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giovedì 22 gennaio 2026

Chili vegano al cioccolato

Sono alcuni anni che in questo periodo, ringalluzzita dalle maratone culinarie delle vacanze natalizie, pubblico qualche ricetta e accarezzo l'idea di resuscitare questo povero blog. 

Questa resurrezione si è spesso realizzata con ricette vegane o vegetariane - si vede che la stagione fredda mi motiva ad abbandonare la carne - ma poi, via via che passano i mesi, le energie e gli entusiasmi scemano e con essi la motivazione, e così ci si rivede l'anno dopo, sia sul blog che fra i vegetariani.  

Di solito un colpo ferale all'uno e agli altri viene dall'aumento di peso, che mi mette a dieta a suon di bistecchine ai ferri, se qualcuno sapesse come fare a diventare vegetariano senza ingrassare mi potrebbe passare i suoi segreti?
 



Comunque cambiare tipo di alimentazione per me non è affatto semplice, perché volente o nolente la mia idea di pasto gira attorno a primo, secondo di carne o pesce e contorno. Raramente faccio tutto il pacchetto, ma se secondo è nella mia testa vuol dire proteina animale accompagnata da verdure, uno schema dal quale faccio fatica ad uscire. 

Per questo mi guardo affannosamente intorno fra blog, libri e riviste. Questa ricetta l'ho vista per la prima volta sul blog La apple pie di Mary Pie un paio di anni fa, viene dal libro 15 Minutes Vegan Confort Food di Katy Beskow, poi l'ho rivista su tanti altri blog, come spesso accade. Se è diventata virale un motivo ci sarà, e quando l'ho provata ho capito: il mix fra sapori ricchi e caldi e il gusto fresco degli accompagnamenti hanno conquistato tutti, ed è diventata subito un classico della nostra tavola. 

Qui il piccante piace e non piace, quindi a volte non ci metto il peperoncino (sì, lo so, è un po' barbarico per un chili...)

La ricetta prevede due tipologie di fagioli, cannellini e rossi, ma mi è capitato di farla con i fagioli che avevo in casa, anche borlotti e anche di un solo tipo, anche in scatola anche se sono davvero tanto ma tanto meno buoni. 

Il lime è meglio ma se avete il limone è uguale. Quando ho fatto la foto mi ero dimenticata di metterci il cipollotto, ma questo è invece abbastanza essenziale perché il piatto di basa sul contrasto fra sapori forti e caldi e i sapori freschi. 

Chili vegano con cioccolato 

Preparazione: 20 minuti + il tempo di ammollo dei fagioli (12 ore)

Cottura: 20 minuti + il tempo per lessare i fagioli (1 ora circa)

 

Ingredienti

(Per 4 persone)


2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 lattina di polpa di pomodoro
1 cipolla rossa
1 peperone rosso
1 gambo di sedano
2 cucchiaini di cacao amaro in polvere *
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di paprika forte affumicata *
1 cucchiaino raso di peperoncino in polvere *
½ cucchiaino di cannella in polvere *
150 g di fagioli rossi secchi (oppure in scatola)
150 g di cannellini secchi (oppure in scatola)
sale


Per servire:
cioccolato fondente *
1 cipollotto *
prezzemolo 
1 lattina di mais
1 lime o 1 limone

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutine. Per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

Preparazione 

La sera prima mettere i fagioli a bagno nell'acqua e lasciarli in ammollo tutta la notte, con una puntina di bicarbonato. 

Il giorno seguente lessare i legumi in abbondante acqua con uno spicchio d'aglio e una foglia di alloro. Il tempo di cottura sarà di circa un'ora.

Questa operazione può essere fatta anche in anticipo. 

Tritare la cipolla e il sedano, pulire il peperone, liberandolo dei filamenti bianchi e tagliarlo a pezzetti grossolani. 

Far sudare nell'olio la cipolla quindi aggiungere il sedano, farlo appassire ed infine unire il peperone e farlo cuocere finché si ammorbidisce un po'. Unire quindi il peperoncino, la paprika, la cannella, lo zucchero e il cacao, mescolare e farle soffriggere per 1 minuto circa, per permettere di sprigionare i loro profumi, quindi versare la polpa pomodoro, farla cuocere qualche minuto per far perdere l'acido ed aggiungere i fagioli scolati e sciacquati e il sale, mescolare e cuocere per 20 minuti, mescolando spesso e un po' di acqua di cottura dei fagioli, se dovesse asciugare troppo.

Una volta cotti unire il succo del lime e quindi portare in tavola e servire accompagnando ogni porzione con il cipollotto tagliato a rondelle, un pizzico abbondante di prezzemolo tritato e un cucchiaio di mais. 

In ultimo cospargere generosamente di cioccolato grattugiato.

sabato 4 febbraio 2023

Pasta velocissima con cipolle, briciole tostate, olive, acciughe e finocchietto

Pasta velocissima, da fare così all'ultimo minuto, con ingredienti che avrete sicuramente in casa: cipolle, acciughe, pane, olive. Ecco, forse il finocchietto no, ma si possono sempre usare delle barbe di finocchi, oppure anche niente. 

Perché l'idea è che sia una soluzione per quando proprio non sapete cosa fare.

L'idea l'ho copiata dai tortiglioni e briciole croge de La pozione magica su Instagram, che poi è una mia cara amica del GAS e collega di scuola.

Però visto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, non l'ho fatta proprio uguale uguale, ho apportato quale modifica.





Pasta velocissima
Ingredienti
(per quattro persone) 
  • 400 g di penne rigate  (io Garofalo) *
  • 2 cipolle rosse grosse
  • 3 fette di pane senza glutine *
  • 4 filetti di acciuga
  • olive taggiasche
  • finocchietto selvatico 
  • olio extra-vergine di oliva
  • sale 
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo * sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.   

Procedimento
  
Mettete sul fuoco una pentola grande con abbondante acqua.
Mondate e tagliate la cipolla a velo.
In una padella anti-aderente mettete un po' d'olio e fateci prima sciogliere i filetti di acciughe quindi aggiungete la cipolla e fatela sudare a fuoco lento. Aggiungete una manciata di olive. 
Sbriciolate le fette di pane nel mixer (era banalissimo pane del mastro panettiere Schaer). 
In un'altra padella mettere un altro filo d'olio e tostate le briciole di pane finché diventano davvero croccanti e rosolate. Girate sempre, altrimenti bruciano. 

Quando l'acqua bolle, aggiungete il sale e poi la pasta, che io ormai cuocio col fuoco spento, metodo che mi sembra particolarmente adatto alla pasta senza glutine che così rischia meno di disfarsi. 
Per ricordarcelo, si aspetta che l'acqua riprenda il bollore dopo che ci si è versata la pasta, si mescola per evitare che attacchi e poi si incoperchia, si spegne il fuoco e si lascia lì per una decina di minuti. 

Prima di scolare tenete da parte una tazzina di acqua di cottura, scolate, versate nella padella dove avete soffritto le cipolle, mantecate con un po' d'acqua di cottura, versateci sopra le briciole e il finocchietto tritato fine. 

Servite con parmigiano grattugiato, se piace.  

lunedì 3 ottobre 2016

Victoria Sponge Cake senza glutine

Victoria Sponge Cake senza glutine


Victoria Sponge Cake! So British!
Tutti ne danno la loro versione, da Nigella a Delia Smith, dagli Hairy Bikers a Mary Berry, da Paul Hollywood a Fiona Cairns. Jamie Oliver ne propone addirittura una versione vegana e senza glutine, ma non per questo meno ricca.
 
La Victoria Sponge Cake è comunque un classico della pasticceria anglosassone, e viene tradizionalmente servita con panna montata e marmellata di frutti rossi: è un abbinamento perfetto, nel quale la cremosità della farcitura e la ricchezza della torta vengono compensate dalle note acide e fresche della marmellata. Ne esistono però molte altre versioni, con caffé, lemon curd, cioccolato, gianduia...A suo tempo ne avevo avevo pubblicato su D|Ricette una versione con formaggio cremoso e crema spalmabile alla nocciola. 

Solitamente viene fatta una dose doppia rispetto a quella qui presentata, cotta in due tortiere.
Si tratta di fatto un quattro-quarti, con un po' di lievito per sostenere la lievitazione. È una torta molto facile da realizzare, infatti si può preparare mettendo tutti gli ingredienti insieme e mescolandoli quel tanto che basta per amalgamarli. Il metodo cosiddetto All-In-One.

Come farine si è preferito usare farine naturali, ma nulla vieta di usare un mix per dolci già pronto: attenzione in questo caso all'eventuale presenza di zucchero e/o lievito. 

Al posto della panna da sola ho mescolato panna e mascarpone: viene un composto più stabile, e lo preferisco per farcire le torte.

Victoria sponge cake
(per una tortiera da 20 cm di diametro)

80 g di farina di riso finissima (*)
25 g di fecola di patate (*)
15 g di amido di tapioca (*)
110 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
110 g di zucchero semolato
2 uova
2 cucchiaini di lievito per dolci (*)
burro e farina di riso per la tortiera (*)

130 g di mascarpone
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo (*)
150 g di panna da montare

marmellata di lamponi (*)
zucchero a velo per la finitura (*)

* Gli ingredienti contrassegnati con l'asterisco (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Per la torta
Mescolare tutto insieme in un mixer gli ingredienti della torta finché sono amalgamati.
Versare il composto in una tortiera da 20 cm imburrata e infarinata con farina di riso (oppure in uno stampo di silicone, nel qual caso non importa imburrare e infarinare).

Cuocere nel forno preriscaldato a 180° C sul ripiano più basso per 25 minuti.

Sformare e lasciar raffreddare per mezz'ora nella tortiera, quindi sformare.

Per la crema
Cominciare a montare il mascarpone con lo zucchero a velo e quando si è un po' ammorbidito unire la panna, quindi continuare a montare finché non diventa cremoso. Si può montare sia a mano che con le fruste elettriche.

Finitura del dolce
Tagliare la torta a metà. Spalmare la parte inferiore con un abbondante strato di marmellata di lamponi, quindi spargervi sopra la crema al mascarpone.
Coprire con la parte superiore della torta.
Tenerla in frigo fino al montero di servirla, e all'ultimo minuto spolverizzarla di zucchero a velo.

venerdì 8 gennaio 2016

Bauletti di pollo prosciutto e parmigiano senza glutine

Bauletti di pollo al prosciutto cotto e parmigiano senza glutine

Finite la vacanze, si ricomincia la scuola, con la grande cavalcata verso la fine del primo quadrimestre.
In queste vacanze non mi sono fatta mancare niente, tranne forse un po' cucinare, ma tanto quello lo faccio tutto l'anno.
Siamo stati dei veri girelloni, e per una che è piuttosto pantofolaia, è stato davvero piacevole: San Benedetto del Tronto, Lucca, Roma, Modena, Milano... E una "puntata" a Certaldo per l'ultimo dell'anno. No, non si può proprio dire che si sia stati a casa. Tutte gite scappa&fuggi da mane a sera, ma piacevoli lo stesso.
Sarà perché quest'anno compirò cinquant'anni, e lo dico a bassa voce, però penso che non si possa sempre rimandare a domani quello che forse domani non potremmo fare più: i ragazzi crescono, e presto, immagino, non ne vorranno più sapere di venire con noi. È bello anche fare i fidanzatini con il marito, ma sinceramente sono ancora in quella fase della vita in cui se non ho la prole al seguito mi sento come se mi mancasse qualcosa.
Quindi ho deciso che d'ora in poi cucinerò meno, e cercherò di godermi di più la vita.In fondo ultimamente mi ero data parecchio da fare, bisogna saper anche tirare un po' il freno, no?

Quindi per inaugurare questo new mood oggi vi propongo un piatto molto semplice, da tutti i giorni, ma gustoso e che permette di risolvere una cena in modo semplice ma soddisfacente. I ragazzi, sempre affamati, lo apprezzano particolarmente, soprattutto se ad accompagnarlo ci sono le amatissime patate.

Bauletti di pollo al prosciutto cotto e parmigiano 

Ingredienti
per 4 persone

8 fette di petto di pollo
4 fette grandi di prosciutto cotto (¶)
8 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato al momento
2 noci di burro
2 cucchiai olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco fermo
burro e farina di riso () per infarinare i bauletti
brodo di pollo home made
sale e pepe di mulinello

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Procedimento
Battete delicatamente le fettine di pollo con il batticarne e mettete su ogni fetta mezza fetta di prosciutto cotto, quindi un cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato.

Avvolgete le fettine su se stesse e chiudetele con uno stecchino, ottenendo così i bauletti.

Infarinateli con farina di riso.

Nel frattempo in una padella fate spumeggiare il burro insieme a un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e fateci rosolare i bauletti da tutti i lati a fuoco medio, avendo cura di rigirarli spesso affinché non brucino.

Quando sono rosolati da tutti i lati prima sfumate con il vino bianco quindi continuate la cottura per venti minuti, unendo via via qualche mestolo di brodo di pollo: la farina e il parmigiano creeranno un sughetto cremoso saporitissimo.

Aggiustate di sale e pepe e servite, accompagnandoli con puré oppure semplici patate ripassate in padella.

Brodo di pollo
Ingredienti1/2 pollo o una carcassa
2 coste di sedano 
2 carote
2 grani di pepe
1 mazzetto di prezzemolo

Procedimento
a freddo, mettete in una pentola capiente del pollo pulito e fiammeggiato (usate le parti meno nobili, se ad esempio vi resta una carcassa dopo aver disossato un pollo è perfetta, oppure qualche fuso, insomma, l'equivalente di mezzo pollo), un paio di coste di sedano, un paio di carote, un piccolo mazzetto di prezzemolo, un paio di grani di pepe. Ricoprite d'acqua in modo che superi la carne per 4 cm, e fate prendere il bollore. Schiumate se necessario, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere per un'ora, un'ora e mezzo, finché il liquido si sarà ritirato e il pollo sarà cotto e si staccherà dalle ossa. Spegnete il fuoco, fate un po' raffreddare, quindi togliete i pezzi di pollo e le verdure, filtratelo e lasciatelo raffreddare completamente, prima di metterlo in frigorifero. Dopo qualche ora potrete togliere lo strato solido di grasso che si sarà formato sulla superficie. 
Potrete usare questo brodo per qualunque tipo di minestra, ma abbiate sempre l'accortezza di tenerne un po' da parte, surgelandolo in piccole dosi (io lo metto nella vaschetta del ghiaccio, così ottengo dei comodissimi ghiaccioli di brodo utili per preparazioni come questi bauletti). 
 

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living

venerdì 3 aprile 2015

Focaccia con il formaggio (quasi di Recco) senza glutine

focaccia al formaggio

In questo blog ci sono pochissime pizze e focacce.
Perché?
Non ci piacciono? Non le faccio mai? Sono piatti per noi inconsueti?
Assolutamente no!
Ho contato che da quando sono celiaca ho fatto circa 300 volte la pizza, ad esempio. 300 pizze e nemmeno una sul blog?!?!?!
E perché?
Per una semplice e banale motivazione: li cucino quasi sempre la sera. E non avanzano. Se avanzano, il giorno dopo sono brutti da fotografare.
Ma domenica scorsa è successo il miracolo: ho fatto una focaccia al formaggio per mia figlia, che doveva uscire tutto il giorno con gli scout. Miracolo! Una focaccia con una luce decente?!?! Dovevo fotografarla.
Solo che non era tanto fotogenica, no, ma è di un buoooono...

L'intezione era quella di fare la focaccia di Recco. Solo che poi ho scoperto che non si può dire "di Recco" perché c'è un consorzio per la difesa della vera originale focaccia di Recco, che, dal 14 gennaio 2015, è diventata Igp.

Quindi quella che faremo noi non è la vera focaccia di Recco, ma una sua imitazione. L'ho fatta seguendo comunque le indicazioni del consorzio.
Descrizione del metodo di produzione (dal sito www.focacciadirecco.it)
Dosi e ingredienti
(per una teglia di “Focaccia di Recco col formaggio”diametro cm 60 da 10 porzioni circa)
500 g di Farina di grano tenero tipo “00” di forza o in alternativa farina tipo “Manitoba”
50 g di olio extra vergine d’oliva italiano
Acqua naturale
Sale fino
1 kg. di Formaggio fresco

Preparazione dell’impasto
Si lavorano assieme farina di grano tenero tipo “00” (o farina tipo “Manitoba”), acqua, olio extravergine di oliva italiano e sale sino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Terminata l’operazione, si lascia riposare l’impasto per almeno 30 minuti a temperatura ambiente, coperto da un telo di tessuto naturale oppure in appositi contenitori alimentari a norma di legge. Si suddivide poi l’impasto in porzioni corrispondenti alle esigenze di impiego mantenendolo in condizioni igieniche ottimali.
Si preleva una porzione di impasto e la si tira. Quindi si procede manualmente allargando la pasta con un movimento rotatorio, posizionando le mani sotto alla sfoglia, fino a renderne lo spessore inferiore al millimetro, e avendo cura di non provocare perforazioni della superficie. Si adagia la sfoglia ottenuta nella teglia di cottura, precedentemente unta con olio extravergine di oliva italiano.
Si adagia sulla sfoglia il Formaggio fresco distribuendolo in piccoli pezzi della grandezza pari a quella di una noce così da coprire in maniera omogenea tutta la superficie. Si procede alla lavorazione dell’impasto rimanente, per ottenere un secondo strato di sfoglia delle dimensioni pari al precedente, che sarà ulteriormente lavorato fino a renderlo sottile, quasi trasparente, e sarà successivamente adagiato sulla base già coperta dal Formaggio.
Si saldano, schiacciandoli, i bordi sovrapposti delle due sfoglie per impedire la fuoriuscita del Formaggio durante le operazioni di cottura. Eventuali lembi di impasto in eccesso potranno essere rimossi con l’ausilio di un coltello o di altro strumento.
Con le dita si pizzica in più punti la sfoglia superiore, formando dei fori.
Si cosparge la “Focaccia di Recco col formaggio” con un filo di olio extravergine di oliva italiano ed, eventualmente, con una spolverizzata di sale. La cottura deve avvenire in forni alla temperatura compresa tra 270° e 320°C per 4-8 minuti, fino a quando la superficie del prodotto non avrà assunto un colore dorato, con bolle o striature marroni nella parte superiore. Il forno deve essere regolato in modo che la parte inferiore sia più calda della superiore. È escluso ogni trattamento di pre-cottura, surgelazione, congelazione o altra tecnica di conservazione.
Ho quindi seguito le indicazioni del consorzio.

Farine e cottura a parte ovviamente. 

Come mix volevo usare lo stesso che aveto usato per la Pasqualina, perché mi sembrava che la pasta fosse abbastanza simile. Sottile, croccante, senza lievito. 
Però.... Però non avevo la Glutafin a casa. E ho provato una cosa che da tanto tempo volevo sperimentare, ovvero sostituire la Glutafin con un amido. Ho usato l'amico di tapioca.
Metterci proprio tutto tutto l'amico a sostituire la Glutafin mi sembrava troppo, così ho fatto un po' e un po'.
L'altro punto critico è quello della temperatura del forno. Il mio forno non può certo raggiungere i 270 - 320 °C di un forno professionale. Così ho usato la refrattaria. 
Il risultato ci ha soddisfatto molto: ha pure un po' sfogliato!!!!

Non è esattamente un piatto per il pranzo di Pasqua. Però per la scampagnata di pasquetta, volendo, sì. Perché se è vero che è buona calda, in realtà è buona anche dopo, al punto tale che mia figlia l'ha molto apprenzata come pranzo al sacco.
Insomma, vedete voi quando mangiarla. L'importante è che la proviate. Merita davvero!

focaccia al formaggio

Focaccia col formaggio (quasi di Recco) senza glutine

Ingredienti
(per una focaccia di 30 cm di diametro circa)
  • 100 g di farina per pane Nutrifree (¶)
  • 50 g di amido di tapioca  (¶)
  • 90 ml di acqua tiepida
  • 15 g di olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di sale
  • 320 g di crescenza

Procedimento
Impastate la farina e l'amido di tapicoa con il pizzico di sale, l'olio, l'acqua calda. Deve risultare una pasta morbida, ma non appiccicosa. Dividetela in due palline e fatele riposare dentro un sacchetto di plastica per mezz'ora.Prelevate una porzione di impasto e tiratela con il mattarello sulla spianatoia infarinata con farina di riso, fino ad avere uno spessore molto sottile, quasi trasparente. Non ho seguito le indicazioni del consorzio di finire di tirare la sfogliandola tirandola con le mani, che peraltro è la stessa tecnica della Pasqualina (l'impasto è davvero molto simile), perché la sfoglia senza glutine si straccia a tirarla con le mani, però pur avendo  usato il mattarello ho ottenuto una sfoglia davvero sottile ugualmente.
Aiutandovi con il mattarello deponete la sfoglia sulla pala abbondantemente infarinata, e cospargetevi sopra metà crescenza distribuendola in piccoli pezzi.
Prelevate l'altra pallina dal sacchetto, e tiratela sempre ottenendo un secondo strato di sfoglia leggermente più piccolo del precedente. Arrotolatelo sul mattarello e stendetelo sopra l'altro strato di impasto cosparso di formaggio.
Sovrapponete e schiacciate i bordi dei due strati, saldandoli per impedire la fuoriuscita del formaggio durante la cottura.
Spennellata la focaccia così' ottenuta con un filo di olio extravergine di oliva italiano e infine pizzicate con le dita la sfoglia in più punti, formando dei fori.
Trasferite la focaccia nel forno preriscaldato alla massima temperatura con la refrattaria dentro a metà altezza.
Ci mette pochissimo a cuocere, meno di dieci minuti. Sarà cotta quando sarà dorata in superficie e cominceranno a comparire delle bolle più scure.
È buona mangiata subito, calda.
Con queste dosi si ottiente una focaccia per due persone, moltiplicate le dosi a piacere a seconda del numero dei commensali.


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living
 .

venerdì 31 ottobre 2014

Un contorno velocissimo per il GFFD

coste

Qui sul blog di contorni ce n'è pochi, perché alla fine sembrano quasi, a parte rari casi, un piatto minore, che non vale la pena di presentare.
E invece è un errore, e lo è soprattutto per me, che vivrei di verdure.
Non a caso da piccola la mia nonna mi chiamava "cunèin", ovvero coniglio, proprio per la mia passione per ortaggi, insalate e affini.

Così un piatto davvero semplicissimo, senza dosi, senza quasi nulla, ma che allieta la mia tavola invernale quando arrivano le bietole, quelle grosse dette coste d'argento, delle quali appunto apprezzo quasi più le coste che le foglie. 
E adesso che comincia a fare freschino, sono davvero un contorno perfetto, saporito e gustoso.

Coste al formaggio 
Ingredienti
  • un mazzo di bietole coste d'argento
  • latte
  • burro 
  • parmigiano 
  • sale
  • pepe di mulinello
Preparazione 
Mondare le bietole separando le coste dalla parte verde, che in questa preparazione non ci servirà.
Lessare le coste tuffandole in abbondante acqua in ebollizione, e lasciandole parecchio al dente. 
Quando si scolano metterle sotto l'acqua corrente, fredda, per fermare la cottura.
In una padella sciogliere una noce di burro, e quando è spumeggiante rovesciarvi le coste. Salare, farle sfrigolare un po', quindi aggiungere un paio di manciate abbondanti di parmigiano grattugiato, una spolverata di pepe di mulinello e un filo di latte. 
Far cuocere all'inizio incoperchiato, finché il parmigiano comincia a filare, quindi scoperchiare per far rosolare il tutto e assorbire il liquido. 
Et voilà! Sono pronte!


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

venerdì 11 luglio 2014

Cocadas, ovvero biscotti al cocco naturalmente senza glutine


Due anni fa avevo pubblicato i coconut macaroons, ricetta che avevo visto da Manu e dall'Araba: sono in realtà un classico della pasticceria anglosassone, e vengono fatti ovunque, dall'Australia agli Stati Uniti.
La traduzione di macaroons è semplicemente amaretti, in effetti il procedimento è lo stesso degli amaretti, solo che al posto della farina di mandorle c'è il cocco.

Poi, sfogliando il mio vecchio quaderno di ricette, quello cartaceo che sarebbe bene riprendessi in mano più spesso, è pieno di cose interessanti molte delle quali ancora da rifare in versione senza glutine (ma mi sto mettendo avanti, eccome se mi sto mettendo avanti!) trovo dei "biscotti al cocco". Ah! Saranno gli stessi. Sì e no. Gli ingredienti, e pure le dosi coincidono, ma il procedimento è un po' diverso.
Mi incuriosisco, cerco, mi documento.
Vien fuori che questo metodo è quello adottato in Sud America, dove questi biscottini, e mi sembra giusto, visto l'ingrediente, vanno per la maggiore. Cocadas, si chiamano.
In pratica sempre di albume, zucchero e cocco si tratta, però prima di tutto si usa il cocco grattugiato fresco e non quello essiccato, e sicuramente il sapore e il profumo ci guadagnano parecchio, e poi zucchero e albumi vengono parzialmente montati a caldo. Una specie di meringa svizzera ma senza arriva in fondo.
Una meringa svizzera interrupta (si lo so, è un po' volgarotta, ma qui non ci legge nessuno, siamo tutti maggiorenni)...

Proviamo a farli. Anzi, sai i' cche? Li provo tutti e due, così facciamo un confronto.

Le cocadas hanno vinto. Sono più chewy, somigliano un po' alla pavlova, e in fondo ci sta. In effetti in alcune ricette ho trovato pure un paio di cucchiaini di amido di mais, ma qui non ce li ho messi.

Se si osserva la foto... La foto! Mi ha fatto ingrullire, ne avrò fatte quarante, tutte sfuocate! Tutti bianchi e brignoccolosi l'autofocus andava nei pazzi, e in manuale, che una volta mi veniva così bene, adesso che sono miope ma oramai anche presbite, e non ho ancora imparato ad usare gli occhiali multifocali, vado nei pazzi io.
Insomma, se osservata la foto la vedete, malgrado lo sfocamento, la differenza. I cocadas sono più lucidi e omogenei dei coconut macaroons.

Che poi alla fine era una cosa che mi è presa così, che sono buoni tutti e due.

E poi si avvicina la finale del mondiale, almeno un dolcetto sud-americano lo vorrete su questo blog, o no?

E domani sera per chi tifiamo? Forza Argentina! 




Cocadas
Ingredienti
(per una ventina di biscottini)
  • 80 g di cocco grattugiato fresco (io cocco rapé, purtroppo) (¶)
  • 70 g di zucchero semolato 
  • 1 albume
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
Preparazione
Preriscaldate il forno a 160 ° C. 
In un pentolino mescolate lo zucchero con l'albume e mettetelo sul fuoco a bagnomaria, sempre mescolando con una frustina; mescola che ti rimescola, a un certo punto vi troverete davanti un composto morbido e bianco, è la meringa che comincia a montare.
E allora così, sul più bello, togliete dal fuoco.

Ma che storia è questa?!?!?!
Ci si stava divertendo?!?
 No, è che io ho fretta, voglio provare a farle, queste cocadas...

Insomma, buttateci dentro il cocco grattugiato, mescolate e aiutandovi con due cucchiaini fate dei mucchietti su una placca per dolci rivestita con carta forno, infornate e fate cuocere per una ventina di minuti: devono diventare dorati solo il bordo e le punte, il resto dovrà restare bianco candido.

Togliete dal forno, aspettate che raffreddino un po', e poi metteteli su una gratella per dolci a raffreddare.

Suggerisco di farne doppia dose, perché uno tira l'altro.

La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/



Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day 

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


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sabato 17 maggio 2014

Casarecce con pesto eoliano, un piatto salutare

pasta al pesto eoliano

Oggi è l'ultimo giorno della bellissima raccolta della Fornostar sulle mandorle.
Ho già presentato una ricetta dolce, e visto lo scarso tempo, pensavo di non riuscire a partecipare in altro modo.
Poi ieri leggo proprio da Stefania la ricetta della pasta con pesto alla trapanese. Che dev'essere squisita peraltro. E mi viene l'illuminazione!
Io una ricetta semplice, veloce, da tutti i giorni con le mandorle ce l'ho.
Il pesto eoliano!!! Che stupida che sono!
Era una delle ricette che avevo preparato per Pasta Garofalo, e i suoi formati gluten free. Mi fa piacere ricordarlo, perché la pasta senza glutine Garofalo è buona, e adesso che sul mercato del senza glutine stanno entrando a pieni giunti tutti i giganti, è bene ricordare che esistono alternative ben più valide dei soliti noti....
Fra l'altro, visto il mood salutista del momento, mi sembra una ricetta adatta: pasta, pomodori, aromatiche, mandorle e pinoli, con il loro concentrato di Omega3.

Insomma, cerchiamo di mangiare meglio.

E sorvoliamo sul fatto che ho appena tolto dal forno una torta... Beate contraddizioni!


Casarecce con pesto eoliano
Ingredienti 
Per quattro persone
  •  320 g di caserecce (¶)
  • 2 cucchiai di mandorle
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 1 spicchio d'aglio
  • 10 foglie di basilico
  • 10 foglie di menta
  • 200 g di pomodorini maturi
  • 1 pezzetto di peperoncino fresco
  • 3 cucchiai di olio extra-vergine di oliva
  • sale
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Sbucciare i pomodori, eventualmente tuffandoli per qualche secondo nell'acqua bollente (con i pomodorini piccoli non è necessario, se sono maturi la pelle viene via benissimo anche a freddo) e privarli dei semi.

Mettere nel mixer le mandorle, i pinoli, le foglie di menta e basilico pulite ed asciugate, il pezzetto di peperoncino e lo spicchio d'aglio. Far andare a intermittenza, finché il tutto non si è completamente polverizzato.

Aggiungere i pomodorini tagliati a metà e l'olio. Accendere nuovamente il mixer, fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiustare di sale.

Mettere tre cucchiai di pesto nella scodella in cui si condirà la pasta.

Nel frattempo cuocere le caserecce al dente, scolarle, versarle nella ciotola, ed aggiungere altro pesto, a piacere.

Servire subito.

Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di mandorle


Questa ricetta è stata realizzata per il progetto Il gusto è un diritto

mercoledì 7 maggio 2014

Insalata di grano saraceno con i carciofi, una ricetta facilmente senza

Insalata di grano saraceno con carciofi

O quanto mi piace la cosiddetta cucina senza.
Va tanto di moda.
Senza glutine, prima di tutto, anche se non si è intolleranti né sensibili al glutine.
Perché, si sa, il glutine fa un po' male a tutti, no? È cosa nota...

E poi senza latticini, che anche il latte fa male. A tutti, a priori.

Anzi, meglio vegano.
Non c'è niente di meglio che dire che una ricetta è vegan.
Vegan è fighissimo.

Io sono perplessa. Sono perplessa perché per me mangiare è una cosa seria.

E per di più sono costretta a mangiare senza a causa di una patologia, la celiachia.
A me il glutine fa male, nuoce gravamente alla mia salute.
Insomma, per me anche la cucina senza è una cosa seria.

Anche il vegetarianesimo e il veganismo sono una cosa seria.
Sono scelte di vita.
Io non ci sono (ancora?) arrivata, ma sono convinta che mangiare tutta la carne che si mangia in occidente sia profondamente sbagliato.
Prima di tutto non è salutare. E già questa  è una cosa seria.
Poi non è ambientalmente sostenibile.
Allevare animali, soprattutto carne rossa, consuma un sacco di risorse. È sempre il solito maledetto secondo principio della termodinamica: trasformare energia non è a costo zero, una parte va sempre sprecata. Allora se invece di mangiare direttamente le verdure dell'orto, le diamo alla mucca, ammazzando quella mucca ci mangiano molte meno persone di quante si nutrirebbero mangiando direttamente quello che le viene dato da mangiare. L'ho detta semplicemente, ma il sugo è questo.

Per tacere di quanto costa riscaldare le stalle, e quanta energia si consuma a trasportare il mangime da dove viene prodotto a dove si trovano le mucche. Insomma, una sporchissima faccenda.
  
Vogliamo poi parlare di cosa si mangia, di quella benedetta mucca? Le fettine, il roastbeef, il filetto. Tutto il resto chissà dove finisce. Lo sappiamo bene, dove finisce. Nel tritatutto del junk food.
Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore non saprei.

Quindi se vogliamo continuare a mangiare carne, bisognerebbe mangiarne meno, e di quel meno mangiare di tutto.
I pezzi meno nobili, la carne dura filacciosa e piena di grasso e nervetti - quella che fa schifo ai miei figli, per intenderci, e anche un po' a mio marito, e a un sacco di gente a parte noi ardita schiera di food-blogger che pur di pubblicare un post scriveremmo anche che ci piace l'insalata di formiche - e il quinto quarto... Santo santissimo MTC che ce l'ha fatto (ri)scoprire.

Quindi ok, riduciamo il consumo di carne. Questo è serio.

Siamo meno spreconi. Anche della carne. Questo è serio.

Cerchiamo di mangiare meglio. Più sano.

Purtroppo costa. Non in termini di soldi, ché di prodotti alternativi che costano un sacco di soldi ma nessuno ci assicura che siano più sani ci saremmo davvero stufati.

CI costa. Ci costringe a cambiare modo di mangiare. Questo è serio. Questo è molto faticoso.

A me piacciono i dolci. Mi piacciono moltissimo. I dolci contengono zuccheri, di ogni tipo.
Contengono zucchero, e carboidrati, che sempre zuccheri sono. E contengono anche molti grassi.
Possiamo rigirarla come ci pare, ma i dolci andrebbero mangiati davvero di rado.
C'è poco altro da dire.

Farsi belli col sol di luglio sostituendo il burro con la margarina, il latte vaccino con quello di riso, lo yogurth con quello di soia, lo zucchero con lo sciroppo di agave, e magari la farina con quella senza glutine, che ci sta sempre bene, è scorretto.

Certo, sarà senza glutine, sarà vegano, ma sempre di un dolce strapieno di grassi e zuccheri si tratta.

Il punto è fare meno dolci, e provare a farli davvero diversamente.

Il punto è mangiare meno carne, e cambiare le proprie abitudini alimentari.

Il punto è rendersi conto che mangiare come mangiamo noi non va bene. Non è etico, non è sano.

Ma cambiare costa.
Perché io non so come fare a ridurre il consumo di carne e mantenere una cucina equilibrata dal punto di vista nutrizionale.
Perché rinunciare ai dolci mi costa un sacco di fatica. 
Come mi costa un sacco di fatica decidere di avere uno stile di vita più sano, e fare una vita meno sedentaria, svolgere attività fisica e tutto il resto. 

È sempre il solito sporco difficile cambiamento.

Costa un sacco di energia, ma se si riuscisse a metterlo in moto ci renderebbe persone migliori.

Altro che ricette senza.

Quella di oggi è una ricetta genuinamente senza, invece. 

Il libro del mese dello Starbook è decisamente sul pezzo di queste mie riflessioni a briglia sciolta.

It's all good, di Gwyneth Paltrow (...) 

O vediamo cosa ne viene fuori.

Questa ricetta viene fuori dal mio frigo. Quel che c'era ci ho messo. Per essere un piatto nutrizionalmente completo mancano le proteine, però è sicuramente senza. Un senza mediterraneo, abbastanza corretto, mi sembra. Semplicissima, ma ottima come primo o in un piatto unico, purché sia accompagnata da qualche proteina, preferibilmente vegetanle

Nota a margine: è un piatto privo di contaminazioni da glutine, che quindi potete offrire senza preoccuparvi di contaminazioni e simili al vostro commensale celiaco, anche se non siete esperti di cucina senza glutine. Un piatto facilmente senza

Insalata di grano saraceno con i carciofi
Ingredienti
(per 6 persone)

  • 300 g di grano saraceno 
  • 200 g di pomodorini ciliegini
  • 5 carciofi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 tazza di olive verdi grosse
  • maggiorana fresca
  • 5 cucchiai olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
  • un limone 

Preparazione
In una padella antiaderente tostare i chicchi di grano saraceno sempre mescolando per 3 o 4 minuti, quindi lessarlo in abbondante acqua salata, per 10 minuti, deve restare molto al dente. Scolare e mettere da parte.
Pulire i carciofi: togliere le foglie più esterne, spuntarli e togliere la barba, tagliarli in spicchi e gettarli via via che si puliscono nell'acqua acidulata con succo di limone, per non farli annerire.
Nel frattempo fai imbiondire lo spicchio d'aglio vestito leggermente schiacciato in due cucchiai d'olio.
Quando i carciofi sono tutti mondati e tagliati, scolarli e metterli nella padella. Farli rosolare senza che brucino, quindi abbassare la fiamma e far cuocere finché non si sono un po' ammorbiditi, devono comunque restare al dente. Togliere lo spicchio d'aglio e cospargere con un po' di maggiorana fresca.
Mettere il grano saraceno nella padella con i carciofi, mescolare bene e far cuocere un paio di minuti, per farlo ben insaporire. Spegnere e tenere da parte.

Lavare e tagliare a metà i pomodorini ciliegini, lasciandoli un po' in uno scolapasta per far scolare l'acqua di vegetazione.

Tagliare a metà le olive e togliere il nocciolo.

 Incorporare i pomodorini e le olive al grano saraceno, aggiungere ancora foglioline di maggiorana, mescolare e far insaporire per bene coperto, a fuoco spento.

venerdì 7 marzo 2014

L'ORA DEL paTÈ A FIRENZE! Lunedì 10 marzo ore 17:30 alla Libreria IBS


http://www.ibs.it/libreria/firenze/fi.html


Lunedì 10 marzo M.me La President è a Firenze, cioè a casa mia, a presentare L'Ora del paté.
Viene alla libreria IBS in via de Cerretani, alle 17:30.
Ci sarò pure il Romanelli, non esattamente cincirinella, che ricordo ai collegi quando insegnavo nella sua stessa scuola.
E pure Andrea Gori, anche lui mica cincirinella. 

Sono parecchio emozionata per questo evento, non tanto perché nel libro ci sono i miei quasi-chapati al grano saraceno, ma perché penso ci dia l'opportunità di promuovere un bel progetto.
Insomma, una bellissima occasione da non perdere

Si potrà pure comprare il libro, il bellissimo L'ora del paté, il caso letterario del secolo. 

E voi, voi ci sarete, VERO?


Per chi ancora non lo sapesse, un paio di dati sul libro, ma mi sembra impossibile che qualcuno ancora non sappia di che stiamo parlando.
  • L'ora del Paté
  • A cura di: M.me La President
  • Illustrazioni: Roberta Sapino / La Chat Egoiste
  • Fotografie: Sabrina de Polo
  • Editore: SAGEP
  • Costo: € 18,0 
  • Collana: I libri dell'MTChallenge (Wow!)
  • ISBN: 978-8863732597
41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissini, muffins, scones chips e tutto quanto fa... la17esima sfida dell'Mtc!

È un libro PARECCHIO bello, PARECCHIO diverso da quello che si vede in giro, con PARECCHIE ricette ma anche PARECCHIE indicazioni utili per imparare a cucinare meglio e con più soddisfazione: trucchi, suggerimenti, idee, spunti...
La grafica è fichissima, i disegni di Roberta una chicca dietro l'altra, le foto eleganti e per niente scontate.

Lo stile poi, è inconfondibile: una scuola di cucina dove davvero si impara facendo e osservando quello che fanno gli altri!

Dovete venire, per comprare il libro e pure per sentire cosa avranno da raccontarci questi importanti signori. 

Per celebrare lo spirito di questa iniziativa, vi propongo anche una ricetta ripresa dal libro, che ho già da un bel po' di tempo.

Ho scelto di rifare la ricetta che apre il volume, Il Paté di fegatini e funghi alla paprika con mele caramellate di Stefania di Arabafelice in cucina!.
L'Araba non necessita di presentazioni, ogni cosa che fa è una meraviglia, e spesso pure furbissima.

Questa ricetta è una ricetta parecchio furba nel senso che è buonissima, di sostanza, e mi ha dato notevoli soddisfazioni, facendomi fare una splendida figura in una cena pre-natalizia.

Paté di fegatini e funghi alla paprika con mele caramellate


Paté ai fegatini e funghi alla paprika e mele caramellate
(da una ricetta dell'Arabafelice in cucina!) 

Ingredienti 
(Per sei persone) 

Per il paté
  • 300 g di fegatini di pollo
  • 300 g di funghi champignon
  • mezza cipolla bianca
  • uno spicchio d'aglio
  • un cucchiaino di paprika dolce (¶)
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale 
  • olio extravergine di oliva
  • 60 g di burro
Per la finitura
  • una mela Granny Smith
  • burro
  • miele 
  • sale
  • pepe bianco
  • pane toscano, per accompagnare
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
    Paté di fegatini e funghi alla paprika con mele caramellate

    Preparazione
    Far sciogliere su fuoco medio un paio di cucchiai di olio, e unirvi lo spicchio d'aglio e la cipolla tritata.
    Aggiungere i fegatini e farli saltare a fuoco vivo.
    Unire quindi i funghi a fettine e la paprika, sfumando poi con il vino.
    Abbassare il fuoco, aggiungere un cucchiaino di sale e far andare per una decina di minuti, il liquido dovrà evaporare ma non completamente.
    Far raffreddare completamente, quindi versare il tutto nel robot con le lame e frullare.
    Con le lame in funzione aggiungere il burro, un pezzetto alla volta in modo da ottenere un composto omogeneo.
    Aggiustare eventualmente di sale e mettere in frigo per almeno quattro ore, coperto con pellicola a contatto.

    Paté di fegatini e funghi alla paprika con mele caramellate

    Per le mele caramellate, sbucciare ed affettare la mela a spicchi non troppo sottili..
    Sciogliere poco burro in un padellino, unire le fettine di mela e farle saltare qualche minuto.
    Unire poco miele e cuocere finchè saranno dorate.
    Salarle e peparle.
    Comporre quindi il crostino abbrustolendo leggermente una fetta di pane di segale, adagiandovi sopra una fettina di mela e quindi una cucchiaiata di patè.

    Mie note:
    nessuna, è solo una grande bontà!
    %%%%%%%%%%%%%
    Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day, la grande iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

    Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.
    Cliccando sul banner verrete indirizzati alla pagina dove lasciare i link delle vostre ricette.

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    venerdì 14 febbraio 2014

    Parfait ai lamponi senza glutine per il 100% Gluten Free (fri)Day

    Parfait ai lamponi

    Ricettina rosa romanticissima per appropinquarsi come si deve a San Valentino, festa che a una quasi quarantottenne madre di famiglia e oramai sposata da secoli non immaginate quanto interessi...

    Però, dato che sono pure parecchio golosa, ve la propongo lo stesso, perché era parecchio buona e goduriosa.

    È una ricetta che avevo pubblicato per lo Starbooks di maggio, quello sul best-seller di Lorraine Pascal  Home cooking made easy, e mi ero sempre ripromessa di ripubblicare anche qui, come promemoria: facciamo così tante ricette che rischiamo di dimenticarci pure quelle più buone!

    E così ne approfitto per segnalare, proprio oggi che è San Valentino, Con amore, senza glutine, il nuovo pdf di Gluten Free Travel & living







    Parfait ai lamponi
    (ispirato a L. Pascale – Home Cooking Made Easy – HarperCollins)

    Ingredienti 
    (Per quattro persone)
    Per una pagnotta
    • 250 g di lamponi surgelati (io freschi) + altri freschi, per servire
    • 110 g di zucchero semolato
    • 120 g di albumi freschi
    • 200 g di panna da montare
    • i semi di un baccello di vaniglia 
    Strumenti utili
    1 stampo da cale 10 X 25 cm
    planetaria o fruste elettriche
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

    Preparazione
    Rivestire lo stampo di pellicola facendola sbordare da tutti i lati, e mettere da parte.
    Frullare i lamponi con un mixer: se vi danno noia i semini passare al setaccio, ma io non l'ho fatto.
    Preparare una meringa italiana.
    Cominciare a sbattere gli albumi con le fruste o, meglio, nella planetaria.
    Mettere lo zucchero e 30 g di acqua in un pentolino e far bollire finché lo sciroppo raggiunge i 121 °C (grande bolla). A questo punto versarlo ancora bollente sugli albumi, e continuare a sbattere finché il composto non si è totalmente raffreddato e ha raggiunto un aspetto lucido e una consistenza di meringa. Tenere da parte.

    In un'altra ciotola montare la panna a neve ben ferma, quindi aggiungere i semini di vaniglia.

    Mescolare la meringa italiana con la panna montata, e per ultimo incorporare lo sciroppo di lamponi, mescolando ma non troppo: non deve assumere un uniforme color rosa ma deve mantenere l'aspetto marmorizzato.

    Versare il composto nello stampo rivestito di pellicola, sbatterlo per assicurarsi che non si formino bolle, quindi metterlo in freezer finché non si è solidificato.

    Togliere dal freezer 10 minuti prima di servire, sformare su un piatto da portare, tagliare a fette e servire accompagnato da lamponi freschi.

     %%%%%%%%%%%%%

    La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

    http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

    Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, la grande iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

    Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

    gluten_free_friday

    venerdì 6 dicembre 2013

    Pasta al pesto di cavolo nero per il 100% Gluten Free (fri)Day

    PASTA PESTO CAVOLO NERO

    Loro sono stati uno dei primi blog di cucina che ho avuto la fortuna di incontrare, cinque anni fa.
    Sono rimasti un'isola felice, coerente, fedele a se stessa.
    Quando passo da loro sono sicura che leggerò qualcosa che mi piace, col quale mi sento in sintonia. E non parlo solo delle ricette, anche se pure sulla cucina mi sono stati mentori: il primo pan brioche è merito loro. E il primo pain d'epices. La lonza arrabbiata è diventato un classico a casa nostra. 
    Eppure su questo blog ci sono pochi tributi ai Cuochi di carta. Questo è male.

    Cerco di porre rimedio oggi, il 100% Gluten Free (fri)Day, iniziativa alla quale hanno molto gentilmente e con il consueto understatement deciso di aderire.

    Questa pasta l'ho vista sul loro blog nemmeno dieci giorni fa, ed è la seconda volta che la rifaccio. Ho fatto miei i loro suggerimenti (passare al mixer il cavolo, così viene un pesto cremoso) e oggi ho aggiunto della ricotta salata, che devo dire ci sta proprio bene, anche se "declassa" il piatto da vegano a semplicemente vegetariano. 

    Grazie Kat, grazie Remy, un giorno o l'altro vorrei proprio venirvi a trovare nella vostra bellissima regione che sono sicura sentirei un po' casa.

    Ne approfitto anche per fare gli auguri alla mia amica Michela, che sta dall'altra parte del globo da tanti anni, lì ha cresciuto le sue figlie e si è costruita una vita, ma per me è ancora la mia carissima Michela di quando eravamo entrambe (un po' più) giovani, con la sua ironia e la sua capacità di affrontare con un sorriso, sdrammatizzando, ogni difficoltà.
    Buon Compleanno Michela! 

    Questo post è grande e accogliente, penso che ci possiate stare tutte e tre, Kat, Remy e Michela, e sono anzi sicura che andreste parecchio d'accordo.

    Pasta al pesto di cavolo nero, pomodori secchi e nocciole
    (da una ricetta dei Cuochi di Carta)
    Ingredienti (per 4 persone)
    • 320 g di pasta senza glutine (io casarecce integrali Nutrifree) (¶)
    • un cespo di cavolo nero non troppo grande
    • 4 pomodori secchi 
    • un paio di fette di pane secco (¶)
    • un paio di manciate di nocciole
    • olio extra-vergine di olive
    • 1 spicchio d'aglio
    • ricotta salata
    • sale
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.


    Preparazione
    Mondare il cavolo nero, togliendo la costa centrale e lavandolo bene sotto l'acqua corrente (il mio, essendo del G.A.S., va pulito con attenzione, perché spesso sono presenti ecologicissimi ma non edibili ospiti), quindi lessarlo in poca acqua.
    Quando è tenero, scolarlo, farlo raffreddare un po' e tritarlo.

    Nel frattempo far rinvenire i pomodori (se non sono sott'olio) in un pentolino di acqua a bollore.

    Far prendere il bollore all'acqua per la pasta.

    Tritare grossolanamente le nocciole e ridurre a dadini piccolissimi il pane secco.
    In una padella far dorare uno spicchio d'aglio con un po' di olio extra-vergine di oliva quindi ripassarci il cavolo nero e i pomodorini tagliati a listarelle sottili. Eventualmente aggiungere qualche cucchiaio dell'acqua di cottura della pasta.

    In un altro padellino tostare con poco olio i dadini di pane con le nocciole per un paio di minuti (non devono assolutamente bruciare)

    Passare al mixer il cavolo nero insieme a un cucchiaio di nocciole e un po' d'olio fresco e rimetterlo in padella.

    Quando la pasta è cotta, ma ancora molto al dente, scolarla lasciando da parte una tazza dell'acqua di cottura.

    Mettere la pasta in padella e mescolarla con il pesto di cavolo nero, aggiungendo via via un po' di acqua di cottura.

    Impiattare mettendo su ogni porzione un po' di nocciole e pane tostati, e una bella spolverata di ricotta salata grattugiata.
     %%%%%%%%%%%%%

    Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living, per condividere la buona cucina senza glutine con tutti, celiaci e non.

    Le regole oramai dovreste saperle, ma vi lascio il nostro banner perché è sempre meglio ripetere.

    gluten_free_friday

    Semplice, no?
    E allora, vi aspettiamo in tanti per il 100% Gluten Free (fri)Day! #GFFD

    sabato 23 novembre 2013

    Un secondo povero per l'MTC: polpette alle castagne, ovviamente senza glutine

    polpette di castagne bietoline in agrodolce

    Approfittando di un pomeriggio children-free, ce ne usciamo a braccetto per cercare i regali di Natale...

    Le finanze sono quelle che sono, ma ce la possiamo fare.
    In fondo c'è la crisi, no? Anche i negozi del centro, dove non vado più da anni, si saranno adeguati alla situazione.

    Prima tappa, un noto grande magazzino. Troveremo qualcosa per la suocera, una sciarpa per la cognata?

    "Bellina questa sciarpina! Anche se non so, magari è un po' poco..."
    "Poco?!?! 119€ ti paiono pochi?!?!?!?"
    Passiamo oltre...
    Le sciarpine sembrano essere gli oggetti più cari del creato, i 119€ di cui sopra non erano un'eccezione....

    Vogliamo parlare dei golf? Sotto i 100€ non c'è praticamente nulla, se non cosucce che sinceramente non mi metterei nemmeno io, nota sciamannata poco attenta al vestire.

    Un profumo? No, lasciamo perdere. Dopo la prima bottiglina minuscola a 120€... meglio lavarsi una volta di più! Ma con un sapone del supermercato, che anche i saponi, qui...

    Al reparto-casa va un po' meglio, qualcosa di abbordabile c'è, ma la presenza di ben tre libri della Parodi mi disamora definitivamente del luogo, e trascino fuori mio marito. Ai regali ci penseremo un'altra volta...

    Boh... Io lavoro, mio marito lavora, siamo due persone normali, ma, lo dico senza vergogna, non ce lo potremmo permettere di fare regali alla famiglia tutta spendendo fra i 100 e i 150 € ciascuno. Forse la famiglia è un po' numerosa, ma queste cifre mi sembrano spropositate. Di un consumismo spaventoso.
    In un momento storico in cui il consumismo non è proprio più una virtù.
    Mi vergognerei a spendere tutti questi soldi per dei regali di Natale, anche se ce l'avessi. 
    ...
    ...
    ...
    ...
    La prossima volta che i figli vanno agli scout, molto meglio un po' di sano sesso (si potrà dire sesso su un blog di cucina?)

    Tanto, quest'anno, in realtà come risolvere un bel po' di regali di Natale già lo so.
    E non saranno i soliti biscotti... ;-)

    Visto che siamo in tema di cucina low-cost, oggi polpette.Ma polpette di castagne! 
    La ricetta viene da un libro, il solito, "La farina di castagne della Val Bisenzio", e ci ho messo le bietoline del G.A.S. che sono buonissime e possono rendere sfiziosa anche una polpetta.

    Polpette alle castagne con bietolina in agrodolce
    Ingredienti
      • 380 g di castagne
      • 300 g di carne di maiale macinata
      • 1 uovo
      • sale
      • pepe
      • pangrattato senza glutine (¶)
      • timo
      • 2 mazzi di bietolina
      • 1 cipolla rossa
      • 1 manciata di uvetta
      • 40 g di pinoli
      • 1 peperoncino fresco
      • olio extra-vergine di oliva
      • olio di arachidi per friggere
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

        Preparazione
        Sbucciare le castagne e lessarle in abbondante acqua salata. Scolarle, togliere la pellicina e passarle al passapatate. Far raffreddare la purea.
        In una scodella mescolare con le mani la polpa di maiale macinata, la purea di castagne, l'uovo intero, un paio di pizziconi di sale, una grattata di pepe e le foglioline di tre rametti di timo.
        Formare delle polpettine abbastanza piccole, passarle nel pagrattato e friggerle in olio di arachidi bollente ma non troppo caldo (essendo fatte di carne cruda ci mettono un po' a cuocere e se l'olio fosse troppo caldo rischierebbero di bruciare). Tenere al caldo.

        Nel frattempo mondare le bietole, lavarle e farle lessare al dente senza aggiungere acqua.
        Tagliare a fette molto sottili una grossa cipolla rossa, e farla appassire in un paio di cucchiai di olio di oliva senza assolutamente bruciare in una padella anti-aderente, aggiungendo anche i pinoli, l'uvetta e il peperoncino.
        Quando la cipolla è appassita aggiungere le bietole grossolanamente tagliate e ben scolate.
        Aggiustare di sale, far insaporire e asciugare bene.
        Servire con le polpettine.

        Con questa ricetta partecipo alla sfida di novembre 2013dell' MTC.
        La ricetta originale della signorina Pici e castagne

        MTC di novembre 2013

        giovedì 7 novembre 2013

        Garibaldi biscuits senza glutine direttamente dal 1861


        Ieri era per me giornata di Starbooks.
        Il libro a cui ci dedichiamo questo mese è un libro dolcissimo, adatto per avvicinarsi alle feste, Delia's Cakes di Delia Smith.
        Abbiamo appena cominciato a sperimentarne le ricette, ma per ora è un 100% di consensi: ieri una buonissima torta di pere con streusel magistrarlmente preparata dalla Ale Only Kitchen, oggi questi patriottici biscottini: una vera bontà d'altri tempi, ogni volta che li metterete in bocca vi sembrerà di essere trasportati in pieno ottocento, per le strade di una cittadina inglese, sentirete i cavalli che trottano sull'acciottolato della strada e vedrete due ragazzette con la gonna larga che giocano a volano nel parco. 

        Rinasco, rinasco del milleottocentosessantuno!

        Per questo viaggio nel tempo, andate subito a leggere la ricetta sullo Startbooksblog.

        lunedì 23 settembre 2013

        Pane magico senza glutine per una magica giornata fiorentina


        In questi giorni si svolgono nella mia città, Firenze, i mondiali di ciclismo. Nelle scorse settimane siamo stati bombardati, forse giustamente, da messaggi un po' terroristici sui problemi che ci sarebbero stati alla mobilità urbana.
        Ci siamo tutti spaventati, e così le scuole hanno un orario ridotto, le riunioni non indispensabili sono state rimandate, le attività pleonastiche soppresse.
        E soprattutto, oggi molti fiorentini, timorosi di trovarsi in code chilometriche di ore e ore, hanno semplicemente lasciato a casa la macchina: c'è chi è venuto al lavoro in autobus, chi ha preso la bici, chi si è mosso a piedi.
        Risultato? Firenze era meravigliosa come non me la ricordavo da anni, forse dalle domeniche dell'austerity di quando ero bambina.
        Complice una giornata di settembre così bella come ce ne sono di rado, splendeva nel silenzio delle poche macchine, che quasi si vergognavano di girare.
        E gente a giro ce n'era eccome, solo che non era stipata nelle orribili scatolette. Camminava, passeggiava, pattinava, pedalava. Mediamente, sorrideva.
        Firenze è una città piccola, e quasi tutta in piano. Volendo, potremmo muoverci quasi tutti in bici quando c'è il sole, e in autobus quando piove.
        Se facessimo così, anche gli autobus arriverebbero in orario, e magari le corse verrebbero potenziate.
        I have a dream...
        Detto da me, che mi muovo quasi sempre in macchina, quindi ho le mie belle contraddizioni da espiare.

        Insomma, giusto un'idea, nata da una giornata bellissima, in cui ho fatto cose normali: andare a lavorare, accompagnare i figli alle solite attività sportive, cucinare, fare la spesa. Il tutto incredibilmente con più gioia.
        Ah... Non sono stata praticamente mai al computer, a parte stasera. Che anche quello abbia il suo peso, nello stress e nel cattivo uso delle risorse di tempo?

        Mostrando la mia totale incoerenza, vi offro oggi un panino tipico da pranzo veloce. Reso un po' particolare dal pane home-made e dalla presenza della pesca, che lo addolcisce.

        Anzi, ci tengo a segnalarvi proprio il pane, ispirato al pane magico di Hugh Fearnley Whittingstall, ma con le mie varianti. Il risultato è buonissimo, un pane non lievitato, molto molto morbido, che si presta sia a fare piadine come questa, sia come accompagnamento a cibi di varia natura (nei prossimi giorni ve lo proporrò abbinato a uno splendido curry vegetariano, ad esempio).
        Ve lo consiglio davvero, è una squisitezza, ed è velocissimo da fare.

        La ricetta è una delle tante ricette che potrete trovare sul mio libro Il pane gluten free.



        Il pane gluten free
        Pubblicato da Giunti Editore


        Vi rifilo le due ricette in un colpo solo. Il mix di farine è quello di Olga e Manu per pani e focacce, ma con l'aggiunta di un po' di farina di grano saraceno che in questo tipo di pani a me piace molto.


        Pane magico al latticello (e piadina con pesche, bresaola e rucola)
        Ingredienti
        Impasto
        • 140 g di preparato per pane Bi-Aglut (¶)
        • 50 g di farina Coop per dolci e pane (¶)
        • 60 g di Glutafin Select (¶)
        • 50 g farina di grano saraceno (¶)
        • 250 g di latticello
        • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
        • 1 pizzico di sale
        • 2 g di lievito di birra liofilizzato
        Farcitura:
        • 50 g di bresaola (¶)
        • rucola
        • 1 pesca nettarina
        • sale
        • olio extravergine di oliva
        Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

        Preparazione
        Preparare il pane magico:
        Mescolare le farine e il lievito di birra liofilizzato. Setacciare e aggiungere pian piano, mescolando, il latticello a temperatura ambiente.
        Quando si è un po' amalgamato, aggiungere il sale, e l'olio. Mescolare prima con un cucchiaio quindi con le mani, aggiungendo eventualmente un po' di farine, ma senza avere fretta, perché la farina di grano saraceno assorbe parecchi liquidi, ma abbastanza lentamente.
        Lasciar riposare una mezzoretta in una ciotola coperta, quindi trasferire in frigo coprendo la ciotola con pellicola. Lasciar riposare parecchie ore (io la faccio la sera per la mattina).
        La mattina dopo estrarre l'impasto dal frigo, farlo "riavere" per una mezzoretta e poi usarlo a piacere:
        io ne ho fatte due versioni: o delle piadine sottili, stese con il mattarello, che ho fatto poi cuocere su una padella arroventata, senza assolutamente grassi. Quando comincia a gonfiare, l'ho girata e usata subito. Tempo di cottura: pochissimi minuti.
        Un'altra opzione è quella di fare delle focaccine un po' più spesse (ma comunque non troppo spesse) e cuocerle sempre sulla teglia arroventata. Non gonfiano come la piadina ma restano comunque molto morbide e appetitose, come accompagnamento a cibi un po' sugosi o a salsine varie, tipo hummus, in un mezze.

        Farcire la piadina: Ho semplicemente grigliato sulla bistecchiera le fette di pesca, e ho farcito la piadina con la bresaola, la rucola e le fettine di pesca grigliate, il tutto condito semplicemente con sale e olio extravergine. Se piace, cospargere le pesche con un po' di paprika dolce.


        Domenica è stata anche la giornata dello Starbooks.
        Ed avevo preparato un hummus di carote, che, anche se non era perfetto al 100%, stava benissimo con il pane magico (ma nella foto il pane magico era ormai finito e l'hummus è proposto con semplice pane).


        L'autore è il solito Hugh Fearnley Whittingstall, per il quale mi sono presa un po' una cotta :-)
        Lo rivedrete su questi schermi, infatti, e ovviamente su quelli dello Starbooks.

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