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mercoledì 4 novembre 2020

Crostatine alle mele senza glutine


 

Crostatine di mele perfette per una merenda autunnale, da accompagnare con un tè o a colazione tutti insieme. Saranno ottime anche per Natale. 

Sono simili alle mince pie, solo che la proporzione fra frutta secca e mele è invertita: molte più mele e meno frutta secca.

Dosi per 12 crostatine da 8 cm di diametro. Se si usano stampi più piccoli ovviamente si otterranno più crostatine

Crostatine alle mele 
Ingredienti

Per la pasta 
250 g di farina (io mix per frolla Ori di Sicilia), più un po' per spolverare *
25 g di zucchero a velo *
125 g di burro freddo, tagliato a dadi
la scorza di un'arancia grattugiata finemente
1 uovo medio, leggermente sbattuto
1-3 cucchiai di acqua ghiacciata (se necessario)

Per il ripieno
4 mele renette dolci 
1 arancia non trattata
1 limone non trattato
50 g di uvetta sultanina
59 g di zucchero muscovado
1 cucchiaio di cannella in polvere
50 g di gherigli di noci
1 bicchierino piccolo di rum
30 g di burro freddo

Per completare
 1 tuorlo sbattuto con un cucchiaino d'acqua (doratura) per spennellare 
zucchero a velo o semolato, per spolverare


Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Procedimento
Per la frolla:
Mescolate velocemente, con la punta delle dita, tutte le farine, gli amidi, lo xantano, un pizzico di sale e la scorza grattugiata del limone con il burro freddo a pezzetti. Una volta ottenute delle briciole fini, incorporate sempre velocemente l'uovo leggermente sbattuto e lo zucchero a velo e, se necessario, l'acqua fredda. Compattate a palla, avvolgete nella pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti o finché è soda.

Per la farcitura, Pelate e grattugiate le mele in una ciotola grande. Unite l'uvetta precedentemente ammollata nel rum e strizzate, la scorza dell'arancia e del limone grattate, il burro freddo grattugiato, le noci grossolanamente tritate, la cannella il polvere, due cucchiai del rum in cui avete ammollato l'uvetta, due cucchiai del succo dell'arancia. Mescolate bene, coprite e trasferite in frigorifero per almeno 30 minuti.

Imburrate e infarinate 12 stampini per crostatine da 8 cm di diametro. Se sono antiaderenti potete saltare questa fase.

Stendete la pasta allo spessore di 3 mm circa su un piano leggermente infarinato e ritagliate, con un coppapasta scanalato da 10-12 cm 12 cerchi con cui rivestire gli stampi da crostatine.
Re-impastate velocemente gli avanzi di frolla e stendetela allo stesso spessore. Con delle formine ricavate da biscotti ritagliate 12 stelle, alberi di Natale, cuori o quel che preferite da ricoprire ogni tortina. Mettete un paio di cucchiai di ripieno in ogni guscio di pasta e adagiate al centro una delle forme ritagliate.

Trasferite nel frigorifero per almeno 20 minuti.

Nel frattempo scaldate il forno a 180 °C.

Spennellate con il tuorlo d'uovo mescolato con un cucchiaio di latte, infornate per 15-20 minuti, finché la pasta è dorata e croccante.

Lasciate raffreddare per qualche minuto prima di sformare le tortine e trasferirle a raffreddare sopra una gratella. Si conservano in un contenitore ermetico fino a una settimana.
Servitele tiepide spolverate con un po' di zucchero a velo.

domenica 1 gennaio 2017

Tramezzini senza glutine di panettone con fegatini alla fiorentina

Tramezzini di panettone senza glutine con fegatini alla toscana

Si arriva all'ultimo dell'anno, ultima delle grandi cene e pranzi delle feste.
Vediamo occhieggiare molti panettoni, anche senza glutine, che ci guardano preoccupati: "Che fine faremo?"
Un'ottima fine, direi.
La fine che vi ha fatto fare lo chef Simone Bernacchioni del Ristorante Quinoa di Firenze (di cui vi ho già parlato su Gluten Free Travel and Living).

Quando sono andata a provare il menu di dicembre del Quinoa, fra gli antipasti abbiamo assaggiato anche questo, e a me era piaciuto molto, l'avevo trovato davvero azzeccato, con quel gusto deciso dei fegatini addolcito dal sottofondo dolce del panettone.

Tramezzini di panettone senza glutine con fegatini alla toscana
Tramezzini di panettone con fegatini alla toscana al Ristorante Quinoa

Questo lo devo provare, mi sono subito detta.
Così ho contattato Quinoa, e loro gentilissimi mi hanno fatto avere la ricetta di originale di Simone.
Il tempo passava, e non trovavo mai il momento giusto per farla.
Il momento giusto è stato ieri, un antipasto perfetto per un pranzo o una cena delle feste, che sia Natale, Capodanno o, perché no?, la Befana!
È un piatto veloce da realizzare, ovviamente a patto di avere un buon panettone a disposizione.
Ve lo potete fare in casa, oppure comprarne uno già pronto, ultimamente se ne trovano di buoni e anche di ottimi.

Tramezzini di panettone senza glutine con fegatini alla toscana

Tramezzini di panettone con fegatini alla fiorentina
(ricetta dello chef Simone Bernacchioni del Ristorante Quinoa di Firenze)

Ingredienti
400 g di fegatini di pollo
1 cipolla 
1 noce di burro
mezzo gambo di sedano
mezza carota
6 filetti d'acciuga sott'olio (io 3 acciughe sotto sale che ho sfilettato e dissalato al momento)

2 cucchiai di capperi sotto aceto scolati

brodo di carne

1 panettone classico con uvetta e canditi senza glutine o panettoncini monoporzione, sempre senza glutine **

olio extra vergine di oliva

prezzemolo

sale e pepe

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutine
Per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine. 
*** le spezie, anche in polvere, in teoria non sarebbero ingredienti a rischio. Però io non mi fido, e cerco sempre quelle con la scritta SENZA GLUTINE.  

Togliete ai fegatini la vescichetta del fiele senza romperla e lavarteli sotto l'acqua corrente. 
Metteteli a cuocere con poco olio d'oliva e con un battuto di cipolla, prezzemolo, sedano e carota. Salate e pepate a piacere. Lasciate cuocere per circa15 minuti, aggiungendo del buon brodo di carne, i capperi dissalati in acqua corrente e strizzati e i filetti d'acciuga. 
Io, in aggiunta alla ricetta di Simone, ho sfumato col Vin Santo. 
Tritate il tutto usando anche il sugo di cottura e una noce di burro. Tagliate a fette sottili il panettone, abbrustolitele e spalmatele con l'impasto di fegatini.

venerdì 23 dicembre 2016

Ghirlanda ai cranberry senza glutine

Ghirlanda ai cranberry senza glutine

Vi lascio i miei auguri di Natale con una ricetta perfetta per un centrota vola delle feste, una ghirlanda di panbrioche ai cranberry.
La ricetta la potete trovare sul sito di Nutrifree!

Auguri di buon Natale e buon anno!!!


on questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

 

mercoledì 30 novembre 2016

Spekuloos senza glutine

Gluten free Cinnamon cookies

Oramai siamo a ridosso del Natale. Quindi si biscotta. In realtà io biscotto poco, però l'equazione
Natale = Biscotti 
è sempre valida.
Nel frattempo il mondo va a rotoli, ma almeno ci consoliamo (finché si può) con un po' di zucchero.

Oggi si va di Spekuloos. Ovvero biscottini belgi alla cannella.
Questa è la rivisitazione senza glutine di una ricetta del Cavoletto. Recentemente ho fatto per lo Starbooks la versione di Bernard Laurance, dal libro From Baklava to Tarte Tatin, ma nn mi aveva soddisfatto a pieno, per essere senza glutine era troppo burrosa e troppo senza uova. Invece questi, anche se ovviamente fragili, erano venuti davvero buoni.
Però usare un mix di spezie invece della sola cannella era una buona idea, quindi dato che non c'è due senza tre mi sa che che li rifarò in una terza versione.
Per intanto beccatevi questa!

Biscotti alla cannella
(rivisitazione di una ricetta de Il Cavoletto di Bruxelles)

Ingredienti
200 g di zucchero muscovado
125 g di farina di riso *
110 g di burro 
60 g di amido di tapioca *
50 g di amido di mais *
40 g di fecola di patate *
3 g di xantano *
20 g di latte
20 g di yogurt bianco
7 g di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di cannella in polvere ***

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutine
Per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine. 
*** le spezie, anche in polvere, in teoria non sarebbero ingredienti a rischio. Però io non mi fido, e cerco sempre quelle con la scritta SENZA GLUTINE.  

Setacciare la farina di riso, l'amido di mais e di tapioca, la fecola di patate, il bicarbonato, la cannella e lo xantano sulla spianatoia. Mescolarli con lo zucchero, fare la fontana e mettere nel mezzo il burro morbido, lo yogurt e il latte e impastare velocemente fino a formare un impasto omogeneo. Fare la palla e mettere in frigo avvolto in una pellicola per almeno un'ora.
Stendere l'impasto ad uno spessore di 4 mm, e ritagliare con le formine.
Rimettere in frigo per un'ora, quindi infornare, e nel frattempo preriscaldare il forno a 150 °C.
Spennellare i biscottini con un po' di latte, e infornarli per un quarto d'ora/ venti minuti: devono risultare ben cotti.
Appena estratti dal forno potrebbero essere un po' spugnosi, ma quando si raffredderanno diventeranno croccanti e bucherellati all'interno, molto gustosi.
Si conservano bene in un contenitore a chiusura ermetica, ma via via che il tempo passa l'aroma della cannella un po' evapora.



venerdì 21 ottobre 2016

Speculoos senza glutine

Oggi su Starbooks trovate gli speculoos, biscottini speziatissimi alla cannella che ci accompagnano pian piano verso il Natale!
Andate a leggere la ricetta di !

lunedì 28 dicembre 2015

Dolci delle feste senza glutine

Alberini di Natale con biscuit al cacao senza glutine

Il Natale è passato ma le feste no.
Questi dolcetti si fanno in un battibaleno e sono davvero carini, no?
Biscuit al cacao, e la farcia è mascarpone montato con panna. Meglio della panna stessa.
Il tutto porta via davvero poco tempo, e non sono solo carini, ma pure buoni.

Se poi mi dite che non va bene mangiare tutte queste cose, concordo. Il giorno di Natale sono stramazzata sul divano tutto il pomeriggio. Non è cosa buona. Dall'anno prossimo passeremo a un Natale vegano. Il problema sarà convincere la suocera. Oppure un po' più di moderazione, tenendo conto che l'anno prossimo saranno cinquanta.

Ci pensiamo fra 12 mesi, però.

Il biscuit al cacao è quello che si usa per il tronchetto di Natale, mentre la crema è quella utilizzata per il meraviglioso rotolo di meringa di Ottolenghi, che avevo fatto l'anno scorso, uno dei dolci più buoni che io abbia mai mangiato.
Alberini di Natale con biscuit al cacao senza glutine

Alberini di Natale con biscuit al cacao senza glutine
Ingredienti
Per il biscuit al cacao
40 g di farina finissima di riso (¶)
20 g di amido di tapioca (¶) 
20 g di fecola di patate (¶)
20 g di cacao amaro in polvere (¶)  
90 g di zucchero semolato
10 g di miele fluido
4 uova

Per la farcia
100 g di mascarpone
1 cucchiaio di zucchero a velo più altro per lo spolvero finale (¶) 
300 g di panna da montare
gocce di cioccolato (¶) (opzionali)

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


Procedimento

Preparare il biscuit
Rivestite di carta-forno una teglia da forno 30X40 cm.
Riscaldate il forno a 180°.
Separate i tuorli dagli albumi.
Montate i tuorli con lo zucchero e il miele, finché sono gonfi e spumosi, e gli albumi a neve ben ferma.
Incorporate la farina e il cacao setacciati insieme alla montata di tuorli e zucchero, e quando sono amalgamati unite la meringa, mescolando dall'alto in basso.
Aiutandosi con una spatola versate il composto sulla teglia, cercando di stenderlo il più uniforme possibile.
Cuocete nel forno per 12 minuti.
Quando il biscuit è pronto, sformatelo, togliete la carta forno (con delicatezza!!) su cui è stato cotto il biscuit, fatelo raffreddare un po' e poi ritagliate, con delle formine per biscotti, delle stelline di varie dimensioni.
Preparare la crema
Versate il mascarpone in una grossa ciotola, insieme allo zucchero.
Montate per amalgamare gli ingredienti finché si ottiene una crema soffice, unite quindi la panna da montare.
Montate a mano per circa 4 minuti, finché la crema è abbastanza soda da mantenere la forma.
Se si usano le fruste elettriche, attenzione a non montarla troppo.

Montare gli alberini
Le foto parlano da sole: mettete una stella grande, spalmateci sopra un paio di cucchiai di crema, quindi mettete una stella un po' più piccola, leggermente sfalsata, copritela con altra crema, e così via fino alla punta dell'alberino.
Volendo potete mettere delle gocce di cioccolato sulla crema.
Spolverate con zucchero a velo et voilà, il dolce è pronto.

Sempre con biscuit al cacao, e questa crema e anche semplice panna montata, il tutto ricoperto con glassa al cacao, potrete fare una naked cake forse non perfetta, ma buona buona

Gluten free naked cake


La ricetta la trovate su

http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/naked-cake-senza-glutine/47522/


venerdì 11 dicembre 2015

Biscotti di Natale con le finestrelle senza glutine

biscottini con finestrelle

Veloce velocissima, che sto andando ai ricevimenti dei genitori.
A Natale si fanno tanti biscotti.
Quest'anno ho provato anche questi. Li fanno tutti, da Martha Stewart a ogni libro di dolcetti natalizi e Delia Smith al Cavoletto di Bruxelles.
Li ho fatti anch'io, prendendo la ricetta senza glutine, Biaglut compresa, dalla meravigliosa Anna de Il ricettario di Anna.
Effettivamente molto bellini. Unica difficoltà: trovare caramelle dure, ho dovuto usare le Ricola perché non sono riuscita a trovarne altre. Si vede non vanno più di moda. Consuete considerazioni su dove va il mondo e sulle mamme (cioè io) che imbiancano.

biscottini con finestrelle

Biscottini con le finestrelle
(ricetta tratta dal blog Il ricettario di Anna)

Ingredienti
(per 30 biscotti)

Ingredienti
Per la frolla
250g di farina senza glutine (¶)
125g di burro a dadini
125g di zucchero
1 uovo
i semini di una bacca di vaniglia
circa 100 g di caramelle dure per le finestrelle (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


Procedimento
Sabbiate la farina con il burro, quindi unite lo zucchero semolato, l'uovo leggermente sbattuto e un pizzico di sale, e impastate velocemente con la punta delle dita. Appena l'impasto sta insieme formate una palla e mettetela in frigo per mezz'ora. quando non si forma una palla. Mettete a riposare in frigo per mezz’ora. Stendete l’impasto dell’altezza di 3 mm e ritagliate i biscotti della forma che volete, ma facendo anche un buchino sul bordo e un foro al centro di circa 1 cm di diametro. Trasferiteli su una placca per dolci rivestita di carta forno e infornate per circa 7 min a 180°. Nel frattempo riducete in polvere le caramelle. Sfornate i biscotti, mettete al crntro di ognuno un bel mucchietto di polvere di caramelle, infornate per altri 5/7 min.
Sfornate e lasciare raffreddare completamente prima di staccare il biscotto dalla carta da forno.
.
Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living

giovedì 12 novembre 2015

Crostatine irresistibili all'uvetta - Mince pies- senza glutine

Gluten free mincemeat pie

Oggi sullo Starbooksblog, con le classice mince pie Natalizie, nella versione nientepopodimeno che Gordon Ramsay..
Una delizia irresistibile, che ci porta dritti dritti sotto l'albero...

http://starbooksblog.blogspot.com/2015/10/moroccan-vegetable-soup-with-green.html

Mince pie. Così si chiamano queste crostatine. Sono un classicone natalizio inglese. Come mi ha spiegato l'Araba, a Babbo Natale, invece che latte e biscotti, i bambini inglesi lasciano brandy e mince pie, sotto l'albero, per ingraziarselo. Nota bene: mica il latte gli lasciano, ma del brandy. Anche Babbo Natale è più rude a nord :-)
Nella versione inglese del libro così si chiamano: Cranberry mince pie.
In Italia non sono così conosciute. Quindi ha un senso che vengano tradotte semplicemente come tortine di Natale ai cranberry, perché questo sono. Forse meglio crostatine, che a me tortina evoca un dolce lievitato, più che una pie. Ma sono dettagli.
Si chiamano mince pie perché il ripieno si chiama mincemeat. Letteralmente, carne macinata. Non preoccupatevi, di carne nemmeno l'ombra. Almeno al giorno d'oggi. Ma sicuramente una volta c'era, eccome, e infatti nelle cucine antiche spesso si trovavano dei pasticci di carne dolci, che a noi forse fanno un po' inorridire, ma che erano considerati una prelibatezza. Anche perché l'alternarsi delle portate dolci e salate era tutta ancora da inventare.
In un ricettario del 1609 scritto da una nobildonna di Oxford, Lady Elinor Fettiplace viene così descritto il ripieno delle mince pie "montone cotto tritato, grasso di rognone di manzo (suet), uvetta (currants e sultanas) in parti uguali, il tutto insaporito con ginger, macis, noce moscata, cannella, scorze di arance, sale e poco zucchero [1].
Adesso il termine è più un richiamo formale, dovuto alla forma  del ripieno, che essendo costituito essenzialmente da uvetta, canditi, frutta secca tritata ha un colore e una consistenza che può evocare carne trita cotta. Ma il sapore dolcissimo e profumato vi porterà subito molto lontano da quest'idea.
Il mincemeat in Gran Bretagna lo troverete ovunque già pronto, da quello normale a quello luxury, che tutti i libri di cucina invitano a comprare. Qui non lo si trova, e sicuramente non lo si troverebbe senza glutine, anche se tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine, quindi non possiamo far altro che farcelo in casa.
Nella ricetta di mincemeat non si parla nemmeno, ma è quello a cui fa riferimento come "ripieno".
La cosa essenziale è che queste tortine, o crostatine, o mince pie che dir si voglia sono squisite. Dolci come si confà a un dolce natalizio, ma con un retrogusto asprigno che non te le fa venire a noia. Stamani ne ho fatte 12, stasera ne è rimasta una, e solo perché nessuno ha il coraggio di avventarcisi.

Le rifarò le rifarò e le rifarò.


Gluten free mincemeat pie

TORTINE DI NATALE AI CRANBERRY


L'aggiunta di cranberry secchi rende queste tortine di Natale super-speciali. Per comodità, preparate le tortine con un buon anticipo e congelatele crude fino a un mese, poi basterà spennellarle con la doratura e infornarle quando vorrete mangiarle, prolungando la cottura di 5-10 minuti.

Ingredienti
Per 24 tortine

Per la pasta 
250 g di farina (io mix per frolla), più un po' per spolverare *
25 g di zucchero a velo *
125 g di burro freddo, tagliato a dadi
la scorza di un'arancia grattugiata finemente
1 uovo medio, leggermente sbattuto
1-3 cucchiai di acqua ghiacciata (se necessario)

Per il ripieno
400 g di ripieno (vedi sotto) *
150 g di cranberry secchi *

Per completare
 1 tuorlo sbattuto con un cucchiaino d'acqua (doratura) per spennellare
zucchero a velo o semolato, per spolverare

Per il ripieno
una bella mela (io una Granny Smith)
la scorza di un'arancia grattugiata finemente
la scorza di un limone grattugiata finemente
110 g di sugna (io burro freddissimo tritato)
240 g di uvetta
110 g di albicocche secche a dadini
175 g di zucchero bruno scuro *
50 g di mandorle a scaglie
1 cucchiaino e ½ di pimento in polvere *
1 cucchiaino di cannella in polvere *
¾ di cucchiaino di noce moscata in polvere *
50 ml di brandy
50 ml di rum

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


Procedimento
Per la pasta mettete la farina, lo zucchero a velo, il burro e la scorza d'arancia in un robot da cucina e azionata fino ad avere un composto granuloso. Con il robot in funzione, aggiungete l'uovo e lavorate per pochi secondi, finché si formano dei grumi di pasta che potete riunire con le mani formando una palla (se necessario, aggiungete 2-3 cucchiai di acqua ghiacciata per amalgamare la pasta – nel mio caso non è stato necessario).
Io invece che usare il robot, che al momento è rotto, ho sabbiato il mix di farine con il burro, un pizzico di sale e la scorza grattugiata dell'arancia. Una volta ottenute delle briciole fini, ho incorporato lavorando velocemente con la punta delle dita l'uovo leggermente sbattuto e lo zucchero a velo. Appena le uova sono state assorbite e si sono formati dei grumi di pasta, ho compattato a palla.
Rovesciate su un piano leggermente infarinato e impastate brevemente finché la pasta è liscia. Avvolgete nella pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti o finché è soda (potete fare la pasta fino a 3 giorni prima o surgelarla per un mese).
Per la farcitura, incorporate i cranberry nel ripieno in una ciotola. Stendete la pasta allo spessore di 3 mm circa su un piano leggermente infarinato. Con un coppapasta scanalato di 8 cm, ricavate 24 dischi e foderate due stampi antiaderenti da 12 tortine.
Stendete le parti rifilate allo stesso spessore e con delle formine ricavate 24 stelle o alberi di Natale da mettere sul ripieno. Mettete 2 cucchiaini di ripieno in ogni guscio di pasta e adagiate al centro una stella o un albero. Trasferite nel frigorifero per almeno 20 minuti. Nel frattempo scaldate il forno a 180 °C.
Spennellate con la doratura e infornate per 15-20 minuti, finché la pasta è dorata e croccante. Lasciate raffreddare per qualche minuto prima di sformare le tortine e trasferirle a raffreddare sopra una gratella. Si conservano in un contenitore ermetico fino a una settimana.
Scaldate appena prima di servire con una spolverata di zucchero.

Ripieno
Pelate e grattugiate la mela in una ciotola grande. Unite tutti gli ingredienti. Mescolate bene, coprite e trasferite in frigorifero per almeno 30 minuti.
Se non lo usate subito, trasferite il ripieno in barattoli sterilizzatie riponete in frigorifero. Il ripieno migliora nel tempo, ma va usato entro 6 mesi. Per circa 1,25 kg (sufficiente per 3 infornate).
NOTE
  • La maggior parte delle mie note riguardano il mincemet:
  • uno degli ingredienti principali è lo shredded suet, ovvero il grasso che sta attorno al rognone, di montone o di manzo, tritato. O trovatelo qui lo suet, shredded o non shredded la vedo dura. Nella traduzione si parla di sugna, che è appunto il grasso che circonda il surrene del maiale. La sugna dalle mie parti è introvabile. Al più si può trovare lo strutto, che però è grasso sottocutaneo di maiale che viene fuso. Insomma, una gran confusione! Il punto cruciale è però lo shredded, ovvero il tritato. Il fatto di tritare deriva dall'esigenza di avere una sostanza che può amalgamarsi uniformente con gli altri ingredienti, ed è ovvio che se metto un tocco di strutto insieme a uvetta e ammennicoli vari, sarà dura distribuirlo uniformemente. C'è chi suggerisce di usare burro fuso, ma mi sembra che il fonderlo (anche se, certo, dopo verrà cotto) non sia una buona idea. Insomma alla fine, sempre su suggerimento dell'Araba, ho messo un tocco di burro in freezer, in modo da indurirlo un po', e dopo l'ho tritato. È una soluzione un po' eretica, ma l'effetto è buono
  • altra annosa questione, almeno per me, è la distinzione fra currants, sultanas e raisins. Sono di fatto tre tipi di uva passa. Anche se ad esser rigorosi currants sarebbe il ribes, ma nelle ricette si fa sempre riferimento all'uvetta di Corinto. Sultanas credo sia l'uvetta sultanina, quella che troviamo più facilmente da noi anche nella GDO (chicchi piccoli e ambrati, senza semi), currants l'uva di Corinto (chicchi piccoli e scuri), raisins dovrebbe essere l'uva Malaga (grande, chiara e senza semi) (ulteriori informazioni qui)
  • In varie ricette del mincemeat hanno come ingrediente gli agrumi canditi. Nella versione di Ramsay non ci sono, e tutto sommato ne sono contenta, perché i canditi che si trovano normalmente non sono tanto buoni, e trovarne di buoni certificati senza glutine è praticamente impossibile
  • Mele: nella versione inglese si parla delle Bramley. Le Bramley sono le regine della cucina inglese, e sono usate in tutte le preparazioni che prevedono l'utilizzo di mele cotte. Da noi non si trovano. Io pensavo, dalla descrizione, di rivolgermi alle cotogne. L'Araba mi ha suggerito le Granny. Ho seguito l'Araba, che è sicuramente più esperta di me di cucina anglosassone, e il risultato è stato squisito, ma la voglia di provare le cotogne mi è rimasta. Vi saprò dire cosa viene fuori. 
  • Maturazione: il mincemeat, una volta fatto, dovrebbe essere lasciato lì a maturare. Anche sei mesi, dicono. Io non l'ho fatto e le crostatine sono venute buonissime lo stesso. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto saltare fuori...
  • Non ho trovato il pimento, che poi sarebbero le bacche di pimenta dioica. Questa spezia, è la regina della cucina caraibica (non a caso si chiama anche pepe della Giamaica) è usatissima nella cucina inglese, dove viene chiamata allspice. Avendo a Firenze un meraviglioso Old England Store, non dispero di trovarlo, prima o poi. Anche di questo vi farò sapere. Io in questo caso l'ho sostituito con una spolveratina di pepe e un chiodo di garofano tritato.   
  • Sempre la prossima volta che farò queste delizione crostatine, mi sa che seguirò l'indicazione di Lady  Fettiplace e userò sia il macis che il ginger, che secondo me dovrebbero starci particolarmente bene.
  • Gordon non ha detto di mettere un pizzico di sale nel preparare la frolla, e secondo me invece non si può omettere. 
  • Zucchero bruno scuro: sarebbe il brown sugar, che non si trova facilmente. Io seguo la versione di Laurel Evans, e mescolo un cucchiaino di melassa a del normalissimo zucchero semolato.  
  • Questione dimensioni: a me con questa quantità di frolla, e con questo impasto, sono venute fuori 12 crostatine invece delle 24 previste. Ma poi sono andata a misurare e le mie formine hanno 8 cm di diametro. Ramasay non ci dice che dimensioni devono avere le formine, ma ci dice di tagliare la pasta con un coppapasta da 8 cm, e quindi le sue formine avranno al massimo 6 cm, se non 4 cm di diametro, quindi questo spiega la differenza delle dosi. 
  • In generale, non avendo io mai mangiato le mince pie originali, non sono in grado di valutare l'esito con sicurezza totale. Quello che posso dire è se somigliano alle mince pie che ho visto in giro (e sì, ci somigliano assolutamente) e se sono buone.

venerdì 19 dicembre 2014

Panettone senza glutine a biga con farine Dallagiovanna

Panettone senza glutine a biga

Ed eccoci a ridosso del Natale. Il Panettone io non l'avevo mai fatto, in intimoriva troppo.
Quest'anno ho deciso che sì, bisogna osare.
Complice la disponibilità di tante nuove farine che veramente hanno cambiato la vita ai panificatori senza glutine.
E in effetti il risultato è stato oltre ogni aspettativa. Sicuramente è migliorabile, perché questo tipo di lievitati per me sono una novità, ma è venuto davvero bello, buonissimo e per di più è rimasto morbido anche qualche giorno.
Unico difetto qualche "caverna" all'interno, dovuta, pare, alla mancata pirlatura, che non ho osato fare con un impasto così morbido e gluten-free style. Chissà che la prossima volta (spero prestissimo) non osi.

Ovviamente non è che mi sono inventata niente, così, al primo tentativo. Ho ripreso la ricetta di Olga. Un delle tante ricette di panettone senza glutine che Olga e Manu hanno sperimentato.
Mi è piaciuta così tanto che vorrei sperimentarle tutte!!!!

Panettone senza glutine a biga  
Panettone senza glutine a biga con farina Dallagiovanna
(dalla ricetta di Olga
Ingredienti
(per un panettone da 1 kg)
Per la biga
  • 100 g di farina per dolci lievitati Dallagiovanna (¶)
  • 100 g di acqua fredda
  • 4 g di lievito di birra fresco
Per il primo impasto
  • tutta la biga
  • 216 g di farina per dolci lievitati Dallagiovanna (¶)
  • 1 uovo intero + 1 albume
  • 80 g di zucchero semolato
  • 100 g di acqua
  • 84 g di burro morbido a temperatura ambiente
Per il secondo impasto
  • Tutto il 1° impasto
  • 88 g di farina senza glutine per dolci lievitati Dallagiovanna (¶) 
  • 70 g di zucchero
  • 2 uova intere
  • 4 g di sale
  • 30 g di miele
  • 33 g di acqua
  • 84 g di burro
  • 110 60 g di uvetta sultanina ammollata, asciugata ed infarinata (con la farina di riso)
  • 50 g di arancia candita (¶) 
  • la scorza grattugiata di 1 arancia e mezza
  • la scorza grattugiata di 1 limone e mezzo
  • i semini di una bacca di vaniglia
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
Preparazione  
Lascio la parola a Olga, tranne alcune mie osservazioni 

Biga
Sciogliere il lievito nell'acqua unire la farina setacciata e mescolare con una forchetta. 
Tappare la ciotola e fare maturare a temperatura ambiente da un minimo di 12 ore ad un massimo di 18 circa (nel mio caso 13 ore).

Primo impasto
Nell'impastatrice versare la biga matura, lo zucchero, la farina setacciata ed iniziare ad impastare. Aggiungere l'uovo intero precedentemente sbattuto per rompere i legami, e continuare ad impastare per farlo assorbire bene, poi unire l'albume e l'acqua sbattuti e sempre con l'impastatrice in movimento ed infine aggiungere il burro pomata un pezzetto alla volta (in tre volte) facendo in modo che questo venga assorbito per bene.
L'impastatrice deve lavorare a velocità medio-alta.
Fate riposare questo impasto 12 ore (in realtà il mio ha riposato meno, perché dopo 8 ore era pronto, triplicato e temevo che aspettando ancora sarebbe passato di lievitazione)

Secondo impasto
A tutto il primo impasto unite la farina setacciata, lo zucchero, iniziate ad impastare quindi unite un uovo leggermente sbattuto, fatelo assorbire bene poi unite l'altro uovo sempre leggermente sbattuto e quando sarà stato bene assorbito, aggiungete il miele sciolto nei 33 g di acqua. Sempre con l'impastatrice in funzione iniziate ad aggiungere il burro pomata in tre volte facendolo assorbire per bene e solo quando l'impasto si presenta ben omogeneo unite il sale.
A velocità minima aggiungete gli aromi: le scorze di agrumi, la vaniglia e l'uvetta ammollata e i canditi.

Panettone senza glutine a biga

Adesso versatelo dentro lo stampo da 1 kg. Sembra che sia troppo poco per questo stampo ma come si vede dalle foto lievita moltissimo ed è la giusta dimensione. Per evitare che dentro al panettone si formino buchi, dopo avere versato l'impasto nel pirottino, sbattetelo bene (come fate quando avete l'impasto della torta in teglia prima che entri in forno) in modo da avere un composto livellato uniforme e senza vuoti d'aria dentro. Io devo averlo sbattutto troppo poco perché le caverne mi sono venute lo stesso.
Adesso sistemate il pirottino in forno spento con solo la lucina accessa e fatelo lievitare una notte (io 9 ore... ).

Panettone senza glutine a biga

Portate a cottura da forno freddo a 150° per 1 ora e 20 minuti circa. (io un'ora e trenta).
Per creare il vapore necessario che aiuta la corretta lievitazione ho vaporizzato con lo spruzzino quattro volte a distanza di cinque minuti, come dice di aver fatto Manu in quest'altra versione.
Poi al solito infilzatelo ed appendetelo ad asciugare anche per 12 ore.
All'inizio è molto morbido ma poi si asciuga e diventa perfetto.
panettone in forno

MIE NOTE
  • È molto morbido e profumato, nessun retrogusto, davvero ricorda tantissimo il panettone "vero"
  • I tempi di lievitazioni nel mio caso sono stati più brevi di quelli che indicati da Olga. Soprattutto il primo impasto è maturato prima. Forse la prossima volta proverò a ridurre un po' il lievito della biga. 
  • Ho sempre setacciato la farina prima di utilizzarla. Secondo me è un passaggio importante, soprattutto per i grandi lievitati, aiuta ad assorbire aria e quindi favorisce la lievitazione
  • Rispetto alla versione di Olga, ho messo un po' meno uvetta ma ho aggiunto i tradizionali canditi
  • Bisognerà che risolva il problema delle caverne: o oserò la pirlatura oppure dovrò sbattere molto di più il panettone prima dell'ultima lievitazione. 
  • Attenzione a quando si toglie il panettone dal forno: è davvero morbido, a me è addirittura caduto dalle mani, pensavo al peggio invece poi si è recuperato, ma infilzarlo non è banalissimo bisogna fare molta attenzione
Grazie Olga per questa meraviglia!
Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

lunedì 30 dicembre 2013

Zelten trentino senza glutine e bilanci

crostini ai fegatini

Siamo giunti alla fine di un anno intenso, bello e faticoso.

Cosa ricorderò del 2013?

Una figlia meravigliosa che sta diventando grande a grandissimi passi e non sono pronta

Un figlio decenne pieno di curiosità e di vita, ma così agitato che ci fa vedere i sorci verdi

Un compagno e marito con cui sto insieme da 13 anni e con il quale è una gioia costruire insieme la nostra vita, giorno dopo giorno

La fatica e il divertimento di rimettersi a studiare a quasi 50 anni e aver preso l'abilitazione per insegnare Matematica. Ma quant'è bello studiare!

La fatica e la gioia di fare servizio al CNGEI
  
Una casa rimessa a posto per le nuove esigenze familiari, proprio bella

La nascita di Gluten Free Travel & Living, un bellissimo progetto che è solo agli inizi e avrà molto da raccontare nei prossimi mesi

Lo splendido Starbooks, che conoscevate già ma che sta crescendo a vista d'occhio e ci porterà ancora tante incredibili sorprese il prossimo anno

L'ora del paTÈ, libro e progetto a cui sono orgogliosa di aver contribuito

EXTRADolci, un altro libro in cui sono presenti ben tre mie ricette

Ma anche, purtroppo

la desolazione di una società in cui non mi riconosco e che vedo sempre più precipatare verso il baratro

.... 47 anni, che sono quasi 50, sentirli tutti e non essere affatto contenta.

Vabbè, sul fatto di essersi fatta venire l'influenza proprio il 29 dicembre stendo un pietoso velo: sono più i capodanni in cui qualche membro della famiglia, di solito i piccoli, era malato, che quelli normali. Si vede che l'essermi ammalata io è un segno dei tempi...

Influenza a parte, sono pronta per il 2014? Si, sono pronta per l'anno I would prefer not to.

E per festeggiare vi lascio una ricetta tradizionale delle feste di casa mia, lo Zelten (quello trentino, non ci sbagliamo!)

La dose è per due torte, perché lo zelten è come la pastiera, non se ne fa mai uno solo, c'è sempre qualcuno a cui regalarlo...

Zelten trentino
(per 2 torte da 20-22 cm)
Ingredienti 
  • 150 g farina di riso (¶)
  • 100 g di farina di grano saraceno (¶)
  • 80 g di fecola di patate (¶)
  • 50 g di fecola di tapioca (¶)
  • 100 g zucchero
  • 125 g burro
  • 1/2 bustina di lievito (¶)
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di miele
  • 300 g fra noci e nocciole (già sbucciate)
  • 250 g fichi secchi (¶)
  • 70 g pinoli
  • 75 g uva passa
  • qualche mandorla sbucciata
  • 1 bicchierino di brandy
  • la buccia di un arancio grattugiata
  • pangrattato per la tortiera (¶)
  • 1/4 l latte
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
ATTENZIONE AI FICHI SECCHI, POSSONO ESSERE INFARINATI ESTERNAMENTE!!!!

Preparazione
Sbattere il burro molto a lungo, finché diventa una crema, e a questo punto aggiungervi le uova e lo zucchero. Passare al setaccio la farina insieme al lievito, amalgamarla al composto insieme ad un pizzico di sale, al latte ed al miele.

Triturare finemente le noci, le nocciole, i pinoli, l’uva passa ed i fichi secchi lasciando da parte qualche gheriglio di noce intero e le mandorle sbucciate, che serviranno per la decorazione.

Aggiungere alla frutta secca tritata la buccia dell’arancio grattata ed il bicchierino di brandy. Amalgamare bene la frutta secca all’impasto, metterla in una teglia precedentemente imburrata e cosparsa di pangrattato, e decorare col le noci e le mandorle avanzate.

Cuocere in forno ben caldo per 40 minuti circa.


La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

lunedì 16 dicembre 2013

Raviole senza glutine per un pdf specialissimo!

raviole 


Oggi è uscito il pdf di Natale di Gluten Free Travel&Living.

È, manco a dirlo, bellissimo. Non è marketing, è proprio bello di suo!
Contiene un sacco di bellissime ricette natalizie italiane e straniere. Tutte senza glutine.

Anche io ho dato un mio piccolo contributo, ma questo non conta, il fatto è che è proprio bello, e utile, da stamparsi e tenere, come riferimento per questo e i prossimi Natali.

Beh? Cosa aspettate ad andarvelo a vedere, sfogliare, scaricare?

http://issuu.com/glutenfreetravelandliving/docs/dolcidalmondo



E per rimanere in tema, oggi vi proporrò una ricetta natalizia.
Che potrete trovare anche nel pdf? Ma non sia mai! Altrimenti vorrebbe dire che sono una persona efficiente e organizzata.
Il fatto è che questo raviole e bensone, dolci delle feste tipici dell'Emilia pede-appenninica, li ho fatti solo ieri, non ho fatto a tempo a proporli per il pdf.
Però mi piacciono tanto! Pur essendo dolci poveri, semplici hanno davvero un loro perché: una frolla morbida, un po' di marmellata, un po' di frutta secca, niente di più, ma quel poco che c'è sta benissimo insieme, e sa di inverno, di neve, di nebbia, di freddo, del profumo della stufa in un canto.

Anche la marmellata rispecchia in pieno questa filosofia: è la marmellata di Saba, che ricordo faceva sempre mia nonna Maria, il pentolone in cortile, al tempo della vendemmia. Si fa con il mosto d'uva, e la frutta che la stagione ammannisce: pere e mele cotogne, mele, zucca... Una marmellata poco dolce, molto soda, perfetta per crostate e dolci farciti.

Oggi che mia nonna Maria non c'è più, da tanti anni, la fa mia zia, non più nel cortile ma nel forno di casa.
È un testimone che non ho ancora preso, ma non voglio mancare l'appuntamento, la Saba in questa casa ci dovrà essere sempre, anche quando la zia, che oramai ha i suoi anni, non avrà più voglia di farla.

Anche perché a mia figlia questi dolcetti poveri e poco dolci piacciono molto, quindi non posso tradirla.

Li ho fatti per portarli alla festa natalizia del judo, sport che fanno i miei figli.
Erano un bel po'... E sono finiti in un batter d'occhio.
Commento di un amico "Certo che voi celiaci non vi fate proprio mancare niente..."
Perché, forse dovremmo?

Andate a guarda il pdf, che è davvero ricchissimo, e prendetevi in più questa ricetta.

raviole


Raviole
Ingredienti
  • 100 g di farina di riso (¶)
  • 30 g di amido di tapioca (¶)
  • 100 g di amido di mais (¶)
  • 20 g di farina di mais fumetto (¶)
  • 100 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 100 g di burro
  • 1/4 di bustina di lievito per dolci  (¶) 
  • 1 cucchiaino di miele millefiori
  • 1 cucchiaino di polvere di arancia
  • la buccia grattata di un limone
  • cannella in polvere  (¶)
  • Saba (o, in sostituzione, una marmellata soda e poco dolce, ad esempio prugne) (¶)
  • 1 tuorlo
  • latte 
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pera
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


Preparazione

Preriscaldare il forno a 180° C.

Nel frattempo setacciare le farine e gli amidi con il lievito. Fare la fontana e mettere in mezzo il burro a temperatura ambiente e un pizzico di sale. Mescolare con la punta delle dita fino ad ottenere un briciolame fine.
Aggiungere lo zucchero, la polvere di arancia, la buccia grattata del limone, un cucchiaino di cannella, l'uovo, e il cucchiaino di miele. Impastare velocemente con la punta delle dita.
Smettere appena si ottiene un impasto omogeneo, fare la palla e mettere in frigo per almeno mezz'ora.

Stendere la pasta ad un'altezza di 1/2 cm massimo, e tagliare dei cerchi con un coppapasta di 6,5 cm di diametro (ma va bene anche 7 o 8 cm, dipende da come volete fare grandi queste raviole).

Sbucciare la pera, togliere il torsolo e tagliarla a pezzettini piccoli.

Nel mezzo di ogni cerchio di pasta mettere un pezzettino di pera (è comunque opzionale) e un cucchiaino di marmellata.
Richiudere le raviole su se stessa, come fossero appunto ravioli, pressare per far aderire bene i bordi e decorare con i rebbi di una forchetta.

Sbattere il tuorlo d'uovo con un paio di cucchiai di latte e spennellare su ciascun raviolo.

Far cuocere nel forno per una ventina di minuti.

Si conservano egregiamente in un contenitore chiuso.

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Le raviole sono anche sul libro
Quale libro? Ma il mio.


http://www.amazon.it/dolce-gluten-free-Pasticceria-glutine/dp/8844044838/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415356382&sr=1-1&keywords=il+dolce+gluten+free
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Vorreste mica anche la ricetta del bensone (che poi è molto simile alle raviole, per quel che riguarda impasto e ripieno, ma ben sappiamo che in cucina la forma è sostanza, quindi cambiare forma vuol dire cambiare radicalmente dolce...)?

La trovate proprio oggi su La cucina di D. :-)

bensone e raviole 

martedì 14 dicembre 2010

Il tronchetto di Natale di due matte celiache...

tronchetto di Natale Il merito di questa pericolosa avventura va tutto a Glu.Fri, alias Simonetta. È stata lei a contattarmi per propormi di partecipare insieme al contest Aggiungi un blogger a tavola di Genny.

Io mi sentivo (tanto per cambiare) un po' in difficoltà, Simonetta è brava, piena di iniziativa, spumeggiante. Una vera milanese (nel senso buono del termine ;-) ), ma a testa in giù. Lei infatti abita a Buenos Aires, insomma, è un onore per me avere quest'amica quasi emigrante.

Anche perché Buenos Aires è per me densa di ricordi di famiglia, anche se non ci sono mai stata: la mia nonna, quella trentina, delle torte, delle mele, del cuore, da ragazzina è emigrata a Buenos Aires con la sua famiglia.

Mia nonna aveva un ricordo meraviglioso del suo soggiorno argentino, nel quale doveva aver respirato una grande libertà, e così diventare amica di Simonetta è stato per me anche far rivivere i miei racconti di bambina.

Però adesso sono altri tempi, e la blog-amicizia fra me e Simonetta è nata sul web: siamo entrambe celiache, abbiamo un blog di cucina, è stato facile farsi contagiare dalla sua creatività ed entusiasmo.

Il suo è uno dei blog che guardo ogni giorno, l'ho visto crescere ogni giorno di più, sperimentiamo assieme le potenzialità delle nostre schifose farinacce, cerchiamo di fare informazione sulla celiachia e su come cucinare gluten-free a un celiaco senza avvelenarlo :-)

L'idea del tronchetto di Natale è nata dopo uno scambio di mail ad argomento il cioccolato. Io non l'avevo mai fatto, e non stavo tranquillissima, a me poi le decorazioni riescono sempre da schifo... Ci siamo messe di buzzo buono, abbiamo modificato un po' la ricetta originaria prima di tutto trasformandola in gluten-free, ma questo ormai per noi è un gioco da ragazzi, e sostituendo la crema al cioccolato all'interno con una più fresca crema all'arancia, una rivisitazione della crema al mandarino di quel pasticcione dello zio Piero.

Durante la realizzazione ci siamo sentite un sacco di volte via mail, a onor del vero io ho stressato lei con le mie mail ansiogenizzanti... "Secondo me è meglio metterci un tuorlo in più, la crema è troppo fluida..." "Mi raccomando, inumidisci il canovaccio in cui arrotoli il biscuit, se no si sbriciola..."....
Fare un contest del genere con un'amica ansiosa dev'essere veramente faticoso.
Grazie a Simonetta per avermi sopportato comunque e con pazienza!
In questi giorni ha pure avuto dei problemi alla rete, secondo me è andata in tilt per i miei troppi messaggi!

Insomma, la ricetta è questa, ed il risultato è venuto splendido e squisito. Ne ho fatti addirittura due, uno per una cena fra amici e uno per un pranzo in famiglia.

Tutti mi hanno chiesto "Ma non è un po' presto per il tronco di Natale?"

Ho glissato.... Mica potevo rispondere che stavano facendo le cavie per un contest di cucina! Già con ste foto non mi sopporta più nessuno!

Insomma, ringrazio Simonetta per avermi coinvolto in questa divertente avventura. Davvero non ci resta che vederci... magari per mangiare insieme una fetta del nostro Tronchetto di Natale.

Ah... Questo post sta diventando interminabile (e dire che pure la ricetta è lunga!) ma volevo rompervi le balle con una notazione tecnica: la crema per la farcitura è una crema senza latte, fatta con l'amido di mais. Le creme fatte con gli amidi sono una gran risorsa per gli intolleranti, ed è molto suggestivo realizzarle, una delle dimostrazioni della fisica in cucina. Il composto va scaldato e quando raggiunge la temperatura di circa 75°, avviene una trasformazione di fase sol-gel molto spettacolare: prima era torbido e perfettamente liquido, improvvisamente diventa lucido e gelatinoso. Non c'è trucco, non c'è inganno, è a questa temperatura che la soluzione di acqua e amidi gelifica. A quel punto, anche se la crema viene raffreddata, non torna più allo stato liquido ma resta in quello gelatinoso.
Ganzo, vero?

Tronchetto di Natale
Tronchetto di Natale gluten-free all'arancia e cioccolatoIngredienti
Per il biscuit al cacao
  • 4 uova
  • 100 g di zucchero
  • 75 g farina (25 g amido di mais, 30 g farina di riso, 20 g di fecola di patate) (¶)
  • 25 g di cacao in polvere (¶)
  • 1 cucchiaio di miele
Per la crema all'arancio
  • 150 ml di succo d'arancia
  • 150 gr zucchero
  • 3 tuorli
  • 60 gr amido di riso (in alternativa amido di mais) (¶)
  • 400 gr acqua
Per la ganache al cioccolato
  • 250 ml di panna da montare
  • 200 g di cioccolato al 70% (¶)
Per la finitura
  • 60 g di gocce di cioccolato (¶)
  • 200 ml di succo d'arancia
  • 150 g di zucchero
  • 60 g di arancio candito (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
Preparazione
Biscuit al cacao
Scaldare il forno a 220 gradi

Battere 4 tuorli con 100 gr di zucchero in polvere ed un cucchiaio di miele fino a che siano bianchi e spumosi.

Settacciare 75 gr di farina (50 % di amido di mais e 50% di farina di riso) con 25 gr di cacao in polvere e incorporare il mix ai tuorli.

Montare le chiare a neve ferma, aggiungere 1/3 all' impasto e il resto con molta delicatezza.

Spalmare l'impasto sulla leccarda coperta con carna forno imburrata e infarinata, infornare per 8-10 minuti.

Quando si toglie dal forno si mette su un canovaccio bagnato, con la sua carta forno, e si arrotola. Si srotola dopo qualche secondo, si stacca dalla carta forno, si mette un nuovo foglio di carta forno e si riarrotola tutto assieme, finché non è freddo.

Sciroppo all'arancia
Versare 200 ml di succo di arancia in un pentolino con 150 gr di zucchero e portarlo a ebollizione, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

Crema all'arancia
Sbattere i tuorli con lo zucchero, l'amido e quindi l’acqua riscaldata. Infine il succo d'arancia.
Mettere sul fuoco e girate con la frusta fino a quando raggiunge la consistenza desiderata e freddare.

Ganache al cioccolato
Portare a ebollizione 15 cl di panna, toglierla dal fuoco, tagliare 200 gr di cioccolato al 70% di cacao e incorporarlo alla panna.

Montare in una ciotola gelata 10 cl di panna e incorporarla delicatamente al cioccolato

Composizione del dolce
Mettere il biscuit su una pellicola elastica, inumidirlo bene con lo sciroppo all'arancio. spalmare sopra la crema all'arancio, spargere sopra 60 g di gocce di cioccolato.

Arrotolare il tronco stringendolo bene con la pellicola. Metterlo in frigo per almeno 2 ore (io ce l'ho tenuto una notte)

Togliere il film di plastica e coprire il tronco con la crema di cioccolato. Passare sulla crema i rebbi di una forchetta per imitare il legno, decorarlo con striscioline di arancia candita e lasciarlo 2 ore in frigo prima di servirlo.

Ah... Non so se si era capito, ma con questo post partecipo insieme a Simonetta di Glu.Fri - Cosas varias libre de gluten al contest di Natale di Genny - Al cibo commestibile



mercoledì 16 dicembre 2009

Verso il natale: pain d'epices senza glutine

Adoro i pani e le torte speziate natalizie, dal frustingo di mia suocera allo zelten di mia nonna, al panone di mia zia...
Un po' dolci e un po' no, con il miele che dà loro quel che di amarognolo e ci porta dritti dritti dentro turriti castelli medievali, con il camino che scoppietta e quel freddo arrabbiato che doveva esserci allora nelle case.
Ho le ricette di famiglia che vi proporrò pian piano... Ma oggi voglio parlare di un esperimento che ho fatto col pain d'epices. Mi è sempre piaciuto, e dire che lo compravo versione industriale al supermercato. Non sapevo che si mangiasse accompagnando gli stufati, ma ho scoperto il tutto, ricetta e stufati, da ComidaDeMama da cui ho copiato in parte la ricetta. E in parte anche da Fragole a merenda. Poi ci sono i pain d'epices senza uova dei Cuochi di Carta, qui e qui. Perché bisogna dare pane al pane, e a Cesare quel che è di Cesare, ed eventualmente a Cesare anche il pane (d'epices) purché ne resti un pochettino per noi.
Era un esperimento, perché la segale gluten free non esiste, e come ben si sa la panificazione e la lievitazione sono i problemi più difficili da risolvere quando glutine non c'è.
L'esperimento sembrava nascere sotto una cattiva stella: prima l'impasto, nel robot da cucina, sembrava troppo liquido (e vai di farina), poi troppo sodo (e aggiungi un po' di latte), insomma, ho infornato senza nessuna speranza (n.d.r. mescolare troppo e molto velocemente gli impasti con le farine senza glutine è poco saggio: assorbono male i liquidi, tutti assieme, e non ci si regola. Con le farine prive di glutine ci vogliono le mani, le braccia, al massimo i mestoli).
E invece l'incredibile è accaduto: il pain d'epice è venuto buono, morbido (forse un po' troppo, per quelli che sono i miei ricordi di pain d'epices doc), profumatissimo... Con la scusa di fare le foto, ne ho già mangiate tre fette...


Pain d'epices senza glutine
Ingredienti
  • 1 uovo
  • 200 g di farina scura gluten free (ho usato il mix per il pane rustico della Schar)
  • 100 g di farina senza glutine bianca
  • 150 ml di latte
  • 45 g di burro + quella per imburrare la teglia
  • 250 g di miele di castagno
  • una bustina lievito per dolci (¶)
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 2 cucchiai abbondanti di spezie miste triturate home made (cannella, fiori di garofano, cardamomo, anice) (¶)
  • sale
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio e per essere consumati tranquillamente da un celiaco devono essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia.

Preparazione
Imburrare e infarinare uno stampo da plum-cake e preriscaldare il forno a 180°.

Far ammorbidire il burro a pezzetti a temperatura ambiente.
Mischiare assieme le due farine, il lievito, le spezie, il pepe, la noce moscata, lo zenzero e un cucchiaino di sale.
Sciogliere il miele in un pentolino assieme al latte.
Aggiungere il burro alle farine, e amalgamarlo alla bell'e meglio, quindi rompervi l'uovo sopra, amalgamare di nuovo, e infine aggiungere il latte con il miele, mescolando bene il tutto, portando pazienza che le farine assorbano il liquido, e aggiungendo quanto necessario (o un altro po' di farina o un po' di latte) per raggiungere la giusta consistenza, quella di una pastella soda.
Versare nello stampo, infornare, e far cuocere circa 45'. Sfornare quando è freddo. Servire come vi pare, dicono con gli stufati, ma anche con la marmellata è parecchio buonetto, o col pecorino stagionato.

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