubblicare post cioccolatosi se no sembra che voglia ingraziarmi il Nanni per qualche motivo. Ma che ci volete fare, se è da lui che ho imparato, è lui che devo nominare. Se c'è una cosa che odio nei blog di cucina è chi copia o si ispira senza dichiararlo!

Cioccolatini ripieni al profumo di arancia
Ingredienti (per 21 cioccolatini)
  • 350 g cioccolato fondente (ho usato un 70% di cacao) (¶)
  • 90 g cioccolato al latte (ho usato un mi-doux al 46% di cacao) (¶)
  • 35 g di panna da montare
  • buccia di un'arancia non trattata
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Le dosi sono un po' abbondanti, ma quando si ha a che fare con il cioccolato diventa difficile lavorare con le dosi precise, bisogna abbondare. Tutto quello che è avanzato l'ho usato per fare dei torroncini alla maniera della Mapi.
Temperare il cioccolato fondente e riempire uno stampo da 21 cavità, "vibrarlo" energicamente per far uscire le bollicine d'aria che si fossero eventualmente formate, rovesciare lo stampo per eliminare il cioccolato di troppo. Ripulire lo stampo con la spatola e
lasciarlo rovesciato su un foglio di carta-forno per 5'. Ripulirlo nuovamente con la spatola, se necessario, e metterlo in frigo coperto con un foglio di carta-forno per un quarto d'ora a solidificare.
Nel frattempo preparare la ganache all'arancio.
Far prendere l'ebollizione alla panna (io l'ho messa nel micro-onde) e, quando bolle, metterci dentro il cioccolato al latte tritato, mescolando finché non si è sciolto ed amalgamato completamente. Grattare la buccia dell'arancia fine fine ed amalgamarla alla ganache.
Far raffreddare un po' la ganache, quindi metterla in un sac-à-poche con bocchetta liscia piccola (5 mm), estrarre lo stampo dal frigo e riempire i gusci ormai solidificati fino a 3/4 con la ganache. Vibrare lo stampo e rimettere in frigo per una decina di minuti.
Nel frattempo temperare nuovamente il cioccolato di copertura rimasto, ed utilizzarlo per chiudere i gusci. Vibrare delicatamente lo stampo, ripulire con la spatola e lasciar solidificare.

Quando sono pronti torcere lo stampo nei due versi, e poi rovesciarlo di colpo sul piano di lavoro. Se tutto è andato come deve i cioccolatini escono da sé senza problemi.

Con questa ricetta partecipo al folle contest di Sara di Cook and the City,

Contest Gastronomia - Cook and the City

Dal test risulto piccante, e, per bilanciare questa mia tendenza, devo fare una ricetta unami, che, vi confesso candidamente, non so cosa voglio dire. Però il caso vuole che il cioccolato sia terribilmente unami, e quindi io sia un mese che sto tentando di bilanciarmi.
Insomma, se la parte finale di questo post vi sembra delirante, andate sul link e, forse, ci capirete un po' di più :-)

sabato 25 dicembre 2010

Auguri cioccolatosi!

CIOCCOLATINI NATALIZI

Tanti auguri!!!!!!

E per festeggiare, tanti cioccolatini! Oddio, sono impazzita, cosa vado scrivendo????
È un mese che tempero quintali di cioccolato, e mi sono lanciata in una produzione di cioccolatini semi-industriale, offrendomi addirittura di regalarli alle maestre dei miei figli... che sono nove in tutto (ma cosa avete capito??? Le maestre sono nove, i figli sono due ed è perfetto così... Nove figli.... mi corrono i brividi lungo la schiena).
Dicevamo quindi delle nove maestre... Quindici cioccolatini a testa... Più altri 15 per quella che l'ultimo giorno era malata e glieli rifarò freschi per la befana... O Marianna! 150 cioccolatini!!!! Mi saprete comprendere se in questi giorni aveva quasi cominciato a piacermi il maestro unico della nostra genialista Gelmina la ministra.

E ne sono rimasti anche per quelle boccucce dei miei cari, soprattutto il caro grande, che quando non lo guardava passava casualmente dove avevo occultato i preziosi beni (perché alla fine avevo dovuto occultarli, potendo li avrei messi sotto chiave) e.... Zac! se ne faceva fuori uno. Uno?!?!?! Anche due o tre... E io tempero... E i cioccolatini calano invece che aumentare.... Un'epopea.

Per fortuna che l'ultimo giorno di scuola sono riuscita a consegnare i doni alle destinatarie, e a mettere da parte spatole & termometri. Messi da parte si fa per dire: presa dal sacro fuoco... ho temperato pure ieri!

Insomma, Natale all'insegna del cioccolato. E per fortuna che non mi piace, il cioccolato... vero Nanni? ;-)

Dopo i Rochers dell'altro giorno, oggi tocca al Mendiants.

Per la ricetta originale sempre da lui, qui, io ho dovuto attuare una piccola variazione perché noi celiaci i fichi secchi non li possiamo mangiare (vengono infarinati per non farli appiccicare), e li ho quindi sostituiti con l'arancia candita, peraltro fatta da me.

Mendiants

Mendiants
Ingredienti (per 20/25 pezzi)
  • 300 g di cioccolato fondente (¶)
  • 20/25 mandorle pelate
  • 20/25 nocciole pelate tostate
  • 20/25 pezzi di arancia candita (¶)
  • 40/50 chicchi di uvetta
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Sciogliere il cioccolato e temperarlo, distribuirlo a cucchiaiate su un foglio di carta forno formando dischi di 5 cm circa di diametro (il Nanni diceva 6cm, io li ho fatti un po' più piccoli).

Aggiungere rapidamente la frutta secca ed i semi.
Io ho messo su ciasun disco: una mandorla ed una nocciola intere, un pezzetto di arancia candita e due chicchi di uvetta.

Lasciar asciugare il cioccolato.

Conservare in luogo fresco e buio.

mercoledì 22 dicembre 2010

La carabaccia di cipolle di mia nonna

carabaccia di cipolle con fleuron al sesamo
Non credo che riuscirò a fare un altro post prima di Natale, sono giornate, come credo per tutti, frenetiche, però ci tenevo a pubblicare questa ricetta.

Non è un piatto particolarmente natalizio, ma l'ho tirato fuori, come tanti altri in questo anno di blog, dal cappello della memoria. Tant pour changer, lo faceva sempre mia nonna.
Non so da dove l'avesse tirato fuori lei, visto che credo sia una ricetta toscana, e mia nonna era trentina, immagino da una qualche amica di gioventù.
Il quaderno di ricette di mia nonna non è rimasto a me, ma ricordo benissimo la sua scrittura, lunga e piena di riccioli, veramente da libro Cuore. Un mondo che non esiste più, di signore e signorine, di riviste di moda in carta grossa, dove al posto delle foto ci sono i figurini, di transatlantici che attraversano l'Oceano e di tailleur di lana buona.

Mia nonna era una signora, ma ogni mattina si lavava con l'acqua fredda, si svegliava sempre alle sei, ma a tavola serviva la domestica, quando voleva farmi un regalo mi portava dal suo gioielliere di fiducia ma andava in giro con certi vestitucci comprati ai grandi magazzini, che duravano un'eternità. Era molto generosa, non solo con me, sua unica nipote, ma con tutti quelli che le stavano intorno, ma apparteneva a un tempo in cui lo spreco era un peccato mortale, l'era in cui anche fra i ricchi la parola consumismo sarebbe parsa un'eresia.

Mia nonna cucinava da dio. Una cucina ricercata, studiata sulle riviste, sui libri di cucina, sui quaderni delle cugine e nella memoria delle parenti. Mia nonna è la principale responsabile del fatto che io amo cucinare. Se ho questo blog, il merito è suo.

Le dedico questa ricetta, una sua ricetta, perché a Natale riaffora nei pensieri più che mai. Non ho cambiato una parola, è così come me l'aveva data quasi trent'anni fa, quando già raccoglievo ricette.

È una preparazione povera, ma quasi elegante, la definirei raffinata.
Le mandorle, che sono, come si sarà ormai capito, uno degli ingredienti che preferisco, la ingentiliscono e le danno sostanza.

Carabaccia di cipolle con fleuron al sesamo
Ingredienti (per sei persone)
  • 6 cipolle
  • 200 g di mandorle
  • brodo (un bicchiere abbondante a testa)
  • parmigiano
  • sale, pepe
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione

Si pelano le cipolle e si tritano finemente, si pelano e si tritano le mandorle (meglio bollirle in precedenza, così si sbucciano meglio).

Si mette tutto nel brodo a cuocere. Lasciar bollire per un’ora.

Si passa quindi il tutto al setaccio e si rimette a bollire finché non è nuovamente ben caldo.

Fare in modo che la minestra risulti abbastanza liquidina, se no è troppo pesante.

Si serve nella zuppiera, o nei piatti, sul cui fondo siano state poste delle fette di pane fritte nel burro e cosparse di parmigiano, e di una spolveratina di pepe nero.

In alternativa al pane si possono utilizzare delle crepes tagliate a listarelle.

Io ho fatto dei fleuron di sfoglia cosparsi di sesamo.

Ho usato la finta sfoglia di Loriana alias La mercante di spezie, che potete trovare qui nella versione originale, qui nella rivisitazione di Adriano di Profumo di Lievito, che è poi il procedimento che ho seguito io, ovviamente nella versione senza glutine della solita mitica Felix di Uncuoredifarinasenzaglutine. A questo giro, è sfogliata benissimo!

martedì 21 dicembre 2010

Lettera

In tema con quanto scritto ieri, perché è tutto collegato...

Di solito rifuggo da uscite dal sapore populista e ritengo che il "sono-tutti-uguali" sia il brodo di coltura del fascismo più deteriore.

Però l'uso distorto che viene fatto in questi ultimi tempi delle Istituzioni sta cominciando a farmi venire una forte nausea, e mi sembra che ci troviamo in una situazione che somiglia sempre più a quando Caligola fece diventare Senatore il proprio cavallo.

È proprio per il grande rispetto che nutro per le Istituzioni, il Parlamento in primis, che è il luogo dove si dovrebbe praticare la forma più alta di democrazia, che penso che sia il caso di dare un segnale forte, anche se ascoltato da una manciata di food-blogger.

Al Parlamento Italiano
(630 Deputati e 321 Senatori - licenziamo anche quelli a vita)


Raccomandata A.R.

Oggetto:
notifica di licenziamento


Egregi Signori,
siamo spiacenti di informarVi che abbiamo deciso di rinunciare alla Vostra collaborazione. Tale provvedimento viene adottato per la seguente motivazione:

  • sottrazione di beni aziendali nell'esercizio delle proprie mansioni (specie se fiduciarie)
  • condotta extralavorativa penalmente rilevante ed idonea a far venir meno il vincolo fiduciario
  • abbandono ingiustificato del posto di lavoro
  • reiterate violazioni del codice disciplinare di gravità tale da condurre al licenziamento (basterebbe la rissa dell'altro giorno)
  • rifiuto ingiustificato e reiterato di eseguire la prestazione lavorativa/insubordinazione


Per i giorni di mancato preavviso non Vi verrà corrisposta alcuna indennità sostitutiva.
Vi invitiamo a prendere contatto con l'Ufficio Personale per il ritiro delle Vostre spettanze e dei documenti lavorativi.

Distinti saluti.


(Questo post aderisce all'iniziativa di Viviana)

sabato 18 dicembre 2010

Beni di lusso

Caro Babbo Natale,
questo è stato un anno difficile per la nostra famiglia, abbiamo temuto per mesi che mio marito perdesse il lavoro.
E così i suoi colleghi, tutti uniti nel terrore di quello che sarebbe potuto accadere.
L'angoscia era tanta, anche perché mio marito, e i suoi colleghi, non sono nemmeno dipendenti, ma splendide partite IVA, quindi non ci vuole molto a cacciare una persona, che si trova così la porta sbattuta in faccia nel tempo di dire "Amen" e senza nemmeno uno straccio di ammortizzatori sociali.

Sei stato molto generoso, caro Babbo Natale, con i regali di Natale quest'anno.
Alla fine il lavoro mio marito non l'ha perso, ma l'hanno perso la sua più cara amica, nonché compagna di lavoro da quasi dieci anni, e un altro collega.
Due storie normali, una donna senza marito che adesso deve far tornare i conti a fine mese senza stipendio, e un padre con due figli e una moglie da mantenere.
Poi ci sono gli altri colleghi cacciati, o meglio disdettati, come si dice in gergo, in tutto una quindicina in tutta Italia. Anche loro vite normali, scaravoltate da un tornado che non si vede ma distrugge l'esistenza delle persone.

Niente di significativo, nell'economia del mondo. Niente da prime pagine dei giornali. Cosa sono quindici persone?
Per i dirigenti dell'azienda anzi è solo una splendida notizia, e festeggeranno come sempre il Capodanno con salmone caviale e champagne della miglior marca, godendosi il premio ottenuto per essere riusciti a ridurre i costi ed aver realizzato una perfetta riorganizzazione aziendale.

Cosa conteranno nel bilancio della sua azienda, che fattura centinaia di milioni di euro ogni anno, i pochi spiccioli risparmiati con questa mattanza?
Perché di mattanza si tratta, quando mandi a casa 15 persone, mettendole sul bordo di un baratro, dove cadranno inesorabilmente se non riescono a ritrovare un lavoro in tempi molto rapidi.
Mutui da pagare, bambini da nutrire, pannolini da comprare, cibo, gas, magari una madre malata che ha bisogno di medicine.

Ma chissenefrega!

È il mercato, cari miei, ed ovviamente questo è il migliore dei mondi possibili.

All'amica di mio marito ho regalato una scatola di cioccolatini, fatti con amore in questa settimana, per non pensare a quello che forse stava per accadere a noi e che non è invece accaduto a noi, ma a chi ci stava molto vicino. Mi vergogno quasi, di averglieli dati, perché l'unica cosa di cui lei ha bisogno urgentemente è un lavoro, e non il cioccolato, il pane e non le rose, si sarebbe detto anni fa, ma secondo me, proprio in un momento come questo, ci vuole ogni tanto anche qualche rosa.

Scrivo qui questa storia privata, perché è anche politica, un orribile segno dei tempi.
Nessuno ne parlerà, e ho voluto parlarne io.
Il lavoro, un bene di lusso in questo sfavillante ventunesimo secolo.

Per inciso, sotto la mannaia della disdetta, mio marito e gli altri colleghi miracolati non faranno nemmeno un'ora di sciopero, perché tanto non sono dipendenti, ed anzi si faranno un mazzo tanto, cercando di dimostrare ai capi quanto sono bravi, efficienti, gran lavoratori.
In attesa della prossima mattanza.

Rochers
I cioccolatini si chiamano rochers, e sono a base di mandorle tostate.
Sono (erano) molto buoni, la ricetta l'ho copiata pari pari qui, dal Nanni.

Rochers
Ingredienti
  • 200 g cioccolato fondente (ho usato un 70% di cacao) (¶)
  • 200 g di mandorle sgusciate e pelate
  • 50 g di zucchero
  • 100 g di acqua
  • 40 g di zucchero a velo (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Tagliate a filetti (leggi bastoncini) le mandorle una ad una per il verso della lunghezza (io addirittura le avevo con la buccia, e ho pure dovuto pelarle gettandole in acqua bollente per qualche minuto).

Fare uno sciroppo sciogliendo lo zucchero nell'acqua, portare all'ebollizione e mantenerla per 5' circa. Spengere e lasciar raffreddare.
Bagnare i filetti con lo sciroppo e passarli poi nello zucchero a velo.

Disporli sparsi su una placca coperta di carta forno e mettere in forno a 170° circa, sorvegliando la cottura per pochi minuti. Appena cominciano a dorare girarli con una spatola cercando di cuocerli uniformemente sopra e sotto.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare.

Sciogliere il cioccolato e temperarlo, nel frattempo intiepidire appena i filetti di mandorle e mescolarli al cioccolato girando bene con una spatola finché sono tutti coperti.

Raccogliere il composto a cucchiaiate e fare dei piccoli mucchietti su un foglio di carta forno aiutandosi anche con un dito.
Lasciar solidificare e staccare poi delicatamente dalla carta forno.

Conservati al fresco e lontano dall'umidità si mantengono croccanti a lungo. Se non vengono prima mangiati.

Sul temperaggio leggete il precisissimo e dettagliatassimo post del solito Nanni.

martedì 14 dicembre 2010

Il tronchetto di Natale di due matte celiache...

tronchetto di Natale Il merito di questa pericolosa avventura va tutto a Glu.Fri, alias Simonetta. È stata lei a contattarmi per propormi di partecipare insieme al contest Aggiungi un blogger a tavola di Genny.

Io mi sentivo (tanto per cambiare) un po' in difficoltà, Simonetta è brava, piena di iniziativa, spumeggiante. Una vera milanese (nel senso buono del termine ;-) ), ma a testa in giù. Lei infatti abita a Buenos Aires, insomma, è un onore per me avere quest'amica quasi emigrante.

Anche perché Buenos Aires è per me densa di ricordi di famiglia, anche se non ci sono mai stata: la mia nonna, quella trentina, delle torte, delle mele, del cuore, da ragazzina è emigrata a Buenos Aires con la sua famiglia.

Mia nonna aveva un ricordo meraviglioso del suo soggiorno argentino, nel quale doveva aver respirato una grande libertà, e così diventare amica di Simonetta è stato per me anche far rivivere i miei racconti di bambina.

Però adesso sono altri tempi, e la blog-amicizia fra me e Simonetta è nata sul web: siamo entrambe celiache, abbiamo un blog di cucina, è stato facile farsi contagiare dalla sua creatività ed entusiasmo.

Il suo è uno dei blog che guardo ogni giorno, l'ho visto crescere ogni giorno di più, sperimentiamo assieme le potenzialità delle nostre schifose farinacce, cerchiamo di fare informazione sulla celiachia e su come cucinare gluten-free a un celiaco senza avvelenarlo :-)

L'idea del tronchetto di Natale è nata dopo uno scambio di mail ad argomento il cioccolato. Io non l'avevo mai fatto, e non stavo tranquillissima, a me poi le decorazioni riescono sempre da schifo... Ci siamo messe di buzzo buono, abbiamo modificato un po' la ricetta originaria prima di tutto trasformandola in gluten-free, ma questo ormai per noi è un gioco da ragazzi, e sostituendo la crema al cioccolato all'interno con una più fresca crema all'arancia, una rivisitazione della crema al mandarino di quel pasticcione dello zio Piero.

Durante la realizzazione ci siamo sentite un sacco di volte via mail, a onor del vero io ho stressato lei con le mie mail ansiogenizzanti... "Secondo me è meglio metterci un tuorlo in più, la crema è troppo fluida..." "Mi raccomando, inumidisci il canovaccio in cui arrotoli il biscuit, se no si sbriciola..."....
Fare un contest del genere con un'amica ansiosa dev'essere veramente faticoso.
Grazie a Simonetta per avermi sopportato comunque e con pazienza!
In questi giorni ha pure avuto dei problemi alla rete, secondo me è andata in tilt per i miei troppi messaggi!

Insomma, la ricetta è questa, ed il risultato è venuto splendido e squisito. Ne ho fatti addirittura due, uno per una cena fra amici e uno per un pranzo in famiglia.

Tutti mi hanno chiesto "Ma non è un po' presto per il tronco di Natale?"

Ho glissato.... Mica potevo rispondere che stavano facendo le cavie per un contest di cucina! Già con ste foto non mi sopporta più nessuno!

Insomma, ringrazio Simonetta per avermi coinvolto in questa divertente avventura. Davvero non ci resta che vederci... magari per mangiare insieme una fetta del nostro Tronchetto di Natale.

Ah... Questo post sta diventando interminabile (e dire che pure la ricetta è lunga!) ma volevo rompervi le balle con una notazione tecnica: la crema per la farcitura è una crema senza latte, fatta con l'amido di mais. Le creme fatte con gli amidi sono una gran risorsa per gli intolleranti, ed è molto suggestivo realizzarle, una delle dimostrazioni della fisica in cucina. Il composto va scaldato e quando raggiunge la temperatura di circa 75°, avviene una trasformazione di fase sol-gel molto spettacolare: prima era torbido e perfettamente liquido, improvvisamente diventa lucido e gelatinoso. Non c'è trucco, non c'è inganno, è a questa temperatura che la soluzione di acqua e amidi gelifica. A quel punto, anche se la crema viene raffreddata, non torna più allo stato liquido ma resta in quello gelatinoso.
Ganzo, vero?

Tronchetto di Natale
Tronchetto di Natale gluten-free all'arancia e cioccolatoIngredienti
Per il biscuit al cacao
  • 4 uova
  • 100 g di zucchero
  • 75 g farina (25 g amido di mais, 30 g farina di riso, 20 g di fecola di patate) (¶)
  • 25 g di cacao in polvere (¶)
  • 1 cucchiaio di miele
Per la crema all'arancio
  • 150 ml di succo d'arancia
  • 150 gr zucchero
  • 3 tuorli
  • 60 gr amido di riso (in alternativa amido di mais) (¶)
  • 400 gr acqua
Per la ganache al cioccolato
  • 250 ml di panna da montare
  • 200 g di cioccolato al 70% (¶)
Per la finitura
  • 60 g di gocce di cioccolato (¶)
  • 200 ml di succo d'arancia
  • 150 g di zucchero
  • 60 g di arancio candito (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
Preparazione
Biscuit al cacao
Scaldare il forno a 220 gradi

Battere 4 tuorli con 100 gr di zucchero in polvere ed un cucchiaio di miele fino a che siano bianchi e spumosi.

Settacciare 75 gr di farina (50 % di amido di mais e 50% di farina di riso) con 25 gr di cacao in polvere e incorporare il mix ai tuorli.

Montare le chiare a neve ferma, aggiungere 1/3 all' impasto e il resto con molta delicatezza.

Spalmare l'impasto sulla leccarda coperta con carna forno imburrata e infarinata, infornare per 8-10 minuti.

Quando si toglie dal forno si mette su un canovaccio bagnato, con la sua carta forno, e si arrotola. Si srotola dopo qualche secondo, si stacca dalla carta forno, si mette un nuovo foglio di carta forno e si riarrotola tutto assieme, finché non è freddo.

Sciroppo all'arancia
Versare 200 ml di succo di arancia in un pentolino con 150 gr di zucchero e portarlo a ebollizione, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

Crema all'arancia
Sbattere i tuorli con lo zucchero, l'amido e quindi l’acqua riscaldata. Infine il succo d'arancia.
Mettere sul fuoco e girate con la frusta fino a quando raggiunge la consistenza desiderata e freddare.

Ganache al cioccolato
Portare a ebollizione 15 cl di panna, toglierla dal fuoco, tagliare 200 gr di cioccolato al 70% di cacao e incorporarlo alla panna.

Montare in una ciotola gelata 10 cl di panna e incorporarla delicatamente al cioccolato

Composizione del dolce
Mettere il biscuit su una pellicola elastica, inumidirlo bene con lo sciroppo all'arancio. spalmare sopra la crema all'arancio, spargere sopra 60 g di gocce di cioccolato.

Arrotolare il tronco stringendolo bene con la pellicola. Metterlo in frigo per almeno 2 ore (io ce l'ho tenuto una notte)

Togliere il film di plastica e coprire il tronco con la crema di cioccolato. Passare sulla crema i rebbi di una forchetta per imitare il legno, decorarlo con striscioline di arancia candita e lasciarlo 2 ore in frigo prima di servirlo.

Ah... Non so se si era capito, ma con questo post partecipo insieme a Simonetta di Glu.Fri - Cosas varias libre de gluten al contest di Natale di Genny - Al cibo commestibile



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