venerdì 16 maggio 2014

Teglia di pollo patate e pomodorini per il Food Revolution Day

pollo patate e pomodorini

Oggi è il giorno dedicato al 100% Gluten Free (fri)Day, ed è pure il Food Revolution Day  organizzato da Jamie Oliver per se sensibilizzare tutti verso un'alimentazione sana e, aggiungiamo noi, sicura.

Dove per noi sicura si declina in senza glutine.

Trasformare la mia cucina in modo più sano sta diventando per me una priorità, sia per insegnare ai miei figli a mangiare bene, sia per me, che non sono più una ragazzina e credo di non potermi più esimere dal cambiare stile di vita.

Diabete, obesità, ipertensione sono veramente delle emergenze nei nostri paesi, che tendiamo a sottovalutare. Io che non sono certo un'esperta di epidemiologia, ho la sensazione che se è vero che le nostre generazioni hanno un'aspettativa di vita più lunga rispetto alle precedenti a causa delle migliori condizioni di vita, questo trend non potrà che interrompersi proprio a causa dei cattivi stili di vita che abbiamo assunto.
Fra l'altro, quello che ci sembrava un problema tutto Amerikano, con la diffusione a macchia d'olio del junk food sta diventando un problema anche da noi.

Qui c'è da cambiare registro, eppure in fretta. Ed è importante insegnare a mangiare bene e sano soprattutto ai bambini, perché le buone abitudini, se apprese da piccoli, diventano nostre per sempre.

Per questa iniziativa ho scelto una ricetta da "I miei menu da 30 minuti", ma alleggerendola ulteriormente: la ricetta originale di Jamie prevedeva la pancetta che io non ci ho messo. Ho invece aggiunto le patate, che lui proponeva di cuocere a parte, proprio per venire incontro alle esigenze di avere piatti davvero per tutti i giorni, una cucina sana, semplice e veloce ma non per questo meno buona.

Ho anche omesso totalmente il burro a favore dell'olio.


Teglia di pollo 
(tratta da I miei menu da 30 minuti di Jamie Oliver, TEA edizioni)

Ingredienti
(per 4 persone)
  • 800 g di pollo (io ho mescolato del petto con delle sovracosce disossate)
  • 700 g di patate novelle 
  • 300 g di pomodori ciliegia ancora attaccati al rametto 
  • 2 foglie di alloro
  • origano secco 
  • rosmarino fresco 
  • paprika dolce (¶)
  • 1 limone 
  • sale, pepe q.b.
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


Preparazione
Accendere il forno a 200 ° C.
Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua bollente salata.
Tagliare le patate in pezzi più o meno uguali (se sono novelle lasciare la buccia, altrimenti sbucciarle).
Quando l'acqua bolle versare le patate nell'acqua e farle cuocere tre minuti da quando l'acqua riprende il bollore.
Scolare le patate e tenerle da parte.
Scaldare una teglia che possa andare in forno, disporvi le patate, un giro d'olio, un rametto di rosmarino e il sale. Girare bene in modo che le patate si insaporiscano per bene.
Mettere in forno e far cuocere le patate per una ventina di minuti da sole.

Tagliare il pollo a strisce e pezzi di circa 4 cm di spessore. 
Spargere su un foglio di carta forno una bella dose di origano secco, rosmarino fresco grossolanamanete tritato, paprika dolce, sale & pepe. Versarvi un giro d'olio, e mettere nel foglio di carta-forno il pollo, richiudere e stropicciare bene al fine di far attaccare le aromatiche ai pezzi di carne.
Scaldare una padella a fuoco allegro. Versarvi un giro d'olio.
Mettervi il pollo e farlo cuocere da tutti i lati per qualche minuto, finché non è ben rosolato.

Trasferire il pollo nella teglia insieme alle patate. Spargervi sopra altro origano, girare in modo che tutto si insaporisca bene, quindi mettere nella teglia anche i rametti di pomodorini e una bella spruzzata di succo di limone.
Infornare nuovamente, e far cuocere per una ventina di minuti.

Sfornare e servire subito.

 %%%%%%%%%%%%%
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.



I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Con questa ricetta partecipo anche al Food Revolution Day



mercoledì 14 maggio 2014

Filone integrale con i semi, la mia ricetta per Nutrichef

Filone integrale ai semi

Non sono una che ama la pubblicità. Non è proprio nelle mie corde.
Infatti in questo blog non ne troverete. Come difficilmente troverete link ai produttori.

Però ci sono prodotti che uso quotidianamente, che mi piacciono, che fanno parte della mia cucina quotidiana.

Fra questi, molti prodotti Nutrifree, in particolar modo le farine. Da sole o in compagnia.

Un esempio? Questo pane: un filone a impasto indiretto e lunga lievitazione, con tanti semi.

La ricetta? Sul sito Nutrichf, insieme a tante altre, della brigata di cuochi Nutrichef ma anche di tante blogger.

http://www.nutrichef.it/filone-semi-integrale/

Questo filone semi integrale è nato dalla mia esperienza di impasti indiretti, a lunga lievitazione, che sono fra quelli che vengono meglio con le nostre farine senza glutine, soprattutto se le farine sono più grezze, con più fibre. In questo caso ho sperimentato la tecnica del poolish che, data l’elevata idratazione richiesta dalle farine senza glutine, è un impasto con più del 100% di acqua.
In particolare, ho usato un poolish con 150 g di acqua a fronte di 100 g di farina.
Ho mescolato il mix per pane e mix per pane Fibra + mi sembra particolarmente felice: lievita bene, i pani non vengono secchi, durano a lungo e hanno un buon sapore.


Filone integrale ai semi
Ingredienti
  • 350 g di mix per pane Nutrifree (¶)
  • 150 g di mix per pane Fibra+ Nutrifree (¶)
  • 1 g di lievito di birra disidratato
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 410 g di acqua
  • 100 g di mix Omega (semi di zucca, semi di lino, semi di girasole
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di miele millefiori
  • farina di grano saraceno bianca per lo spolvero (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

PreparazionePrepara il poolish: in una ciotola sciogli il lievito di birra disidratato in 150 g di acqua tiepida insieme al miele. Aggiungi 10 g di mix per pane, tolto dal totale.
Quando fa la schiumina, aggiungi 90 g di mix per pane. Copri con la pellicola e fai riposare per circa 8 ore (io lo faccio la sera per la mattina).
Il giorno dopo, sciogli il poolish in 370 ml di acqua tiepida. Aggiungi le farine setacciate e comincia ad impastare (con una spatola o con l’impastatrice). Aggiungi quindi l’olio e il sale.
Continua ad impastare, o nell’impastatrice oppure scaravoltando l’impasto sulla spianatoia infarinata con la farina di grano saraceno bianca.
Aggiungi 50 g di semi e continua a impastare, finché non è diventata abbastanza elastica.
Fai una palla, mettila in una ciotola e copri il tutto. Fai lievitare nel forno con la sola lucina accesa.
Quando l’impasto è raddoppiato rovescia nuovamente sulla spianatoia, sgonfia e forma il filone: prima stendi l’impasto in forma di rettangolo, quindi arrotolalo su se stesso ripiegando i bordi verso l’interno.  Fai lievitare sulla spianatoia, coperto con un canovaccio, con la chiusura rivolta verso il basso.
Per capire quando puoi infornare stacca una noce di impasto e mettila in un bicchier d’acqua: se sale a galla vuol dire che ci siamo quasi.
A quel punto accendi il forno alla massima potenza, mettendo all’interno la refrattaria o, se non la si possiede, la leccarda stessa del forno, e sul fondo un pentolino con dell’acqua.
Quando il forno è arrivato a temperatura pratica tre o quattro profonde incisioni trasversali,  spennella il filone con acqua e olio e metti i semi rimasti sopra, cercando di farli attaccare ma senza spingere troppo evitando che il filone si sgonfi.
Inforna sulla refrattaria o sulla leccarda bollente, fai cuocere alla massima temperatura per un quarto d’ora poi abbassa il forno a 190° C. Cuoci per altri 45 minuti, o finché, picchiando sul fondo, si sente un rumore sordo.
Togli dal forno e metti a raffreddare sulla spianatoia.
Se tenuto in un luogo fresco e asciutto il filone si conserva un paio di giorni.

venerdì 9 maggio 2014

Tatin di cipolle

Upside down onion tart

Ho pubblicato questa ricetta sullo Starbooksblog 8 mesi fa. È la mia rivisitazione senza glutine di una ricetta di Hugh Fearnley-Whittingstall, tratta da Vegetariano Gourmand.

Quel libro mi è piaciuto molto, e ancora adesso spesso lo sfoglio per trarne ispirazioni vegetariane.
Ma, malgrado siano passati otto mesi, ancora non sono riuscita a rendere davvero più verde la mia cucina, come dichiaravo allora di voler fare: qui si continua a mangiare molta carne, molti dolci, molte cose che, almeno a quanto dicono i medici oggi, non sono affatto salutari. 

Quindi colgo la palla al balzo per informarvi che, come Gluten Free Travel & Living, parteciperemo al Food Revolution Day #FRD2014 organizzato da Jamie Oliver. 

Sì vi chiediamo di partecipare con noi a questo evento internazionale per sensibilizzare tutti verso un'alimentazione sana e, aggiungiamo noi, sicura.

E sicura in questo caso é senza glutine.

Quello che vi proponiamo é di trovarci la settimana prossima con due obiettivi il 100% Gluten Free Friday #GFFD e il Food Revolution Day #FRD2014.
Noi provvederemo a raccogliere tutte le ricette a mandarle con i vostri link o le vostre foto o i vostri testi a Jamie Oliver e avremo una bella raccolta di ricette italiane, senza glutine e sane.

Per semplificarvi la vita vi suggeriamo, anzi lo suggerisce Jamie Oliver, di scegliere tra le ricette presenti sul sito Food Revolution Day  replicarle nelle vostre cucine.
.
Per qualsiasi altro chiarimento andate a leggere il post di Stefania su Gluten Free Travel and Living... e vi aspettiamo in tantissimi!!






Tatin alle cipolle (tratta da Vegetariano Gourmand di Hugh Fearnley-Whittingstall. La pasta sfoglia è la versione gluten-free della sfoglia veloce di Marcella Hazan, da The essential of Classic Italian Cooking)
La ricetta dells sfoglia veloce io personalmente l'ho presa dal blog qbbq di Stefano Arturi
Ingredienti
(per 4 persone)
Per la sfoglia veloce
  • 100 g di Glutafin (¶) 
  • 70 g di mix Nutrifree per pane (¶)
  • 110 g di burro a temperatura ambiente
  • 150 g di ricotta
Per la farcia
  • 350 g di cipolle
  • 1 noce di burro
  • 1 cucchiaio di olio extra-vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • timo fresco (mia aggiunta)
  • sale, pepe (macinato al momento)  q.b.
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Preparare la sfoglia veloce
Incorporare la ricotta alla farina con una forchetta.
Aggiungere il burro a piccoli pezzetti, e incorporarlo al composto di ricotta e farina con la solita tecnica del sablage: alla fine si dovranno ottenere un mucchio di briciole.
Compattare le briciole delicatamente con le mani fino ad ottenere una palla. Trasferire in un sacchetto di plastica o nella pellicola e mettere in frigo a riposare.

Con questa dose vi avanzerà dell'impasto: con gli avanzi potrete sempre farci quello che vi pare, la sfoglia non avanza mai. Nella peggiore delle ipotesi una tatin alla barbabietola...

Preparare la farcia
Accendere il forno a 190 °C.
Stendere la pasta sfoglia in un disco di 3-4 mm di altezza e 20 cm di diametro. Metterla in frigo.

Pelare le cipolle e tagliarle in 6 o 8 spicchi, a seconda delle dimensioni della cipolla.
Scaldare a fuoco medio l'olio e il burro in una padella anti-aderente.
Aggiungere le cipolle , cospargere di sale, pepe e cuocerle per 15-20 minuti, girandole un paio di volte, finché cominciano a caramellare ai bordi.

Versare l'aceto balsamico sulle cipolle e lasciar cuocere per un paio di minuti.
Togliere dal fuoco, far raffreddare un po' e trasferire le cipolle nella teglia che metterete in forno, cospargendole di foglioline di timo.
Stendere il disco di pasta sfoglia sulle cipolle, e mettere la teglia in forno. Cuocere per 20 minuti, finché la sfoglia non è ben gonfia e dorata.

Sformare la torta in un piatto da portata, tipo tatin, e servire subito, con un'insalatina.

 %%%%%%%%%%%%%
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Semplice, no?

E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

mercoledì 7 maggio 2014

Insalata di grano saraceno con i carciofi, una ricetta facilmente senza

Insalata di grano saraceno con carciofi

O quanto mi piace la cosiddetta cucina senza.
Va tanto di moda.
Senza glutine, prima di tutto, anche se non si è intolleranti né sensibili al glutine.
Perché, si sa, il glutine fa un po' male a tutti, no? È cosa nota...

E poi senza latticini, che anche il latte fa male. A tutti, a priori.

Anzi, meglio vegano.
Non c'è niente di meglio che dire che una ricetta è vegan.
Vegan è fighissimo.

Io sono perplessa. Sono perplessa perché per me mangiare è una cosa seria.

E per di più sono costretta a mangiare senza a causa di una patologia, la celiachia.
A me il glutine fa male, nuoce gravamente alla mia salute.
Insomma, per me anche la cucina senza è una cosa seria.

Anche il vegetarianesimo e il veganismo sono una cosa seria.
Sono scelte di vita.
Io non ci sono (ancora?) arrivata, ma sono convinta che mangiare tutta la carne che si mangia in occidente sia profondamente sbagliato.
Prima di tutto non è salutare. E già questa  è una cosa seria.
Poi non è ambientalmente sostenibile.
Allevare animali, soprattutto carne rossa, consuma un sacco di risorse. È sempre il solito maledetto secondo principio della termodinamica: trasformare energia non è a costo zero, una parte va sempre sprecata. Allora se invece di mangiare direttamente le verdure dell'orto, le diamo alla mucca, ammazzando quella mucca ci mangiano molte meno persone di quante si nutrirebbero mangiando direttamente quello che le viene dato da mangiare. L'ho detta semplicemente, ma il sugo è questo.

Per tacere di quanto costa riscaldare le stalle, e quanta energia si consuma a trasportare il mangime da dove viene prodotto a dove si trovano le mucche. Insomma, una sporchissima faccenda.
  
Vogliamo poi parlare di cosa si mangia, di quella benedetta mucca? Le fettine, il roastbeef, il filetto. Tutto il resto chissà dove finisce. Lo sappiamo bene, dove finisce. Nel tritatutto del junk food.
Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore non saprei.

Quindi se vogliamo continuare a mangiare carne, bisognerebbe mangiarne meno, e di quel meno mangiare di tutto.
I pezzi meno nobili, la carne dura filacciosa e piena di grasso e nervetti - quella che fa schifo ai miei figli, per intenderci, e anche un po' a mio marito, e a un sacco di gente a parte noi ardita schiera di food-blogger che pur di pubblicare un post scriveremmo anche che ci piace l'insalata di formiche - e il quinto quarto... Santo santissimo MTC che ce l'ha fatto (ri)scoprire.

Quindi ok, riduciamo il consumo di carne. Questo è serio.

Siamo meno spreconi. Anche della carne. Questo è serio.

Cerchiamo di mangiare meglio. Più sano.

Purtroppo costa. Non in termini di soldi, ché di prodotti alternativi che costano un sacco di soldi ma nessuno ci assicura che siano più sani ci saremmo davvero stufati.

CI costa. Ci costringe a cambiare modo di mangiare. Questo è serio. Questo è molto faticoso.

A me piacciono i dolci. Mi piacciono moltissimo. I dolci contengono zuccheri, di ogni tipo.
Contengono zucchero, e carboidrati, che sempre zuccheri sono. E contengono anche molti grassi.
Possiamo rigirarla come ci pare, ma i dolci andrebbero mangiati davvero di rado.
C'è poco altro da dire.

Farsi belli col sol di luglio sostituendo il burro con la margarina, il latte vaccino con quello di riso, lo yogurth con quello di soia, lo zucchero con lo sciroppo di agave, e magari la farina con quella senza glutine, che ci sta sempre bene, è scorretto.

Certo, sarà senza glutine, sarà vegano, ma sempre di un dolce strapieno di grassi e zuccheri si tratta.

Il punto è fare meno dolci, e provare a farli davvero diversamente.

Il punto è mangiare meno carne, e cambiare le proprie abitudini alimentari.

Il punto è rendersi conto che mangiare come mangiamo noi non va bene. Non è etico, non è sano.

Ma cambiare costa.
Perché io non so come fare a ridurre il consumo di carne e mantenere una cucina equilibrata dal punto di vista nutrizionale.
Perché rinunciare ai dolci mi costa un sacco di fatica. 
Come mi costa un sacco di fatica decidere di avere uno stile di vita più sano, e fare una vita meno sedentaria, svolgere attività fisica e tutto il resto. 

È sempre il solito sporco difficile cambiamento.

Costa un sacco di energia, ma se si riuscisse a metterlo in moto ci renderebbe persone migliori.

Altro che ricette senza.

Quella di oggi è una ricetta genuinamente senza, invece. 

Il libro del mese dello Starbook è decisamente sul pezzo di queste mie riflessioni a briglia sciolta.

It's all good, di Gwyneth Paltrow (...) 

O vediamo cosa ne viene fuori.

Questa ricetta viene fuori dal mio frigo. Quel che c'era ci ho messo. Per essere un piatto nutrizionalmente completo mancano le proteine, però è sicuramente senza. Un senza mediterraneo, abbastanza corretto, mi sembra. Semplicissima, ma ottima come primo o in un piatto unico, purché sia accompagnata da qualche proteina, preferibilmente vegetanle

Nota a margine: è un piatto privo di contaminazioni da glutine, che quindi potete offrire senza preoccuparvi di contaminazioni e simili al vostro commensale celiaco, anche se non siete esperti di cucina senza glutine. Un piatto facilmente senza

Insalata di grano saraceno con i carciofi
Ingredienti
(per 6 persone)

  • 300 g di grano saraceno 
  • 200 g di pomodorini ciliegini
  • 5 carciofi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 tazza di olive verdi grosse
  • maggiorana fresca
  • 5 cucchiai olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
  • un limone 

Preparazione
In una padella antiaderente tostare i chicchi di grano saraceno sempre mescolando per 3 o 4 minuti, quindi lessarlo in abbondante acqua salata, per 10 minuti, deve restare molto al dente. Scolare e mettere da parte.
Pulire i carciofi: togliere le foglie più esterne, spuntarli e togliere la barba, tagliarli in spicchi e gettarli via via che si puliscono nell'acqua acidulata con succo di limone, per non farli annerire.
Nel frattempo fai imbiondire lo spicchio d'aglio vestito leggermente schiacciato in due cucchiai d'olio.
Quando i carciofi sono tutti mondati e tagliati, scolarli e metterli nella padella. Farli rosolare senza che brucino, quindi abbassare la fiamma e far cuocere finché non si sono un po' ammorbiditi, devono comunque restare al dente. Togliere lo spicchio d'aglio e cospargere con un po' di maggiorana fresca.
Mettere il grano saraceno nella padella con i carciofi, mescolare bene e far cuocere un paio di minuti, per farlo ben insaporire. Spegnere e tenere da parte.

Lavare e tagliare a metà i pomodorini ciliegini, lasciandoli un po' in uno scolapasta per far scolare l'acqua di vegetazione.

Tagliare a metà le olive e togliere il nocciolo.

 Incorporare i pomodorini e le olive al grano saraceno, aggiungere ancora foglioline di maggiorana, mescolare e far insaporire per bene coperto, a fuoco spento.

venerdì 2 maggio 2014

Strudel carciofi e salmone senza glutine

Strudel salato salmone e carciofi

In questo periodo sono senza parole.

Niente da raccontare.

È tutto un ricordare, un rammentare, un sentire nostalgico che non si sazia mai.

Non tanto per una giovinezza lontana, quanto per tante cose non fatte, e anche per tante fatte, che vorrei rivivere ora, adesso, con un'ingordigia di vita che mi stupisce.

Questo è un anno di bilanci, e di paura del futuro. Sarà la menopausa che incombe minacciosa, saranno le macchie sul viso, saranno i capelli bianchi, e i chili di troppo che si sono installati su di me e non se ne vanno.
Ma è anche il timore del futuro, diciamo pure l'angoscia, e le cose che finiscono.
E che dire dei figli che crescono? Li vedi cresciuti, sicuramente viziati, e sempre quell'orrenda sensazione che oramai sia tardi. 

Insomma, di post depressi vi sarete stufati.

Passiamo alla ricetta che è meglio.

Questo strudel è stato un sotto-prodotto della sfida di febbraio dell'MTC che è stata davvero una delle sfide più nelle mie corde, nel senso che mi era avanzato un po' di pasta, e allora un giorno a pranzo, con gli ingredienti che avevo in casa, ho fatto questo strudel salato.
È piaciuto tantissimo a (quasi) tutti (il figlio piccolo, non trattandosi né di polpette, né di puré, né di strudel verde, né di pasta al pesto o al pomodoro, né di scaloppine, ha sdegnosamente rifiutato).

La proposta in realtà non è un'idea proprio originale: Stefania l'aveva fatto en straza, Sonia invece con l'orata. Insomma, come al solito si inventa molto poco. Ma si mangia molto :-)

Da un calcolo approssimativo vengono circa 400 calorie a porzione. Non è poco, ma è quasi un piatto unico, insalata a parte.


Strudel al salmone e carciofi

Ingredienti
(per 4 persone)
Per la sfoglia
  • 100 g di Glutafin select  (¶)
  • 60 g di Mix Nutrifree per pane (¶)
  • 1 uovo
  • 60 g di acqua tiepida
  • farina supplementare per impastare
Per la farcia
  • 5 carciofi 
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 300 g di salmone
  • olio extra-vergine di oliva
  • 1 albume d'uovo
  • semi di nigella
  • timo
  • pepe
  • sale
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Preparare la sfoglia
Fare la fontana con la farina. Sbattere l'uovo e mettere nel mezzo alla fontana, e, con una forchetta, cominciare a raccogliere la farina dall'interno della fontana amalgamandola all'uovo sbattuto. Aggiungere quindi l'acqua tiepida, e procedere allo stesso modo. Quando la farina avrà tirato tutto l'uovo e tutta l'acqua, cominciare ad impastare a mano, sulla spianatoia leggermente infarinata: inizialmente l'impasto sarà appiccicoso, poi diventerà sempre più asciutto e, per quanto possibile in assenza di glutine, elastico.
Fare la palla e far riposare almeno una mezzoretta in un sacchetto di plastica.

Con questa dose vi avanzerà dell'impasto: con gli avanzi potrete sempre farci uno strudel di mele ;-)

Preparare la farcia
Mondare i carciofi, dividerli a spicchi e farli saltare in una padella nella quale si siano messi 3 cucchiai d'olio e uno spicchio d'aglio in camicia.
Quando sono un po' rosolati sfumare con il vino bianco, aggiungere le foglioline di un paio di rametti di timo, sale e pepe e cuocerli al dente. Mettere da parte e far raffreddare.


Preparare lo strudel
Preriscaldare il forno a 180° C.
Disporre sulla spianatoia un foglio di carta forno infarinato con farina di riso. Prendere l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra al tovagliolo, quindi tirarlo con un mattarello.
La sfoglia dovrà essere abbastanza sottile.



Tagliare il salmone a fette sottili, tipo carpaccio.  Disporle sulla sfoglia, lasciando qualche cm di bordo.
Spargervi sopra i carciofi, il più possibile uniformemente. 

Arrotolare lo strudel su se stesso aiutandosi con la carta forno. Sigillarlo ai bordi spennellando un po' di albume come "collante".

Trasferire, sempre aiutandosi con la carta forno, lo strudel su una placca da forno.
Spennellarlo con l'albume rimasto, e spargervi sopra i semi di nigella. 

Cuocerlo in forno a metà altezza per quaranta minuti circa.

Servire subito, accompagnato da un'insalata.

 %%%%%%%%%%%%%
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Semplice, no?

E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Stefania, Happy Calowries
Happy Calowries

domenica 27 aprile 2014

Trippa in insalata, trippa alla fiorentina... Trippa!

insalata trippa e fagioli

Wow! Ce l'ho fatta! E pure con un giorno di anticipo!!!
Non avrei mai creduto, l'avevo data per persa... Ad aprile sono stata via dal 16 a ieri pomeriggio. Ero a casa della suocera, mica potevo mettermi a cucinare le animelle...
Era vacanza anche per me.
E poi qui nessuno le mangia, queste cose.
Si vocifera che mio suocero a suo tempo fosse un estimatore, ma mio suocero non c'è più da anni.
Però mi dispiaceva troppo saltare.
Anche perché le mie origini contadine mi mandavano messaggi inequivocabili "Provaci! Provaci!"

Pare che la mia bisnonna - Giulia, si chiamava - fosse una gran cuoca. Avevano infatti un'osteria.
Una delle sue specialità?  Il ragù con le budelline di pollo.
Però a quell'epoca non si buttava davvero via niente, e si cucinava con nulla.
Se si tirava il collo a un pollo, non ci si permetteva di buttarne via niente. Nemmeno le budelline. Ora, io mi immagino come possano essere grandi le budelline di un pollo. E i racconti familiari narrano che la mia bisnonna fosse maniacalmente pulita. O come avrà fatto a pulire quelle benedette microscopiche budelline? Mah...
Io il ragù con le budelline non ve lo faccio. Non saprei nemmeno dove trovarle, e non ne ho la ricetta. Però questo MTC non lo potevo saltare, sarebbe stato un tradire le origini.
Così ieri pomeriggio, arrivati a Firenze alle sei del pomeriggio, ho trascinato tutta la famiglia a fare la spesa, con la scusa del frigo vuoto, ma sapendo che una cosa avrei dovuto comprare, o meglio, almeno due: trippa e lampredotto.
Avrei voluto fare un intero menu quintoquartesco: antipasto, primo e secondo. No, al dolce non c'ero arrivata, non saprei che pesci pigliare.
Purtroppo il lampredotto non c'era, e vi dovrete accontentare della trippa, con la quale vi ho preparato sia  l'antipasto che il secondo. Per essere arrivata in città ieri sera alle sei non mi sembra male...

Questa volta ho anche trasgredito la mia regola, che non cucino per il blog ma per la mia famiglia. Qui di trippa non ne voleva sentir parlare nessuno, infatti ho fatto due porzioncine schise schise. Mi sa che ne porterò un po' a mio padre, che invece gradisce l'argomento. 

Insomma, come al solito grazie MTC e, in questo caso, grazie Cristiana per averci dato la possibilità di sperimentare questi ingredienti antichi e desueti, che, se vogliamo rimanere carnivori ma in modo almeno un po' consapevole, dovremmo consumare molto più spesso.

Ovviamente, ma era ovvio, sono rimasta come è nelle mie note, nel solco della tradizione. Quindi vi ammannisco due piatti tipicamente toscani: insalata di trippa e trippa alla fiorentina.
Non sono certo da podio, ma ho gradito assai.

Altro pregio di queste due preparazioni è che sono entrambe senza rischi di contaminazioni da glutine.

Insalata di trippa e fagioli

insalata trippa e fagioli

Ingredienti
(per sei persone)
  • 500 g di trippa
  • 200 g di fagioli cannellini secchi
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 2 cipollotti freschi
  • 1 limone
  • 1 ciuffo di prezzemolo 
  • olio extra-vergine di oliva
  • sale, pepe

Preparazione

La sera prima mettere a bagno i fagioli con un pizzico di bicarbonato. La mattina seguente sciacquarli da l'acqua di ammollo, e metterli a bollire con uno spicchio d'aglio per un paio d'ore, finché sono teneri. Forse saranno troppi ma se avanzano qualcosa ne farete.  
Scolarli dal brodo di cottura e metterli da parte a raffreddare.
Lavare più e più volte sotto l'acqua fresca la trippa, quindi farla lessare per una quarantina di minuti in acqua a bollore.
Scolarla e metterla da parte a raffreddare.
Togliere i filamenti dalle coste di sedano con un pelapatate, lavarle e tagliarle a mirepoix. Grattare la parte esterna delle carote, lavarle e tagliare pure le carote a mirepoix.
Togliere il ciuffo e la parte verde ai cipollotti, lavarli e tagliarli a rondelle sottili sottili.
Tagliare la trippa a striscioline di circa 1 cm di lato e lunghe 4 cm.
Mettere in una ciotola la trippa, i fagioli, la mirepoix di carote e sedano, i cipollotti a rondelle. Condire con sale, pepe, il succo del limone e il prezzemolo tritato.
Lasciar riposare affinché si mescolino i sapori. Servire come antipasto.

Trippa alla fiorentina

trippa alla fiorentina

Ingredienti
(per quattro persone)
  • 500 g di trippa
  • 1 scatola grande di pelati
  • 2 cipolle medie
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • olio extra-vergine di oliva
  • parmigiano reggiano
  • sale, pepe
Preparazione
Lavare più e più volte sotto l'acqua fresca la trippa, quindi farla lessare per una quarantina di minuti in acqua a bollore.
Scolarla e tragliarla a striscioline di circa 1 cm di lato e lunghe 4 cm.
Preparare un soffritto con una cipolla, e metterla a fuoco basso in una pentola con lo spicchio d'aglio e un paio di cucchiai d'olio.
Far sudare, quindi aggiungere i pelati spezzati grossolanamente (sarebbe meglio usare pomodori da sugo, ma adesso non sono ancora buoni, e quando si è fuori stagione preferisco usare i pelati). Far cuocere a fuoco basso mentre si procede con la preparazione della trippa.
Tagliare fine anche l'altra cipolla, metterla a sudare in un altro paio di cucchiai di olio e appena è translucida aggiungere la trippa.
Far rosolare qualche minuti, quindi sfumare con il vino.
Quando è evaporato aggiungere la salsa di pomodoro (che non sarà ancora pronta, ma preferisco farla cuocere un po' da sola prima per evitare che il tutto sappia d'acido).
Far cuocere una quarantina di minuti a fuoco basso, mescolando ogni tanto ed aggiungendo eventualmente mezzo bicchiere di acqua calda.
Quando la trippa è molto morbida e il sugo si è rappreso aggiungere 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, mescolare e far cuocere altri cinque minuti.
Aggiustare di sale e pepe (non dev'essere molto salato, visto che si aggiungerà altro parmigiano), e far riposare un po'. Prima di servire cospargere con altro parmigiano  grattugiato e servire.

Con questa ricetta partecipo alla sfida di aprile 2014 dell' MTC.
La ricetta originale di Cristiana del blog Beuf à la mode

MTC di aqprile 2014

venerdì 18 aprile 2014

Torta pasqualina senza glutine

pasqualina


Ho fatto questa torta più di un anno fa, per rimediare al fatto che, all'MTC sulla Pasqualina, non avevo sperimentato la ricetta tradizionale ma mi ero lanciata subito in una una versione anarchica con gli okra.

Io sono una grande amante delle ricette della tradizione, che non mi stufano mai, perché alla fine basta spostare lo sguardo un po' più in là rispetto ai luoghi a cui siamo legati, per scoprire non solo altri profumi e altri sapori, ma anche altre tecniche, altri modi di operare, e ricette completamente diverse.

Difficilmente, forse perché ho poca fantasia, allontanarmi troppo dalle tradizioni mi ha dato delle gran soddisfazioni. Per allontanarsene con successo prima bisogna conoscere quelle tradizioni e quelle tecniche, davvero molto a fondo, e sicuramente ancora non sono arrivata ad un tale livello di competenza.
In fondo altro non è che uno dei meccanismi principe dell'apprendimento: abbiamo il nostro nucleo di conoscenze, e possiamo ampliarlo solo tramite uno sviluppo prossimale, osando andare un po' più in là ma non troppo, perché se no il terreno diventa cedevole, e si rischia di fare grossi capitomboli.

Penso che in questo ognuno abbia il suo stile, e le proprie predilezioni. E le mie sono sicuramente quelle di ampliare il raggio d'azione geografico, di approfondire la storia dei piatti che preparo, di trovare un legame emotivo che dia un senso, un significato, a QUEL piatto PER ME.

Insomma, questo per dire che la Pasqualina andava fatta, e fu fatta, e piacque anche molto, ovviamente non al marito che non mangia i formaggi, ma alla squinzia buongustaia che spesso me la richiede, per i nostri pranzi anarchici e un po' informali, pranzi di donne, piccole o grandi che siano.

La ricetta che ho seguito è quella della Vitto de La cucina piccolina, ovviamente sglutinandola.

Il venerdì santo mi sembra il giorno giusto per pubblicarla sul blog.

pasqualina

Torta Pasqualina
Ingredienti 
(per una tortiera da 25 cm di diametro)

Per la pasta al vino
    • 100 g di mix per pane Bi-Aglut (¶)
    • 200 g di Glutafin Select (¶)
    • 1 pizzico di sale
    • 30 g d'olio extra-vergine di oliva
    • 90 ml di vino bianco secco
    • 90 ml di acqua tiepida
      Per il ripieno 
        • 1 kg di bietole
        • 2 cipollotti freschi
        • 250 g di ricotta
        • 50 g di parmigiano grattugiato
        • sale
        • pepe
        • olio extra-vergine di oliva
        • maggiorana
        • 5 uova
        • noce moscata
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

        Preparazione
        Preparare l'impasto
        impastare le farine con il pizzico di sale, l'olio, il vino bianco secco e l'acqua calda. Deve risultare una pasta morbida, ma non appiccicosa. Dividere in 5 palline e farle riposare dentro un sacchetto di plastica per mezz'ora.

        Preparare la farcia
        Mondare le bietole e tagliarle a striscioline. Pulire i cipollotti e tagliarli sottili. Far appassire i cipollotti in una padella con due cucchiai d'olio. Quando sono appassiti (ma ancora bianchi) aggiungere la bietola e le foglioline di un paio di rametti di maggiorana e far cuocere finché la bietola diventa morbida (un quarto d'ora). Aggiustare di sale e far raffreddare a temperatura ambiente.
        In una ciotola setacciare la ricotta (ci vorrebbe la prescinsêua ma è difficile reperirla fuori dalla Liguria), e mescolarla con il parmigiano grattugiato, due uova sbattute, una grattata di noce moscata, sale, pepe.
        Tritare le verdure ormai raffreddate finemente al coltello, amalgamarle con il composto di ricotta, mescolare ed aggiustare di sale.

        Comporre e cuocere la torta Preriscaldare il forno a 180° C.
        Prendere una pallina di pasta, e stenderla il più sottile possibile con il mattarello, sulla spianatoia infarinata.
        Aiutandosi con il mattarello, disporla nella teglia precedentemente unta con un filo d'olio, e spennellarla con un altro filo d'olio.
        Stendere un secondo disco di sfoglia, e disporlo sul precedente, oliandolo a sua volta.
        La pasta deve sbordare dalla teglia.
        Riempire con il composto, spianarlo e su questo fare tre incavi con il dorso di un cucchiaio. Rompervi tre uova intere negli incavi preparati.
        Ricoprire con altri tre fogli di pasta, stesi il più sottili possibile, spennellandoli uno a uno con l'olio.
        Arrotolare il bordo come si può, lasciandone un pezzettino non arrotolato da cui far passare una cannuccia in cui soffiare per gonfiare la torta.

        pasqualina

        Quando è ben gonfia come un palloncino togliere rapidissimamente la cannuccia e sigillare l’apertura.

        A questo punto la torta è quasi pronta: spennellare anche l'ultimo strato e il bordo con olio, e infornare nel forno pre-riscaldato a 180°.
        Far cuocere per 40-50 minuti, e comunque finché il guscio di pasta non è ben dorato.

        Appena tolta dal forno spennellare delicatissimamente di olio.

        Aspettare tassativamente che si raffreddi prima di mangiarla.

         %%%%%%%%%%%%%

        Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

        Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

        I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

        Semplice, no?

        E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

        È una delle tante ricette che potrete trovare sul mio libro Torte rustiche gluten free.


        Torte rustiche gluten free

        linkwithin

        Related Posts with Thumbnails