venerdì 10 ottobre 2014

Danubio senza glutine per il GFFD

danubio

Ai tempi dell'MTC sul Danubio avevo fatto un dolce, il buchteln.
E il Danubio? Il Danubio aspettò. Anche perché all'epoca la planetaria non ce l'avevo, e molta fatica si faceva a fare il Danubio.
Adesso la planetaria c'è, e sarebbe l'ora di pubblicarlo, il Danubio.
La ricetta è la stessa di allora, quella di Peperoni e patate che avevo a suo tempo sglutinato.
Questa volta al posto del mix per dolci lievitati e brioche di Olga e Manu, ho voluto problema il mix per dolci lievitati del mulino Dallagiovanna, che mi sembra una gran bella farina.
L'unica differenza, rispetto alla vecchia ricetta, è stata la necessità di aggiungere un po' più di liquidi, perché l'impasto era veramente sodo.
Per il resto, tutto perfetto.
L'ho farcito con quello che avevo in casa, mozzarella e prosciutto cotto, e non sono riuscita a fotografare l'interno, perché è stato il pranzo di oggi, che i miei figli affamatissimi appena tornati da scuola e una loro amica si sono divorati senza darmi il tempo di fare nessuna foto. A stento sono riuscita a fare quella che vedete sopra.

La ricetta è una delle tante ricette che potrete trovare sul mio nuovo libro Il pane gluten free.


Il pane gluten free
Pubblicato da Giunti Editore


Danubio 
Ingredienti
  • 250 g di mix per dolci lievitati del mulino Dallagiovanna (¶)
  • 160 ml latte
  • 40 g di strutto
  • 10 g di burro
  • un pizzicone di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero muscovado
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 15 g di lievito di birra secco
  • 125 g di mozzarella
  • 100 g di prosciutto cotto
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
Preparazione 
BuchtelnSciogliere il lievito di birra nel latte tiepido insieme al cucchiaino di zucchero muscovado nella ciotola dell'impastatrice. Aggiungere pian piano la farina, precedentemente setacciata, e cominciare ad impastare con il gancio a foglia. Unire l'uovo intero sbattuto insieme al tuorlo e al sale.
Impastare di nuovo finché l'uovo non sia perfettamente assimilato all'impasto.
Unire quindi lo strutto e il burro a temperatura ambiente, non tutti insieme, ma in tre passi, amalgamando perfettamente ogni dose di grasso all'impasto prima di aggiungere la successiva.
Cambiare il gancio e continuate ad impastare per una decina di minuti buoni, poi coprirlo e lasciarlo lievitare al calduccio fino al raddoppio (ci vorranno un paio d'ore).
Tritare grossolanamente il prosciutto cotto e tagliare la mozzarella piccoli dadini. 
Quando è raddoppiato sarà più lavorabile. Formare un salsicciotto, da cui si taglieranno delle pezzi di circa 35 g l'uno, con cui si formano delle palline. Schiacciare le palline, fino ad ottenere un cerchio di qualche mm di spesso, mettere nel mezzo un po' di prosciutto cotto tritato e delle mozzarella (abbondare!), e richiudere a formare un sacchettino.

Mettere le palline così ottenute in una teglia (io 26 cm di diametro) imburrata e infarinata (io con farina di riso), in modo che non si tocchino, e far rilievitare un altro po' (io quasi due ore) nel forno con la sola lucina accesa, fino al raddoppio.

Spennellare con un tuorlo sbattuto in un po' di latte e infornare nel forno preriscaldato a 200° C sul penultimo ripiano dall'alto.

Ci vorranno 20-25 minuti di cottura.

Si possono mangiare caldi, tiepini ma anche freddi.

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

mercoledì 8 ottobre 2014

Baci di dama senza glutine e #haivolutolabicicletta


Aggiornamento impegni.
Questa settimana ci sono le verifiche: sei classi, sette materie, ergo sette verifiche, una al giorno compresi sabato e domenica :-)
La settimana prossima consigli di classe: uno al giorno o quasi, così non mi annoio.
Già faccio scuola in tre plessi diversi, quindi non mi annoiavo nemmeno prima.
Dato che non bastava, mi sono messa pure a seguire un corso di aggiornamento.
Una cosina light, tutti i martedì pomeriggio di qui a Natale.

Ma si sa, i professori non fanno un ciufolo dalla mattina alla sera.

Sabato e domenica c'è l'apertura dell'anno scout, ovviamente si va, il prossimo fine settimana c'è il compleanno di mio figlio.

Poi fra breve partirà il corso sulla LIM.

Per ribadire: motto dell'anno? #haivolutolabicicletta

Però abbiamo anche trovato il tempo di andare a camminare.

A me camminare mi rimette al mondo.



Poi... poi... poi...

E poi succederà anche un'altra cosa.
Bella e per la quale non devo fare fatica.
L'ho già fatta quest'estate, per questa cosa, la farica.

Anche questi biscottini li abbiamo fatti quest'estate.

Provati più e più volte perché non mi convinceva mai la ricetta.

Alla fine, questa mi ha convinto.

Questa quale? Ma questa!

baci di dama

Baci di dama
Ingredienti
(per circa 20 baci di dama) 
    Per l'impasto
    • 50 g di zucchero semolato
    • 50 g di nocciole spellate e tostate (¶)
    • 45 g di burro freddo
    • 25 g di farina di riso (¶)
    • 20 g di amido di mais (¶)
    • 10 g di fecola di patate (¶)
    • 1 g di xantano (¶)
    • 1 pizzico di sale
    Per la farcia
    • 50 g di cioccolato fondente (¶)
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

    Tempo di preparazione: 30 minuti +  il riposo in frigorifero
    Tempo di cottura: 15-17 minuti 


    Preparazione
    Mettete le nocciole in freezer per un'ora, quindi tritatele fini nel mixer usato a intermittenza insieme a un paio di cucchiai di zucchero tolti dal totale.
    Mettete nell'impastatrice lo sfarinato di nocciole, il burro freddo, la farina di riso, gli amidi, lo xantano, lo zucchero rimasto e il pizzico di sale, e azionatela per il tempo necessario ad amalgamare il tutto.
    Fate la palla, avvolgetela nella pellicola e mettete in frigorifero per un'ora buona.

    Quando l'impasto si è ben rassodato, fate delle palline grandi poco più di una nocciola, adagiatele su una placca da forno rivestita di carta forno e rimettetele a raffreddare in frigorifero per un'altra ora, o anche di più.

    Un'ottima alternativa che permette di accorciare i tempi è quella di usare il freezer al posto di entrambi i passaggi in frigorifero.

    Preriscaldate il forno a 150° C.

    Quando il forno è a temperatura infornate a metà altezza e cuocete i baci di dama per per 15-17 minuti circa: non devono scurire, solo dorare.
    Appena estratti dal forno saranno molto delicati, lasciateli freddare prima di spostarli, e comunque maneggiateli con cura, meglio ancora se con una paletta per dolci.
    Una volta freddi sciogliete il cioccolato nel microonde a bassa potenza o a bagnomaria, tuffateci la parte piatta dei biscotti e saldateli a due a due. Aspettate che il cioccolato si solidifichi prima di mangiarli.

    Note
    I baci di dama sembrano facili ma sono infingardi: fondamentali i due passaggi in frigo, prima e dopo la formatura, per evitare che, una volta infornati, si spatascino miseramente e allora... addio baci di dama!
    Se mai doveste incappare nello spatasciamento, non buttateli: non saranno baci, ma saranno buoni comunque, come biscottini alle nocciole.
    Si possono fare anche salati, per un buffet, vengono ottimi. Li trovate qui.

    I baci di dama sono anche sul libro
    Quale libro? Ma il mio.



    http://www.amazon.it/dolce-gluten-free-Pasticceria-glutine/dp/8844044838/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415356382&sr=1-1&keywords=il+dolce+gluten+free

    venerdì 3 ottobre 2014

    Pain d'epi di Sonia per il GFFD

    pain d'epi

    Quest'anno, un cambiamento radicale: ho cambiato materia e pure scuola.

    Una cosa che andava fatta, se non volevo restare nel girone dantesco delle prime tutta la vita.

    Chi insegna sa bene quanto sia impegnativo insegnare nelle prime, e i frutti si colgono nel tempo. Se insegni solo nelle prime, i frutti non li cogli mai. Una gran fatica per scolarizzarli, insegnar loro come si sta a scuola (ogni volta che cambiano ordine di scuola sembra che i ragazzi si dimentichino regole, metodi di studio, impegno... ) poi arrivavo alla fine dell'anno, e consegnavo idealmente i miei alunni in mano altrui.
    Certo, li continuavo a vedere per i corridoi, ma non era la stessa cosa.

    Adesso invece posso insegnare in tutte le classi, dalla prima alla quinta. Non ci si annoia: i programmi cambiano da una classe all'altra, insegno due materie, insomma, dal punto di vista della didattica è un grosso passo avanti, che sono contenta di aver fatto, e che so che dovevo fare.
    Sto facendo anche molta fatica, studio molto, e sono sempre un po' in ansia.
    Però anche questo era da mettere nel conto. 

    Il fatto è che la mia vecchia scuola mi manca.
    Mi mancano i colleghi, con alcuni dei quali si era instaurata una vera e propria amicizia: anche qui mi sembra ci siano dei colleghi carini, ma ci vorrà del molto tempo prima di sentirmi di nuovo a casa come nella vecchia scuola.
    Mi mancano gli alunni, che sì non studiavano, sì avevano un sacco di problemi, sì a volte reagivano male, ma sapevano come colpire al cuore.

    Insomma, sono contenta di questo cambiamento, ma sento tanto la mancanza di quello che ho lasciato.

    ...

    E soprattutto ho sempre un sacco da fare, per cui questo blog langue in modo vergognoso. 

    Vediamo se oggi, in camera caritatis, riesco a pubblicare un post.

    Più in camera caritatis di così!!!!

    La ricetta è della grandissima Sonia, un pane morbidissimo e profumatissimo che ho già rifatto un paio di volte. Grazie Sonia.
    Ho cambiato un po' le farine usando quelle che avevo.
    Anche lo strutto non ce l'avevo, e ho usato l'olio.
    Il suo era sicuramente più bello.

    Pain d'epi
    Ingredienti
    • 200 g farina per pane Nutrifree (¶)
    • 100 g farina per pane e pizza Aglutèn (¶)
    • 100 g di farina Glutafin select  (¶)
    • 320 g acqua circa
    • 10 g lievito di birra (io 4 g di lievito di birra disidratato)
    • 4 g sale
    • 30 g olio extra vergine di oliva
    • olio d'oliva per ungere
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
     
    Preparazione
    Per la descrizione del procedimento lascio la parola a Sonia
    Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice, azionarla e versare gradatamente l'acqua in cui è stato sciolto il lievito.
    Appena l'acqua è del tutto assorbita, versare l'olio e il sale. Fare impastare qualche minuto affinchè tutto sia ben assorbito. Infarinare il piano di lavoro e versarvi l'impasto.
    Infarinare leggermente le mani e lavorare la pasta finchè non diventa ben liscia.
    Darle la forma di un filone, sistemarlo sulla placca da forno ricoperta da carta forno e coprirlo con pellicola trasparente oleata con olio d'oliva.
    Lasciare lievitare circa 30/40' (non deve perdere la forma o allargarsi troppo).
    Infarinare le forbici, compattare il filone e praticare dei tagli (vedi foto), spostando i vari pezzi una volta a destra e l'altra a sinistra.
    Accendere il forno a 200°, ungere la superficie del pane con olio d'oliva, spolverizzare con farina setacciata e cuocere per 20', poi alzare la temperatura a 250° e cuocere ancora 10' perchè colorisca in superficie.

    Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

    una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


    I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

    domenica 21 settembre 2014

    Pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    Questo mese la sfida dell'MTC è sul riso.Da celiaca, ho detto tutto. Dovrei partecipare con 85 ricette.

    Se poi si va a leggere l'incredibile post di Acquaviva, direi che le 85 dovrebbero diventare 1700... Almeno...

    Perché qui si vive di riso. In ogni modo.
    Ma il modo in cui ci piace di più è quello che ho scoperto tantissimi anni addietro forse sul Talismano della felicità. Mi pare lo chiamassero riso alla creola. Praticamente consisteva nel far cuocere il riso nel doppio del suo peso in acqua bollente, incoperchiato, finché l'acqua non era del tutto assorbita. Mavalà...
    Poi negli anni ho affinato la tecnica. Prima di tutto ho scoperto il basmati, che adoro fare così. Poi ho scoperto che se il riso lo lavi prima molte volte, poi viene più buono. E poi ho ridotto la quantità di acqua. Quello che non sapevo è che si chiamava cottura per assorbimento, o steamed rice. Adesso lo so, grazie a quell'enciclopedia ambulante che è la grandissima Acquaviva

    Ciò premsso, verrebbe naturale pensare che abbia fatto una ricetta con il riso per assorbimento, no? E invece no. Perché il secondo modo in cui mi piace mangiare il riso è il pilaf. Solo che lo faccio più raramente, perché è lievemente più pallosetto. Mi sembrava giusto giocarmela così, per questo MTC. Poi ci sarebbe il terzo modo, ovvero il risotto, ma per quello aspetteremo, forse, un altro MTC.

    Insomma, volevo che fosse pilaf. E volevo che fosse Venere, che ultimamente faccio spesso, perché piace un sacco a tutti.
    Volevo che ci fossero i peperoni, che col Venere stanno visivamente così bene, e il pollo, che con i peperoni sta così bene. E poi lo zenzero, che sta bene con il pollo, e le spezie, che stanno bene con lo zenzero. PRaticamente alla fiera dell'Est, e in effetti tutta sta roba viene da Est, rispetto a noi intendo :-)
    Una cosa tipo biryani, ma non del tutto, perché alla fine la pasta per sigillare non ce l'ho messa, e non ho fatto la doppia cottura. Forse.
    Insomma, l'ho fatto ieri sera. C'è però una cosa che non avevo pensato, che il riso Venere stinge, quindi il pollo sembra un pollo al nero di seppia.
    E la prossima volta il riso lo cuocio un po' prima, perché il Venere ci mette tanto, e i peperoni si sono cotti troppo.
    Però il pilaf con il Venere è una splendida idea,  viene meravigliosamente, così brillante e sgranato.
    Ah... Questa è pure una ricetta senza rischi di contaminazioni. Sempre una bella cosa...

    Insomma, per farla breve, eccomi qui.

    Pilaf di riso Venere con pollo ai peperoni

    pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    Ingredienti
    (per cinque persone)
    • 400 g di riso Venere 
    • 600 g di petto e cosce di pollo senza ossa e senza pelle
    • le ossa delle cosce di pollo di cui sopra
    • 1 peperone rosso
    • 2 peperoni verdi 
    • 2 peperoncini rossi 
    • 3 cm di zenzero fresco
    • 1 carota 
    • 2 cipolle rosse
    • 2 coste di sedano 
    • 4 capsule di cardamomo 
    • 4 chiodi di garofano
    • 1 stecca di cannella di 2 cm 
    • 1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
    • 1/2 cucchiaino di semi di cumino
    • olio extravergine di oliva

    Procedimento
    Preparare il brodo  
    Mettere in una pentola capiente le ossa del pollo, la carota mondata e tagliata a tocchi, le coste di sedano, una cipolla rossa pulita e una falda di peperone, coprire d'acqua e preparare un brodo di pollo e verdure. Tenere da parte.

    Tritare nel tritaspezie i semini delle capsule di cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella, i semi di coriandolo, i semi di cumino.

    Tagliare il pollo a tocchetti piuttosto piccoli (circa 2 cm) e metterli in una ciotola, spolverizzarli generosamente del trito di spezie e lasciar insaporire per almeno mezz'ora.

    Affettare sottilmente le cipolle, e farle sudare in una padella capiente con il fondo coperto d'olio.  Nel frattempo mondare i peperoni, e tagliarli a striscioline e quando la cipolla è appassita versarli nella padella. Farli cuocere per dieci minuti / un quarto d'ora, affinché siano ben insaporiti. Toglierli dalla padella, eventualmente aggiungere un filo d'olio e versare nella padella il pollo. Aggiungere lo zenzero grattugiato e i due peperoncini tagliati a striscioline, a cui si saranno tolti i semi.

    Far insaporire ben bene girando spesso. Il pollo deve colorire ma non troppo. Far cuocere cinque o sei minuti quindi togliere i pezzi di pollo dalla padella e tenerli da parte.

    Rimettere nella padella i peperoni, aggiungere il riso sciacquato sotto l'acqua corrente, e far insaporire cinque o sei minuti, mescolando.

    Aggiungere quindi 600 g di brodo di pollo filtrato bollente. Far riprendere il bollore, aggiustare di sale e trasferire il tutto in una pentola di pirex. Versare nella pentola anche i pezzi di pollo tenuti da parte, dare una mescolata generale, incoperchiare e infornare nel forno precedentemente preriscaldato a 180° C.

    Il Venere ci mette il suo tempo a cuocere, una quarantina di minuti. Portata pazienza.

    Con questa ricetta partecipo alla sfida di settembre 2014 dell' MTC.
    La ricetta originale di Acquaviva del blog acquaviva scorre

    venerdì 19 settembre 2014

    Marshmallow senza glutine! (... e un dolce)...

    Oggi è venerdì, giorno di 100% Gluten Free (Fri)Day! Cosa vi propongo? Ben due cose dolci, cosa volete di più???


    Premetto: a me non piacciono. Troppo dolci, troppo gommosi, troppo caramellosi...

    Ma i miei figli... O quanto amano i marshmallow!!! Mia figlia me li chiede sempre, quando andiamo a fare la spesa, e non amo accontentarla, perché li ho sempre considerati un vero trash food.

    Certo però che se si potessero fare in casa...

    Se si potessero??? Ma si può, parola dello chef stellato Purnell!

    E la ricetta, dove la trovate! Ovviamente sullo Starbooks! A mia figlia piacciono tantissimo i marshmallow, ma a me no, e per di più mi sono sempre parsi delle orrende schifezze amerikane, piene di coloranti, addensanti, -anti così -anti che proprio non gliele avrei comprate mai...
    Ogni tanto però mi è toccato cedere, anche perché da quando alcune marche ostentano la scritta SENZA GLUTINE diventa molto difficile dire di no. Ovviamente solo qualche volta, perché nella mia mente sono o restano schifezze.

    Però quando avevo scoperto che si potevano fare in casa (grazie Araba!) ho cominciato a tornare sui miei passi. Certo, tanto zucchero, e il glucosio, sicuramente non si possone definire un cibo salutista, però una volta ogni tanto...

    Così quando ho visto su Cracking Yolks and Pig Tales la ricetta, non ho potuto resistere. Per scoprire (in fondo uno chef stellato non ti dà ricette banali) che non era la ricetta più conosciuta, ma una versione a base di meringa italiana. Io sono una fan della meringa italiana, e quando si tratta di semifreddi la metterei davvero ovunque, ma mai avrei immaginato di poterci fare delle caramelle...
    Facendo una ricerca ho scoperto che anche David Lebovitz appartiene alla stessa scuola di pensiero... Insomma, mi sono buttata! Il risultato è quello che vedete in foto: dei perfetti marshmallow, che ovviamente andranno conservati in frigorifero, perché, per quanto pastorizzati, sempre di albumi d'uovo si tratta, e non si potranno conservare più a lungo di una settimana.
    Una settimana?!?!
    Ma secondo voi con due ragazzini in casa dei marshmallow possono durare più di una settimana?!?!?! 

    MARSHMALLOW senza glutine
    Ingredienti
    (per circa 80 60 pezzi)
    olio d'oliva, per ungere
    3 bianchi d'uovo, grandi (io 120 g)
    i semi di un baccello di vaniglia oppure un cucchiaino di estratto di vaniglia (¶)
    24 g di gelatina in fogli (¶), idratata in acqua fredda per 10 minuti
    1 cucchiaio di acqua
    225 g di zucchero semolato
    qualche goccia di colorante viola (¶)
    semola amido di riso (¶) per spolverare

    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.



    IngredientiUngete leggermente una teglia rettangolare di circa 25 cm x 30 (io 23 m x 35), profonda circa 7 cm e rivestitela con pellicola trasparente.
    Versate gli albumi e la vaniglia in un mixer (io in planetaria), con la frusta per montare gli albumi.
    Strizzate bene i fogli di gelatina dal'acqua in eccesso, metteteli in un pentolino, aggiungete un cucchiaio d'acqua e scaldate a fiamma bassa, mescolando delicatamente, fino a scioglierla del tutto. Spegnete il fuoco e mettete da parte, in un luogo tiepido.
    Versate lo zucchero in una casseruola dal fondo spesso e versatevi sopra tanta acqua quanto basta a ricoprirlo: scaldate a fiamma bassa, fino a quando lo zucchero si è del tutto sciolto. Mettete nella casseruola un termometro da cucina, alzate leggermente la fiamma e portate a bollore: da questo momento in poi, girate la casseruola per mescolare lo sciroppo di zucchero e mantenerne la temperatura il più possibile uniforme e spennellate le pareti con un pennellino intinto nell'acqua fredda per evitare che si formino cristalli di zucchero.
    Iniziate a montare gli albumi a media velocità, fino a quando raddoppieranno di volume.
    Quando lo sciroppo raggiunge i 121°C di temperatura, togliete il termometro, spegnete il fuoco e versate lentamente e con attenzione lo sciroppo sugli albumi, evitando di versarlo direttamente sulle fruste. Continuate a montare, fino a quando il composto si raffredda.


    Una volta raffreddato, riducete al minimo la velocità e versateci la gelatina sciolta.
    Mescolate a bassa velocità per 30 secondi. A questo punto io ci ho aggiunto qualche goccia di colorante viola e ho mescolato molto velocemente, in modo da ottenere un composto marezzato.  Aiutandovi con un leccapiatti, versate il marshmalow direttamente sulla teglia e livellatelo velocemente con una spatola, prima che il composto si rassodi troppo. Lasciatelo un po' raffreddare, poi coprite con pellicola trasparente e mettete in frigo per due ore.
    Spolverate un tagliere con un po' di semola amido di riso e scaravoltateci sopra l'impasto. Spolverate di nuovo con la semola l'amido di riso. Immergete la lama di un coltello in acqua calda e poi asciugatela e con il coltello caldo, tagliate a strisce di 3 cm di larghezza e poi ancora a cubetti.

    Si conservano in un contenitore a chiusura ermetica, nel frigo, per una settimana.

    NOTE
    Ed ecco le mie note
    - me ne sono venuti una sessantina, invece che gli 80 indicati dall'autore, ma sicuramente dipende dalle dimensioni dei cubetti. I miei erano effettivamente piuttosto grossi 
    - per ovvie ragioni ho sostituito al semola con l'amido di riso. Sarebbe andato bene anche l'amido di mais. Personalmente, pur non avendo fatto il confronto, ritengo un amido più adatto alla bisogna, perché ho l'idea che la semola, di grana più grossa, si percepisca maggiormente. Ma magari è un errore madornale il mio.
    - vista la precisione solitamente richiesta in pasticceria, a maggior ragione da uno chef stellato, mi sarei aspettate che ci fornisse i quantitativi di albume in grammi, piuttosto che scrivere semplicemente tre albumi. Io avevo degli albumi in freezer e visto che diceva "grandi" ne ho usati circa 120 g.
    -come tempistiche mi sembra poco razionale preparare con cotanto anticipo la colla di pesce e poi lasciarla lì in un fantomatico luogo tiepido. Personalmente l'ho preparata all'ultime, lasciando da parte la meringa italiana pronta, e mi sono trovata bene così
    - ho aggiunto del colorante alla fine della preparazione, per ottenere dei marshmallow marezzati. 
    - il risultato sono dei marshmallow decisamente più morbidi di quelli che si trovano sul mercato, più morbidi e più buoni, ovviamente. Personalmente li preferisco decisamente così. 
    - altre note non ce ne sono, sono piaciuti moltissimo anche ai ragazzi quindi la ricetta è assolutamente
    - se proprio ci dev'essere una nota negativa, è il fatto che essendo fatti con la meringa italiana debbano essere conservati in frigo. e questo cozza un po' con l'utilizzo che se ne potrebbe fare, tipo portarli a scuola ai compagni. 

    PROMOSSA


    E dato che non avevo niente da fare (e qui risate di sottofondo, con questa nuova scuola non ho nemmeno il tempo per respirare...) mi trovate anche su D|Ricette.

    http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/

    Una torta che in realtà è molto più nelle mie corde, ma certamente meno spettacolare: torta all'uva, che sa di campagna e di vendemmia.

    Insomma, scegliete voi cosa preferite!

    Nessuno di vieta di rifare tutte e due le ricette, eh! 

    http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/


    Con queste ricette partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
    una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

    I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

    venerdì 12 settembre 2014

    Torta rovesciata di miglio senza glutine alle prugne

    torta rovesciata di prugne col miglio

    Latito, sempre di più.

    Cambio scuola, compiti delle vacanze dei figli, vetri da pulire, lezioni da preparare, cene da cucinare, figli da accompagnare al cinema e alle attività.

    What else?
    Avevo un blog? 
    Ah, sì!
    Eccolo.
    Non so davvero quanto potrò continuare in questo modo, ma l'annata si presenta davvero molto intensa e laboriosa.

    Farò quel che potrò. 

    Vi ricordo il concorso organizzato  da Gluten Free Travel & Living, della cui redazione sono onorata di far parte, insieme a Pasta Garofalo.

    Seconda stella a destra - Gluten Free Travel and Living

    Un contest in cui potete raccontarci le emozioni che vi suscitano i vostri luoghi del cuore.
    Lo potete fare con una foto, con un video, con un'immagine.
    Non è un contest da foodblogger, non si cucina.
    Siamo d'estate, fa caldo, si viaggia, ci si laurea...

    Per saperne di più, su Gluten Free Travel & Living.

    La ricetta di oggi è un dolce che piace a quelli a cui non piacciono i dolci troppo dolci. Una torta per la mia mamma, in pratica. In effetti le è piaciuta molto, gliel'ho fatta due volte, una con le susine e una con le prugne. È particolare, per l'utilizzo del miglio nell'impasto, a sostituire parte della farina. È una cosa che ha un senso. Ovviamente ci si deve aspettare una torta morbida, da mangiare con la forchetta, quasi uno sformato, ma ha un sapore davvero azzeccato.

    torta rovesciata susine e miglio

    Torta rovesciata di miglio alle prugne o susine
    Ingredienti
    (per una tortiera da 26 cm di diametro)
    Per le prugne caramellate
    • 500 g di prugne (o susine) ben mature
    • 80 g di zucchero semolato
    • 30 g di burro   
     Per l'impasto
    • 40 g di farina finissima di riso (¶)
    • 20 g di fecola di patate (¶)
    • 80 g di miglio decorticato
    • 100 g di zucchero semolato
    • 2 uova
    • 100 g di yogurt greco
    • 70 g di olio extravergine di oliva
    • la scorza di un limone non trattato
    • 5 g di lievito per dolci  (¶)  
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
    Preparazione
    Prugne caramellate
    Spargete sulla tortiera ben imburrata lo zucchero e disponeteci ordinatamente le prugne lavate, tagliate a metà e denocciolate, con la parte tagliata verso l'alto. Mettete la tortiera sul fuoco basso, su di una retina spargifiamma, per il tempo necessario a caramellare lo zucchero senza bruciarlo (circa un quarto d'ora), poi lasciatela da parte.

    Impasto
    Lessate il miglio per 20 minuti in acqua bollente, quindi scolatelo e mettetelo da parte. In una terrina mescolate con una frusta lo zucchero, le uova, lo yogurt, l'olio e la scorza grattata del limone, poi setacciate direttamente sopra il composto il mix per dolci lievitati e il lievito, mescolando bene. Per ultimo incorporate anche il miglio.

    Composizione e finitura
    Versate l'impasto nella tortiera sopra le prugne e infornate a metà altezza nel forno preriscaldato a 180 °C per un'ora, poi togliete la torta dal forno, lasciatela riposare mezz'ora e sformatela quando è ancora tiepida ma si è un po' assestata.
    Servite a temperatura ambiente, eventualmente accompagnando con un cucchiaio di panna acida.


    La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

    http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/


    Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

    una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


    I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

    mercoledì 27 agosto 2014

    Tatin ai peperoni senza glutine e l'ennesima riforma della scuola 1-

    tatin ai peperoni

    Nuovo governo, nuovo corso, nuova riforma della scuola.

    Cosa abbiamo da aspettarsi a questo giro?
    Negli ultimi anni le parole che vanno per la maggiore sono meritocrazia, valutazione degli insegnanti, competenze... Per tacer delle inossidabili 3I di berlusconiana memoria.
    Mai tagli, anche se le ultime riforme della scuola, più che riforme, sono state pessime spending review (eufemismo per tagli sconsiderati e mostruosi).
    Anzi, fossero stati solo tagli sarebbe quasi stato meglio, che la parte propositiva è stata un devasto, se mi si passa il termine da gergo giovanilistico.
    Mentre si parlava di competenze si tagliavano laboratori e corsi di indirizzo.
    Si può parlare di competenze e tagliare, in un alberghiero, le ore di cucina e di sala?
    Si può parlare di competenze e tagliare, in un geometri, le materie di indirizzo?

    La fiducia che ripongo nell'ennesima riforma è quindi quasi nulla, a partire dal fatto che invece di parlarne nei luoghi e nei modi adeguati, se ne parli al Meeting di Rimini. Con tutto il rispetto per il meeting. Ma tanto, si sa, conta solo la comunicazione. E quindi - toh! chi si rivede?- saltano nuovamente fuori la meritocrazia, la valutazione, le competenze, l'ingelse, l'informatica, e l'alternanza scuola-lavoro... Ah... ci sono anche i soldi dei privati. Forse si sono sbagliati, credono di essere nei favolosi anni '80, qui di privati che abbiano soldi da investire nella scuola se ne vedono molto pochi: manco investono in ricerca nelle proprie imprese, sempre che qualche impresa esista ancora, in Italia... Figuriamoci se investiranno nelle nostre scalcagnate istituzioni scolastiche!
    Ci sono anche le scuole paritarie, argomento molto caro al Meeting ovviamente.

    Mi sembra che ci sia tutto quello che al Meeting piace. Magari a un'assemblea di Confindustria il ministro parlerebbe un'altra lingua, e a un incontro con i sindacati un'altra ancora. Cioè, no, mi sbaglio. All'incontro con i sindacati il ministro non ci andrebbe. I sindacati... Quella sì che è vecchia politica.

    Aspettiamo un testo, e allora vedremo cosa dice. 

    Per ora meglio dedicarsi alla cucina.

    La ricetta di oggi, con cui riapro le danze dopo l'estate, è una tatin salata ai peperoni. L'ispirazione mi è venuta da Hugh Fearnely-Whittingstall, il solito Vegetariano gourmand (titolo originale River Cottage Veg Every Day!) al quale la mia cucina quest'anno deve molto.

    Avevo già fatto una Tatin alle cipolle, e ci era piaciuta molto. Perché allora non bissare con i peperoni?

    Tatin ai peperoni
    Ingredienti
    Per quattro persone
    • 300 g di sfoglia veloce (¶)
    • 2 peperoni rossi
    • 1 cipolla rossa
    • 1 peperone giallo 
    • olio extra-vergine di oliva
    • 2 cucchiai di aceto balsamico
    • timo fresco 
    • sale, pepe q.b.
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

    Procedimento
    Accendete il forno a 190 °C.
    Stendete la finta sfoglia in un disco di 3-4 mm di spessore e 24 cm di diametro. Mettete in frigo.
    Mondate la cipolla e tagliatela a fette sottili, che farete appassire in una padella antiaderente in un paio di cucchiai di olio.
    Pulite i peperoni, tagliateli a fettine sottili e fateli cuocere nella padella insieme alla cipolla per circa un quarto d'ora: dovranno risultare cotti ma ancora al dente.
    Salate, spruzzate abbondantemente con aceto balsamico, sfumate, aggiungete le foglioline di un paio di rametti di timo e trasferite la verdura in una teglia da 24 cm di diametro.
    Fate raffreddare un po' la verdura, e quando si è intiepidita  ricopritela con il cerchio di finta sfoglia.
    Infornate e fatela cuocere per 20-25 minuti, finché la sfoglia non è cotta e ben dorata.

    Fate riposare la torta un quarto d'ora, quindi sformatela su un piatto da portata e servitela subito, eventualmente accompagnata da un'insalata di erbette di campo.
    È buona anche fredda.

    NOTE
    Nessuna nota: è semplicemente buona e molto scenografica


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