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domenica 14 febbraio 2016

Castagnaccio con crema di ricotta al miele

Castagnaccio naturalmente senza glutine con ricotta al miele

Leggevo che Gaia di Profumo di mamma (per inciso, complimenti per gli splendidi cioccolatini!) è stata istigata a partecipare all'MTChallenge proprio dalla sfida sul pane dello shabbat di Eleonora. La capisco: è una delle sfide che ho amato di più, e non a caso in quell'occasione avevo prodotto addirittura quattro ricette, un record assoluto per me. Confesso, dopo un po' di anni, che in quell'occasione ci un po' avevo sperato. Come un altro paio di volte, non di più.
Però da un certo punto in poi ho avuto la certezza che non avrei mai vinto: nelle sfide tecniche non sono abbastanza tecnica, in quelle creative non abbastanza creativa. E quando conta un insieme di queste cose, unito alla capacità di scrittura, non sono abbastanza creativa nello scrivere.
Incredibilmente, questo non mi ha fatto smettere di partecipare, ma mi ha messo la coscienza in pace. Proprio la consapevolezza che non vincerò mai mi permette di partecipare con olimpica serenità, fare quello che mi piace e non quello che penso potrebbe piacere ad altri.
Ad esempio in questa bellissima sfida sul miele di Eleonora e Michael avevo avuto un paio di idee che probabilmente sarebbero piaciute di più ai giudici (dico probabilmente, ma mica ne sono certa). Una di queste una ricetta che sono anni che vorrei provare, lo sfratto del Goym (non a caso feci addirittura una scheda per Gente del Fud su questa specialità) dolce di origine ebraica tipico di Pitigliano, di cui attualmente esiste un unico produttore, ed è presidio Slow Food. È uno di quei dolci pieni di miele e frutta secca, con una bella storia alle spalle. Ci penso, ci ripenso e poi decido che no, non lo faccio, perché a casa mia non lo mangerebbe nessuno, troppo dolce, troppo ricco, troppo troppo. Se c'è una cosa di cui sono certa è che non voglio più cucinare per il blog, ma cucinare per me e la mia famiglia. Con serenità
Quindi niente sfratto del Goym, anche se era un dolce molto interessante (se poi mi verrà voglia di rifarlo lo proverò fuori concorso).

Altre ricette mi affollano la mente ma alla fine la scelta ricade sulla più semplice di tutte: il mio castagnaccio.
Che è mio non per famiglia ma perché è un dolce povero, semplice ma che amo appassionatamente.
Mi insegnò a farlo un caro amico, venticinque anni fa, e da allora si fa così.
Tranne una piccola aggiunta, che mi permette di usarlo per questa sfida: un paio di cucchiai di miele di castagno uniti alla pastella, per esaltare il profumo "castagnolo" e enfatizzare la nota dolce (zucchero non ce ne va nemmeno un pizzico).
È un po' una forzatura, perché il castagnaccio è uno di quei dolci poveri, in cui non ci andrebbe niente di più di quello che è strettamente indispensabile, ma tant'è. Noia non dà, troppo dolce non diventa, esalta il profumo.
L'altra piccola elaborazione è stata accompagnarlo con una crema di ricotta insaporita di nuovo con miele di castagno e scorze d'arancio (che nelle foto non si vedono non so perché ma ci sono, lo giuro!) che richiamano i necci, piatto tipico dell'appennino pistoiese e garfagnino, simil-pancake con farina di castagne che si mangiano appunto accompagnati dalla ricotta.
C'est tout.
Semplice, di montagna.
Abbastanza salutare, anche se non troppo perché mi diceva un amico diabetico che la farina di castagne ha un indice glicemico molto elevato e loro non la possono assolutamente mangiare.  Però almeno ci sono pochissimi grassi, niente zucchero (a parte i due cucchiai di miele), niente schifezze, nemmeno le uova ci sono. A proposito: ma è kasher oppure no? Illuminatemi Eleonora e Michael!

La cosa essenziale, quando si fa il castagnaccio, è usare ingredienti buoni.
Prima di tutto la farina di castagne, che è un prodotto molto deperibile con un sapore estremamente variabile a seconda di come è stata fatta e conservata.
Io ho usato della farina fatta da un produttore locale, facendo seccare le castagne con legna di castagno, macinata a pietra in un molino usato solo per castagne. Non è certificata senza glutine ma di fatto lo è, dato che conosco il produttore e il processo produttivo. È dolcissima, profumatissima, senza nessun retrogusto amaro. Per conservarne le caratteristiche il più a lungo possibile la tengo in freezer. Purtroppo è quasi finita, mi resta la dose per solo un altro castagnaccio.
Anche il miele di castagno è prodotto da un produttore locale, che conosco, le arance sono biologiche, anche se non a km 0. Pinoli e noci sono del supermercato, probabilmente i pinoli russi e le noci mi pare francesi. Il rosmarino sarà pieno di polveri sottili, visto che viene dal mio balcone :-)
La ricotta è di nuovo di un produttore locale, biologica, buonissima.

Castagnaccio naturalmente senza glutine



Castagnaccio
Ingredienti
(per una teglia da 30 X 40)
  • 500 g di farina di castagne (¶)
  • 100 g di pinoli
  • una decina di noci
  • 100 g di uvetta sultanina
  • 2 o 3 rametti di rosmarino
  • olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiai di miele di castagno 
  • la scorza di mezza arancia non trattata finemente tritata
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

    Procedimento
    Setacciare la farina di castagne in una ciotola capiente, e aggiungere acqua finché si ottiene una pastella densa ma non troppo, stile quello che si usano per friggere. Dosi non ne do, dipende troppo dal tipo di farina.
    Mescolare bene con una frusta, per evitare grumi. Quando si è amalgamata bene, senza nessun grumo, unire due cucchiai di miele di castagno, la scorza d'arancia e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
    Ungere la teglia per dolci e versarci sopra la pastella.
    Cospargere la superficie con rametti di rosmarino, pinoli, uvetta e gherigli di noci grossolanamente tritate.

    Infornare sul ripiano più basso del forno precedentemente riscaldato a 180 °C. Cuocere per un'ora circa, finché si è ben asciugato e si sono formate molte crepe.

    Togliere dal forno e far raffreddare nella teglia.

    Servire a temperatura ambiente, si conserva un paio di giorni.


    Crema di ricotta al miele
    Ingredienti
    • 300 g di ricotta
    • 5 cucchiai di miele di castagno
    • la scorza di mezza arancia non trattata finemente tritata

    Castagnaccio naturalmente senza glutine con ricotta al miele

    Scolare per un paio d'ore la ricotta in una setaccio a maglie fini.
    Passare la ricotta allo stesso setaccio.
    Unire il miele, la scorza d'arancia e sbattere con una frusta per amalgamare e rendere la ricotta cremosa.
    Conservare in frigorifero.

    Servire ogni fetta castagnaccio con un paio di cucchiai di crema alla ricotta.
     

    La ricetta del castagnaccio è tratta dal mio libro Il dolce gluten free pubblicato da Giunti Editore

    http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

    Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 54 di febbraio 2016 dell' MTC.
    La ricetta originale di Eleonora Colagrosso e Michael Mayer del blog Burro e Miele



    sabato 2 gennaio 2016

    Tempo di bilanci


    Tempo di bilanci: quest'anno compirò 50 anni, oramai sono cresciuta. 

    In questi primi giorni dell'anno, grazie alla relativa calma vacanziera, mi sono guardata indietro e ho visto la strada che ho percorso in questi anni. Nel quotidiano la visione d'insieme ci sfugge sempre, e mi sono resa conto di non averla mai raccontata in questo blog.

    Tutto quello che ho fatto l'ho fatto con passione, divertendomi, incazzandomi, stancandomi tantissimo, ma ne è valsa la pena.
    Tante soddisfazioni, e tante nuove consapevolezze: che non si può mai dare niente per scontato, che quando si volta pagina bisogna riconquistare il proprio spazio, che c'è sempre qualcosa da imparare, che le persone non sempre sono quello che sembrano.
    Banalità, ma che si comprendono davvero solo quando si sperimentano in prima persona.

    Non so se riuscirò a tenere questo ritmo ancora a lungo.

    Perché c'è il mio lavoro vero, la mia famiglia, e tutto il resto che è grande.
    Perché a cinquant'anni non si può scherzare con la propria salute: fare le tre per finire di scrivere un articolo o correggere un compito, e poi andare la mattina dopo a scuola pimpante può costare caro. Per ora è andata bene, ma sento di dovermi dare una calmatina.

    D'altronde non possono essere tutti anni incredibili come questo.

    Da dove comincio?

    Da dove tutto è iniziato, da questo blog. Langue un po'. Pubblico in modo discontinuo, e non curo per niente le pubbliche relazioni.
    Se qualcuno intanto vuol mettere un Mi piace sulla pagina Facebook del blog, non nego che mi farebbe piacere. 

    Beh... e i libri. Sono la cosa più importante che ho fatto.

    Tralasciamo Il dolce gluten free, che risale a ottobre 2014, e che mi dà un sacco di soddisfazioni.

    Ad ottobre 2015, ho pubblicato, sempre per Giunti Editore, Il pane gluten free

    http://www.amazon.it/gluten-free-pizze-focacce-fatte/dp/8844046458

    Volume interamente dedicato al pane, contiene circa 70 ricette ma anche una parte introduttiva sulle tecniche della panificazione generali, e specifiche per il pane senza glutine. Un libro esaustivo, con molte ricette di base, alcune più difficili e diverse escursioni nella panificazione del mondo.

    Poi, insieme al collettivo di Gluten Free Travel & Living, sempre ad ottobre 2015 abbiamo pubblicato per Gribaudo Gluten free per tutti i gusti.

    http://www.amazon.it/Gluten-free-per-tutti-gusti/dp/8858013891/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1451735654&sr=1-1&keywords=gluten+free+per+tutti+i+gusti

    Il titolo è davvero esplicativo, il volume contiene 70 ricette sia semplicemente senza glutine, ma anche vegane, vegetariane, senza lattosio, senza proteine del latte, senza zuccheri aggiunti.
    Un libro bello, utile e divertente, a cui ho contribuito con entusiasmo e piacere.

    Quest'anno è uscita anche la rivista FREE, edita da RCS ed interamente dedicata al gluten free.
    Ho collaborato a FREE, insieme al collettivo di Gluten Free Travel & Living, sia scrivendo ricette, che articoli di cucina e di viaggi.
    Su FREE anche una mia intervista e la recensione del mio primo libro.
    Sotto un collage delle ricette che ho ideato per FREE nel 2015.


    Ho collaborato anche a Cucina gluten free, una nuova rivista dedicata al senza glutine, con alcune ricette.


    Collaboro con Celiachia oggi, storica rivista del senza glutine, che ha ospitato mie ricette, recensioni del libro, interviste.


    Partecipo attivamente a diversi PROGETTI WEB.

    Scrivo per Piattoforte, il portale di cucina di Giunti editore.

    http://www.giunti.it/autori/gaia-pedrolli/

    Su Piattoforte troverete una cinquantina di mie ricette, ed anche altro (ad esempio recensioni, interviste, etc...)

    Faccio parte di Gluten Free Travel & Living. Della redazione e dell'associazione.

    http://www.glutenfreetravelandliving.it/problemi-di-crema/


    Pubblico essenzialmente articoli scientifici (ad esempio sulla fisica della maionese, sui problemi della crema e sui fluidi non newtoniani): l'elenco completo lo trovate qui

    Sono una Starbooker, dal 2012
    http://starbooksblog.blogspot.it/

    Negli anni abbiamo recensito 30 libri di cucina, in modo puntuale, preciso e intransigente.

    Sempre dal 2012, sono una delle Cuoche di D

    http://la.repubblica.it/cucina/autore/gaiapedrolli-467/

    Su D|Ricette potete trovare più di 200 ricette a firma mia.

    Da tempi immemorabili partecipo anche all'MTChallenge, anche se non ho mai vinto una sfida (mannaggia!!!)

    Muovermi non mi è semplice, ma quest'anno sono anche riuscita ad andare al Gluten Free Fest a presentare il mio libro.

    Collaboro come volontaria con l'Associazione Italiana Celiachia Toscana, dando una mano quando posso nei corsi di cucina che l'associazione organizza a Firenze. È un grande piacere collaborare con AIC, e con il gruppo delle Coche senza glutine.


    Non ha strettamente a che fare con la cucina, ma in realtà un po' sì: faccio orgogliosamente parte del CNGEI, gli scout laici, e quando posso vado a farmi un giro in cambusa.

    http://www.scoutfirenze.it/

    La fava tonka non è di casa, e il più delle volte si tratta di cucinare una pasta al pomodoro o una frittata, ma soddisfare 30 o 40 bambini non è che sia proprio facilissimo, e quando si riporta la teglia in cucina vuota, e i bambini ti dicono che era buono, è una grande, grandissima soddisfazione!

    È tutto. Per me è molto. Sono assai contenta, anche se un po' stanchina.

    In questi giorni mi riposo, poi vedremo.

    Di ricette se ne riparla lunedì.

    Un'ultima cosa però va detta, in questo bilancio: io sono faccio niente in solitudine, non ne sono capace, né mi piacerebbe.
    Ci sono tantissime persone che dovrei ringraziare per aver percorso un pezzo di strada insieme quest'anno.

    Grazie a tutti, per avermi sostenuto in questo anno così ricco di soddisfazioni!!!

    mercoledì 23 settembre 2015

    Torta di carote senza glutine

    Torta di carote

    Qui si ricomincia. Con scarsa convizione e molta confusione (in testa e nella vita).

    Le cose sembrerebbero procedere per il meglio, ma mi sento molto strana.
    Probabilmente sono i figli che crescono. Le mamme sicuramente invecchiano. 

    Questa torta era una di quelle che avevo fatto per la presentazione del mio libro, a gennaio scorso.
    Piacque tantissimo, ed è stata più volte replicata.
    D'altronde, i dolci con le mandorle piacciono sempre, che vengano dall'Alpi o dalle Piramidi. Caloricissima, ma di un buono che non si dimentica.
    È un classico fra le tedescherie, non a caso la ricetta me l'ha data Ruggero, trentino di Cavalese, che ringrazio tanto e tanto e tanto.
    In realtà la torta di carote è presente in molti paesi: negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, la famosa carrot cake molto speziata e spesso farcita con ricchissime creme al burro o al formaggio, in Francia, il gâteau à l'argovienne con le nocciole, nella pasticceria tedesca, il Karottenkuchen, e chissà quante altre. Questa versione è particolarmente adatta ai celiaci in quanto priva di farina: la farina è interamente sostituita dalle mandorle, e questo dà luogo a un dolce particolarmente profumato, ricco e friabile.


    E ora vai con la ricetta!

    torta di carote

    Torta di carote
    Ingredienti
    (per una tortiera da 20 cm di diametro, per una teglia rettangolare 20 X 30 cm bisogna raddoppiare le dosi)

    Tempo di preparazione: 30 minuti
    Tempo di cottura: 45 minuti

    Ingredienti
    Per una tortiera di 20 cm di diametro

    150 g di carote grattugiate
    150 g di mandorle sbucciate ma non pelate
    3 uova
    150 g di zucchero semolato
    la scorza di un limone non trattato
    2 cucchiaini di succo di limone
    10 ml di rum
    un cucchiaino di cannella in polvere (¶)
    un pizzico di sale
    zucchero a velo (¶)

    burro e pangrattato (¶) per la tortiera 

    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

    Preparazione 
    Tritate le mandorle nel mixer in modalità pulsata insieme a un cucchiaio di zucchero tolto dal totale.
    Lavorate bene i tuorli con lo zucchero rimasto e un cucchiaino di succo di limone finché diventano gonfi e spumosi, quindi unite le carote grattugiate, le mandorle tritate, il sale, la cannella, la scorza di limone grattata e il rum, mescolando per amalgamare bene.
    Montate gli albumi a neve ben ferma insieme a un cucchiaino di succo di limone, poi incoporateli delicatamente all'impasto, mescolando dal basso verso alto per non smontarli.
    Versate il composto nella tortiera imburrata e cosparsa di pangrattato e infornate nel forno preriscaldato a 180 °C per 45 minuti, senza mai aprire. Passati i primi 30 minuti abbassate il forno a 160 °C, poi lasciate la torta nel forno spento con lo sportello semiaperto per altri 10 minuti, quindi sfornatela e fatela raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.
    La torta diventa migliore dopo un paio di giorni. Al momento di servirla cospargete di zucchero a velo.

    La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

    http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

    mercoledì 3 giugno 2015

    Bigné senza glutine alla nocciola: consolazione per mamme che imbiancano

    bignè alla nocciola
     

    La scuola sta per finire. E con lei tante cose. Ad esempio le scuole medie di mia figlia.
    Una figlia che sta per andare alle superiori è un passaggio epocale.
    Diceva Battiato "Uh come è difficile restare padre - Quando i figli crescono - E le mamme imbiancano". Beh... Figuriamoci com'è difficile restare madre. 
    Io fatico molto a ridefinire il mio ruolo. 
    In realtà ho faticato molto fin dall'inizio a definirlo, questo benedetto ruolo di madre, a parte quel miracoloso periodo in cui i figli sono neonati, ed è tutto poppa e amore al primo sguardo. 

    Adesso mi barcameno faticosamente fra educazione e comunicazione, fra affettività e autorevolezza e non sempre riesco a capire qual è la cosa migliore da fare.

    Soprattutto la questione autorevolezza mi mette in crisi. Sono strutturalmente poco autorevole. Troppo relativista, troppo emotiva, troppo di cuore tenero, ma anche troppo spirito critico che non mi fa mai calare al 100% nella parte, foss'anche la parte di madre.
    Alla fine sono pure troppo poco stronza. Magari mi arrabbio, ma difficilmente tengo duro.
    E sicuramente troppo poco coerente. Mi ricordo troppo bene com'ero a quell'età per credere a tutte le cose che gli dobbiamo dire.
    Insomma, è difficile.
     
    Però è anche bello, vederli crescere e spiccare il volo, trovare una loro identità, essere dannatamente testardi nell'imporsi, e magari correre cinque minuti dopo a rifugiarsi nella sicurezza di un abbraccio.

    Io invece ultimamente, con tutti questi dubbi, mi rifugio troppo spesso nella dolcezza di un bignè....

    Forse ricordando com'era bello il mondo quando io ero piccola, con le sue certezze incrollabili. Come ad esempio andare in pasticceria la domenica a prendere un vassoio di paste da mangiare dopo pranzo. Vassoio nel quale troneggiavano, immancabilmente, dei dolcissimi bigné.

    bignè alla nocciola

    Bigné alla nocciola

    Ingredienti
    (per 20 bigné)


    Per la pasta choux
      • 65 g di mix per dolci lievitati  (45 g di farina di riso, 10 g di fecola di patate, 10 g di amido di tapioca) (¶)
      • 125 ml di acqua
      • 60 g di burro
      • 2 uova
      • un pizzico di sale
      Per la crema alla nocciola
        • 200 ml di latte intero
        • 50 ml di panna
        • 65 g di zucchero semolato
        • 2 tuorli d'uovo
        • 25 g di amido di mais (¶)
        • 25 g di pasta di nocciole
        • una stecca di vaniglia
          Per la glassa
          • 1 albume d’uovo
          • 250 g di zucchero a velo (¶)
          • un cucchiaino di cacao (¶)
          • burro per la teglia
          Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
          Procedimento
          Per la pasta choux 
          Versate l'acqua in una pentola insieme al burro a pezzetti e a un pizzico di sale. Fate prendere il bollore e, quando il burro è completamente fuso, versate il mix per dolci lievitati mescolando energicamente. Fate cuocere per qualche minuto, finché il composto diventerà una palla che si stacca dalle pareti della pentola. Togliete dal fuoco, trasferite in una ciotola e fate raffreddare, quindi unite un uovo alla volta, mescolando energicamente con le fruste elettriche.
          Quando il composto è perfettamente amalgamato e omogeneo (dovrà avere la consistenza di una crema pasticcera soda) trasferitelo in un sac à poche con bocchetta liscia di 8-10 mm e, su di una placca da forno imburrata, formate delle palline della grandezza di una grossa ciliegia. Eliminate la puntina che si sarà formata sui bignè con la punta delle dita e cuoceteli a metà altezza nel forno preriscaldato a 190 °C per 20-25 minuti, lasciando lo sportello socchiuso gli ultimi 10 minuti.
          Quando saranno ben dorati e asciutti, togliete i bignè dal forno e metteteli a raffreddare su una gratella per dolci, facendo un piccolo forellino sul fondo di ognuno per far fuoriuscire l'eventuale vapore e facilitare la farcitura.

          Per la crema alla nocciola 
          Mettete in un pentolino il latte (tranne una tazzina) con la panna e la stecca di vaniglia aperta a metà insieme ai suoi semini (che avrete tolto dalla stecca con la punta di un coltello). Quando bolle, spegnete il fuoco.
          Amalgamate con la frusta i tuorli d'uovo con lo zucchero, quindi aggiungete l'amido di mais e infine la tazzina di latte tenuta da parte. Mescolate bene finché il tutto è perfettamente amalgamato e versateci il latte caldo a filo, sempre mescolando. Mettete sul fuoco e cuocete a fiamma bassa, sempre mescolando, per 3 o 4 minuti dal momento in cui la crema si addensa, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare. Quando la crema è a temperatura ambiente, togliete il baccello di vaniglia vuoto e unite la pasta di nocciole, mescolando bene per amalgamare il tutto, quindi mettete in un sac à poche fino al momento di farcire i bignè.

          Per la glassa 
          Montate leggermente l'albume e incorporatevi lo zucchero a velo precedentemente setacciato insieme al cacao in polvere.

          A questo punto farcite i bigné con la crema di nocciole attraverso il forellino posto sulla base, quindi immergete la parte superiore nella glassa e teneteli in frigorifero fino al momento di servirli, comunque finché la glassa non si sarà asciugata.


          Questo mese la Scuola di Cucina del 100% Gluten Free (fri)Day verte sugli choux.

          http://www.glutenfreetravelandliving.it/cosa-e-la-scuola-di-cucina-del-100-gluten-free-friday/
           
          Nel sito di Gluten Free Travel & Living trovate tutto per sapere:
          come si fa la pasta choux potete guardare il  video di Gluten Free Travel & Living,
          quante forme può prendere la pasta choux ce lo dice Stefania del blog Profumi e sapori che nel suo blog propone una versione dolce e una salata, la storia dei bignè  e della pasta choux, come conservare i bignè, come fare i bignè vegani, con una ricetta di Francesco Favorito




          La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

          http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

          venerdì 29 maggio 2015

          "Il dolce gluten free" va in trasferta al Gluten Free Fest 2015!!!!


          La ricetta non c'è...

          Ma in cambio c'è un invito.

          QUANDO
          Domenica prossima, 31 maggio, alle 18:00 al Gluten Free Fest 2015 a Perugia, allo spazio "Scrittura senza glutine


          COSA
          Presentazione del libro "Il dolce gluten free"

          CHI
          Oltre alla sottoscritta ci sarà Sara Quartarella, responsabile comunicazione AIC Umbria.

          E non è finita qui. Anzi, non comincia qui, comincia invece oggi pomeriggio invece, sempre alle 18:00, ci sarà la nostra Fabiana Corami di Gluten Free Travel Living a parlare di 
          "Dalla No Man's Land alla scienza: la Gluten Sensitivity" 

          Oggi trovate anche una mia intervista su Piattoforte


          http://piattoforte.tiscali.it/libri-in-cucina/a/post/intervista-a-gaia-pedrolli-dolce-gluten-free.html

          giovedì 26 febbraio 2015

          Celiachia Oggi

          Come al solito arrivo sempre dopo il fischio del treno.
          Ma almeno arrivo (forse).

          Celiachia Oggi è una bella rivista interamente dedicata al Gluten Free, ricca di spunti, interviste, articoli scientifici e ricette.

          Sul numero di gennaio-febbraio, attualmente in edicola (ma ancora per poco, affrettatevi) trovate una bella intervista alla sottoscritta me medesima.

          Una bella intervista e ben due ricette.

          Mi emoziona sempre leggere un articolo su di me, non è una cosa che capiti tutti i giorni, quindi ringrazio la rivista per questa bellissima sorpresa.

          A voi della mia intervista potrebbe fregare il giusto, ma ci troverete ben due ricette tratte dal libro "Il dolce gluten free". 

          Andate a comprarla. Subito! :-)



          venerdì 23 gennaio 2015

          Torta noci e caffé senza glutine per il 100% GFFD

          torta caffé e noci

          È venerdì, e il venerdì è il giorno del 100% Gluten Free FriDay.

          È venerdì, e questo venerdì è il giorno prima di questo sabato. Sono piuttosto agitata, devo ammetterlo.
          Poi sabato sera  sarò contenta, ma adesso sono agitata.

          Sto facendo dolci come se dovessimo fare scorte per l'eternità. Cookies di Martha Stewart, che i miei figli hanno finito prima del tempo, e ancora cookies della Gaia, e baci di dama, e torte di carote... Oops! Ma la torta di carote non l'ho ancora mica pubblicata...  Vabbè, sarà per un'altra volta.
          E poi vorrei portare questa torta noci e caffé.
          L'ho fatta quest'estate, è un classico della pasticceria di casa anglosassone, ed è davvero parecchio ma parecchio buona. Mary Barry dice di averla rifatta in moltissime occasioni, dalla festa in famiglia alla riffa di beneficenza del quartiere.

          L'ho trovata in vari libri, sia nella Baking Bible di Mary Berry che in Cakes di Delia Smith, ma ce ne sono molte altre versioni: quella di Nigella, quella di Jamie Oliver, quella di Hugh Fearnley-Whittingstall... 

          La versione tradizionale prevede l'uso della crema al burro al caffé, ma come scrive Delia Smith, l'avvento del mascarpone ha cambiato tutto, e fare la crema con il mascarpone è decisamente più rapido e permette di ottenere un risultato dalla consistenza più cremosa e dal gusto più pieno.

          La torta è una sponge cake al burro, molto ricca e rotonda. Si può fare anche versione traybake (teglia rettangolare) perfetta per le fiere di beneficenza della Barry (sic!)

          È buonissima, leggera ma con un intenso sapore di caffé che fa davvero inebriare.

          Ovviamente, questa ricetta la potete trovare anche nel mio libro "Il dolce gluten free" che guarda caso vado a presentare proprio domani in quel di Firenze.


          Dite che l'avevo già pubblicato l'invito? Vabbé...

          Repetita iuvant.

          E ora vai con la ricetta!

          torta caffé e noci

          Torta al caffé e noci
          Ingredienti
          (per una tortiera da 20 cm di diametro, per una teglia rettangolare 20 X 30 cm bisogna raddoppiare le dosi)

          Per la sponge cake alle noci 
          • 100 g di mix per dolci lievitati (¶)
          • 20 g di farina di quinoa (¶)
          • 120 g di burro morbido
          • 120 g di zucchero
          • 2 uova
          • 50 g di noci + 8 gherigli
          • ½ bustina di lievito per dolci (¶)
          • un cucchiaio di caffé solubile (¶)
          Per la crema
          • 300 g di mascarpone
          • 250 g di panna
          • 3 cucchiai di zucchero a velo (¶)
          • 1 cucchiaio di caffé solubile (¶)
          • ½ tazzina di latte
          • Burro e farina di riso (¶) per la tortiera
          E' possibile realizzatrla anche in versione senza lattosio (con burro, mascarpone e panna senza lattosio) e senza zuccheri aggiunti, usando eritritolo al posto dello zucchero, in pari quantità. 

          Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

           
          Preparazione  
          Per la torta montate il burro con lo zucchero finché diventa una crema bianca e spumosa, poi incorporate le uova una alla volta, sempre montando. Unite il mix per dolci e la farina setacciati insieme al lievito e, per ultimi, le noci tritate e il caffè solubile.
          Versate il composto nella tortiera imburrata e infarinata e fate cuocete per 30 minuti nel forno preriscaldato a 170° C, poi lasciate raffreddare completamente.

          Per la crema montate il mascarpone con la panna quindi unite lo zucchero a velo e il caffè solubile sciolti nel latte.

          Sformate la torta e dividetela in due dischi (tagliatela con attenzione perché è piuttosto delicata), quindi spalmate metà della crema su quello inferiore con una spatola o con un sac à poche. Ricoprite con l'altro disco di torta e spalmateci sopra il resto della crema, decorando con i gherigli di noce tenuti da parte.

          La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

          http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

          venerdì 16 gennaio 2015

          Sabato 24 gennaio: siete tutti invitati

          La ricetta non c'è...

          Ma in cambio c'è un invito.

          QUANDO
          Sabato prossimo, 24 gennaio, alle 17:00 alla Libreria Gioberti di Firenze.

          COSA
          Dolci... da assaggiare in diretta :-)

          CHI
          Oltre alla sottoscritta ci sarà Laura Zuffanelli, dell'Associazione Italiana Celiachia. 


          Ah... La ricetta in realtà c'è, sullo Starbooksblog, una crema di broccoli della Martha Stewart che non sbaglia mai un colpo.

          http://starbooksblog.blogspot.it/2015/01/crema-di-broccoli.html






          giovedì 15 gennaio 2015

          Articoli & biscotti


          Gluten free Cinnamon cookies

          Natale è passato, ma mica ci è passata la voglia di biscotti...
          Questi biscottini alla cannella, stile spekuloos, li potete trovare oggi su D|Ricette.

          http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/biscottini-alla-cannella-senza-glutine/43845/

          E già che ci sono vi segnalo che proprio su D|Cucina è uscito l'altro giorno un articolo sul mio libro.  Ci troverete ben tre ricette! Cosa aspettate?

          http://d.repubblica.it/cucina/2015/01/12/news/ricette_dolci_senza_glutine_gluten_free_gaia_pedrolli-2439378/

          E dicembre ne erano usciti addirittura due!!!!

          Uno su Gluten Free Travel & Living

          http://www.glutenfreetravelandliving.it/dolce-gluten-free-gaia/

          E l'altro su Dolci.it

           http://www.dolci.it/articoli/il-dolce-gluten-free-di-gaia-pedrolli#.VLdmKcn4d34 


          Sul libro poi ci sono delle novità in cantiere... 

          Di che si tratta?

          Stay tuned!

          sabato 27 dicembre 2014

          Bavarese... No! Arista caramellata all'arancia

          bavarese all'arancia


          Un altro dolce?

          BASTA!
          Comunicato n° 1
          L'Esercito di Liberazione dal Picco Glicemico ha deciso di attaccare il presente blog per eccesso di dolci.
          La proprietaria del blog è stata fatta catturata e sottoposta a regolare processo. 
          La giuria ha decretato che:
          • il tasso glicemico del blog La Gaia Celiaca supera ogni livello consentito
          • la sproporzione fra dolci e altre tipologie di pietanze pubblicate sul blog La Gaia Celiaca è assolutamente indecorosa
          • la golosità della proprietaria del blog La Gaia Celiaca non è eguali 
          • la proprietaria del blog La Gaia Celiaca sta ingrassando a vista d'occhio e senza apparente intenzione di smettere
          L'imputata proprietaria del blog La Gaia Celiaca viene condannata alla pena di non pubblicare più ricette di dolci per i prossimi 12 mesi
          Non più dolci per un anno?!! Non è possibile! Io chiudo il blog!
          Datemi le attenuanti. Prometto che mi darò una regolata. Che mi metterò a pubblicare anche altre portate, che ricomincerò con la regola di pubblicare tutte le tipologie di portate in fila, una dopo l'altra.... circa....

          Niente da fare signora Gaia Celiaca, la pena è inappellabile, lei non si può sottrarre.
          Niente dolci per i prossimi 12 mesi.

          E dovrà cominciare a scontare la sua pena da SUBITO!

          Quindi niente ricetta della mia splendida bavarese all'arancia?!?! E come faranno i miei lettori????

          Oggi vi ammannirò una ricetta di carne. Perfetta per il cenone di capodanno, volendo.
          E se proprio volete, la meravigliosa bavarese all'arancia per dessert la potete fare lo stesso. Come?
          Ma prendendo la ricetta direttamente dal mio libro, quello pubblicato da Giunti Editori.

          http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/


          E codesto maiale, di che si tratta? 
          Vale la pena rinunciare a una ricetta di un dolce per un semplice secondo????

          Certo che sì! Questo arrosto di maiale caramellato all'arancia è una meraviglia. 
          Buono, profumato, raffinato. 
          Perfetto se accompagnato con una composta di mele, che peraltro ha il vantaggio di farsi da sé. 
          La ricetta l'ho presa da Artemisia Comina, una che se ne intende, come si dice in giro.

          E per la bavarese? Tornate su questi lidi fra qualche giorno, magari nel frattempo sarò stata liberata...

          maiale caramellato all'arancia

          Arista di maiale caramellata all'arancia
          (da una ricetta di Artemisia Comina)

          Ingredienti
          • 1,2 kg di arista disossata (lei carré)
          • 4 arance
          • 2 carote
          • 2 cipolle
          • 1/4 l di brodo di pollo (io di brodo vegetale fatto con una cipolla, una carota, due coste di sedano e una falda di peperone)
          • un cucchiaino di amido di mais (a me non è servito) (¶)
          • 100 g di zucchero
          • 2 cucchiai di liquore all'arancia (non l'avevo, l'ho sostituito con due cucchiai di brandy) (¶)
          • 2 cucchiai di aceto (io bianco di mele)
          • 1 dl di vino bianco secco
          • 1 cucchiaio di marmellata d'arance amare (¶)
          • olio d'oliva extravergine q.b.
          • sale
          • pepe nero di mulinello 
          • 1 kg di mele renette
          • 1 limone non trattato
          Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
          Preparazione 
          Massaggiate il pezzo di arista con l'olio e fatelo rosolare in una padella, quando è rosolato da tutti i lati toglietelo dalla padella e mettetelo da parte fra due piatti. 
          Nella pentola aggiungete un paio di cucchiai di olio e fatevi appassire la carota e la cipolla tritate fini.
          Mettete da parte. 
           
          Preriscaldate il forno a 250°C, ed infornate a metà altezza il pezzo di arista che avrete trasferito in una teglia da forno a misura. Bagnate con il succo delle arance (conservatene le bucce) ed il vino bianco. 
          Controllate ogni tanto che non si bruci, ed eventualmente girate il pezzo. 
          Dopo mezz'ora, abbassate la temperatura a 190°C e continuate la cottura per un'ora, unendo al sughetto anche il trito di cipolle e carote. 
          Se dovesse seccare troppo, unite il succo dell'altra arancia.

          Nel frattempo preparate il caramello, mettendo lo zucchero in una casseruola coperto a filo con acqua, e fatelo cuocere sul fuoco fino a quando non diventa un caramello chiaro. Toglietelo dal fuoco, quindi "spegnetelo" con l'aceto. Se dovesse addensare troppo, unite un po' di succo d'arancia.

          Nel frattempo togliete alle bucce delle arance tutta la parte bianca e tagliatele a filetti, quindi fatele sbollentare per 3' in acqua bollente. Scolatele e tenetele da parte.

          Quando la carne é cotta, tiratela fuori dal forno e mettetela al caldo.

          Unite il brodo al fondo di cottura della carne e fatelo ritirare della metà, quindi unite il caramello. Se dovesse risultate troppo liquido unite un cucchiaino di amido di mais precedentemente sciolto in poco succo d'arancia freddo.

          Aggiungete per ultime la marmellata, il liquore, i filetti di arancia e una spolverata di pepe.

          Nel frattempo avrete preparato la composta di mele aromatizzata al limone: sbucciate le mele e tagliatele a dadini, e mettetele in una pentola con un cucchiaio di succo di limone e la buccia grattata di quest'ultimo, finché il tutto non è così morbido da disfarsi da sé. 
           
          Servite l'arista tagliata a fette sottili, accompagnata con il suo sughetto e la composta di mele. 

          mercoledì 17 dicembre 2014

          La crema pasticcera: senza glutine è meglio


          La crema pasticcera è una preparazione talmente indispensabile, presente in così tanti dolci, che è impensabile non averne una ricetta testata, che ci piace e sia la nostra ricetta.
          In realtà spesso capita di sperimentare altre versioni, e soprattutto -sembra incredibile per una preparazione apparentemente così semplice- può capitare di sbagliarla.

          Una crema pasticcera può venire male per molte ragioni: perché addensa troppo, perché viene grumosa, perché viene troppo liquida...

          Le ragioni sono, manco a dirlo, scientifiche: la crema pasticcera è infatti un sistema fisico, un tipico esempio di materia nel cosiddetto stato soffice, (né solido né liquido, cioè), con tutte le complicazioni del caso. Per dirla da scienziati, l'approssimazione del pollo sferico con la crema funziona il giusto. La crema pasticcera è anche un sistema organico, e, si sa, quando c'è di mezzo la materia organica, le cose si complicano enormemente.

          Se volete saperne di più, potete trovare alcune informazioni nell'articolo Problemi di crema che ho pubblicato per Gluten Free Travel & Living.


          Se invece volete semplicemente la ricetta della mia crema, eccola qui sotto, direttamente dal mio libro.

          Una precisazione è d'obbligo: la crema può servire a molti scopi diversi, e per ogni utilizzo dovrà avere caratteristiche specifiche. Se la usiamo per un dolce al cucchiaio, o da sola, ci potrà piacere parecchio liquida, se invece serve per farcire una torta dovrà essere più soda, e ancor più soda se vogliamo fare i meravigliosi cremini del fritto misto all'italiano.
          Ovviamente questo comporta un diverso rapporto fra componente liquida e addensanti.

          Un'altra precisazione: per nostra grande fortuna, la crema è una di quelle preparazioni che senza glutine viene meglio. Perché quando la facciamo senza glutine usiamo solo amidi. Anche i grandi chef patissier si sono accorti che usare direttamente gli amidi, nella crema, invece che le farine complete della componente proteica, ovvero del glutine, è meglio. Il glutine nella crema non serve, anzi, potrebbe pure dare noia.

          Celiaci - resto del mondo 1:0

          Crema pasticcera
          Ingredienti
          • 400 ml di latte intero
          • 100 ml di panna (volendo si può omettere ed usare 500 ml di latte intero, con la panna diventa più cremosa)
          • 120 g di zucchero semolato
          • 45 g di amido di mais o riso (¶)
          • 4 tuorli d'uovo
          • la scorza di un limone non trattato
          • un baccello di vaniglia
          Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
          Preparazione 
          Mettete da parte due tazzine di latte e fate bollire il rimanente con la panna, il baccello di vaniglia diviso in due e la scorza di limone, poi spengete il fuoco e lasciate in infusione mezz'ora circa.
          In una casseruola che possa andare sul fuoco, sbattete i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una spuma.
          Aggiungete l'amido di mais e stemperate con il latte tenuto da parte, mescolando con cura per evitare che si formino di grumi.
          Versate a filo il latte con la panna sopra il composto di uova e zucchero, e fate cuocere a fiamma bassa, mescolando.
          Da quando prende il bollore, fate andare altri 2 o 3 minuti, finché raggiunge la densità desiderata (tenete conto che raffreddando si addensa ulteriormente).
          Fate raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare la formazione della pellicina, poi, appena non è più bollente, trasferite la crema in frigorifero.

          La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

          http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

          venerdì 5 dicembre 2014

          Pane ai fichi caramellati, perché A ME PIACE FICOTTO

          Pane ai fichi caramellati, caciocavallo e noci


          Sono davvero felice di essere stata invitata al Primo concorso di cucina e pasticceria A ME PIACE FICOTTO promosso da Scatti golosi, Unione Regionale Cuochi Lucani e Terravecchia


          Ho ricevuto da Terravecchia i loro meravigliosi prodotti: uva caramellata, fichi caramellati e il ficotto.
          Ho subito capito che i fichi caramellati sarebbero stati miei :-)



          Non sapevo bene cosa fare, ma una certezza l'avevo, che avrei fatto un pane.
          Un pane che ricordasse quei pani ricchi del sud, pieni di cose buone, con formaggi, salumi e quant'altro.

          Quando sono arrivati i meravigliosi prodotti dell'azienda Terravecchia ho letto il depliant allegato, e diceva che i fichi caramellati sarebbero stati benissimo con il caciocavallo.
          Detto fatto. La ricetta è nata così, spontaneamente.

          La realizzazione si ispira a un pane di Paul Hollywood, al ribes e stilton, ma ovviamente l'ho ampiamente riveduta e corretta, sia per gli ingredienti che ovviamente per il fatto di essere senza glutine.

          Pane ai fichi caramellati, caciocavallo e noci

          Pane ai fichi caramellati, caciocavallo e noci

          Ingredienti
          Per una pagnotta da circa 800 g
            • 200 g di mix per pane Nutrifree (¶)
            • 200 g di mix per pane Revolution-food (¶)
            • 100 g di Glutafin Select (¶)
            • 10 g di lievito di birra fresco
            • 40 g di strutto a temperatura ambiente
            • 120 g di fichi rosa caramellati
            • 150 g di caciovallo
            • 70 g di gherigli di noci
            • 1 cucchiaio di Ficotto (¶)
            • 10 g di sale
            • 1 cucchiaio di zucchero muscovado
            • farina di riso per lo spovero (¶)
            • 1 tuorlo e un cucchiaio di latte per lucidare

            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

            Preparazione
            Setacciate le farine.
            Nella ciotola della planetaria sciogliere il lievito di birra in 400 ml di acqua tiepida, insieme allo zucchero e a un cucchiaio di farina tolto dal totale.
            Quando comincia a fare la schiumina, unite le farine e avviate l'impastatrice (frusta K). Quando si comincia ad amalgamare aggiungete il sale, il Ficotto lo strutto, in tre volte, aspettando che una dose sia amalgamata prima di aggiungere la successiva.
            Quando tutti gli ingredienti si sono ben amalgamati continuate a impastare per qualche minuto con il gancio, finché si ottiene un impasto liscio e omogeneo.
            Pane ai fichi caramellati, caciocavallo e noci

            Togliete il gancio, recuperando i residui di impasto che siano rimasti attaccati, raccogliete a palla e mettete a lievitare nel forno con la sola lucina accesa in una ciotola unta d'olio, coperto con un telo, fino al raddoppio. Ci vorranno un paio d'ore.
            Quando è raddoppiato, rovesciate l'impasto sulla spianatoia generosamente coperta di farina di riso, e stendete tirando delicatamente senza strappare, cercando di evitare di sgonfiare l'impasto, fino ad ottenere un rettangolo circa 25 X 35 cm col lato lungo verso di voi.
            Cospargete l'impasto con i gherigli di noci grossolanamente tritati, i fichi caramellati a pezzi e il caciocavallo grattugiato con la grattugia a fori grossi, come nell'immagine.

            Arrotolate l'impasto ottenendo un rotolo il più possibile ben chiuso, quindi, sempre sulla spianatoia ben infarinata, arrotolate ancora il rotolo a spirale, dal centro verso l'esterno.
            Aiutandovi con uno o due tarocchi trasferite la spirale sulla teglia, coprite con la pellicola e fate lievitare nuovamente fino al raddoppio (un'oretta a mezzo).
            Circa mezz'ora prima del termine della lievitazione accendete il forno a 220° C mettendo sul fondo del forno una teglia.
            Quando è raddoppiato spennellate con il tuorlo d'uovo sciolto in un paio di cucchiai di latte, quindi infornate sul ripiano più basso del forno.
            Buttate nella teglia sul fondo tre cubetti di ghiaccio, per far sprigionare il vapore utile per la prima fase di cottura.
            Chiudete il forno, e dopo i primi 10 minuti abbassate la temperatura a 190° C.
            Cuocetelo per 40 minuti, o finché, battendo sul fondo del pane con le nocche, si senta un rumore sordo.
            Fatelo raffreddare prima di mangiarlo.
            Si conserva abbastanza bene, ed è ottimo anche il giorno dopo, eventualmente riscandando leggermente le fette.

            lunedì 10 novembre 2014

            Il Pan di Spagna senza glutine de "Il dolce gluten free" e una, anzi due, buonissime torte di compleanno


            torta panda

            Non sono certo una maga della manualità, quindi non mi troverete a intrecciare collane, ricamare, cucire vestiti, oppure a fare gioielli in fimo. Non mi riesce. Si può capire come non sia un'amante della pasta di zucchero, che non a caso qui sul blog trovate molto di rado, giusto forse la torta a stelle che feci per un compleanno di mio figlio qualche anno fa.
            Però la pasta di zucchero ai bambini piace, e anche alle ragazzine, così ogni tanto mi tocca.
            In questo periodo mi è toccato di fare addirittura non una ben due torte così decorate.
            Niente di complicato, non ne sono capace e non ne avevo tempo. La seconda torta, quella a forma di orologio, anche un po' abborracciata: l'ho fatta con gli avanzi di pasta di zucchero dell'altra torta, ne avevo poca e mi sono dovuta un po' arrangiare.
            A riprova che a volte ai ragazzini basta davvero l'idea, è piaciuta molto: il festeggiato, mio figlio, è stato molto felice di avere una torta in PdZ tutta per sé, e il fatto che fosse davvero squisita ha contribuito non poco all'entusiasmo.
            Le ore erano fatte non in pasta di zucchero, ma in marzapane (anche quello un avanzo di un'altra torta, questa) che è piaciuto da morire, e d'ora in poi sarà mio, data la semplicità con cui si realizza.

            L'altra invece, la torta panda, l'avevo fatta per il compleanno di un'amica di mia figlia.
            Figlia che ogni tanto si lamenta che alle feste non può mai mangiare la torta, e così in quest'occasione mi ha chiesto di prepararla io. Non potevo dirle di no, ma avevo sulle spalle un'ansia, un ansia che non vi dico... E se viene male? E se è brutta? Se è cattiva?
            Brutta no, non è venuta, malgrado la semplicità del decoro. In realtà ha riscosso molti consensi, e spesso mi devo ricordare che il mondo normale non è quello dei foodblogger, e che torte decorate ai compleanni normali mica si vedono molto spesso...
            Sulla bontà, ecco, sulla bontà mi sento di non essere modesta, per una volta. Era buonissima.

            Sarà mica un caso che ho scritto un libro sui dolci senza glutine?

            No, sul libro questa torta non c'è. Però c'è il Pan di Spagna.
            Un'ottima ragione per comprarlo ;-)

            La tecnica di farcitura (per svuotamento) e la farcia (la mousse alla ricotta) vengono dal blog Torte e decorazioni, a cui sono arrivata tramite la bravissima Anna di Ai fornelli con la celiachia.
            Grazie a tutte e due, davvero dei post utilissimi!!!

            La tecnica dello svuotamento, che si decori la torta in pasta di zucchero o no, mi piace molto, perché permette di mettere molta più farcia, che è poi il buono delle torte. 

            Metterò separatamente le ricette:
            • Pan di Spagna
            • Mousse alla ricotta
            • Pasta di zucchero 
            • Marzapane
            • Ganache al cioccolato bianco 
            • Composizione e finitura 
            So già che finirò questo post fra una settimana....

            Pan di Spagna
            Ingredienti
            (per una tortiera da 22/24 cm di diametro, a seconda di quanto lo volete alto)
            • 120 g di zucchero semolato
            • 80 g di amido di mais (¶)
            • 40 g di farina di riso (¶)
            • 4 uova medie
            • la scorza di mezzo limone non trattato
            • un cucchiaino di succo di limone
            • burro e farina di riso (¶) per la tortiera
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.   

            pan di Spagna

            Procedimento
            Setacciate insieme la farina di riso e l'amido di mais..
            Montate con le fruste elettriche o nell'impastatrice le uova (dovranno essere a temperatura ambiente) con lo zucchero, la scorza grattata del limone e il cucchiaino di succo di limone finché non scrivono.
            Incorporate all’impasto di uova e zucchero le polveri dopo averle nuovamente setacciate, usando una spatola e mescolando delicatamente dal basso verso alto, per non smontare le uova.
            Versate il composto nella tortiera imburrata e infarinata senza sbatterlo, e cuocete nel forno preriscaldato a 175 °C, sul ripiano più in basso, per circa 30-35 minuti. Fate comunque la prova stecchino, che dovrà uscire perfettamente asciutto.
            Con la tortiera da 22 cm di diametro, verrà un pan di Spagna piuttosto alto, circa 6 cm.
            Se lo volete più basso, basta usare quella da 24 cm, cosa che ho fatto io in questo caso.
            A fine cottura non estraete immediatamente il pan di Spagna dal forno, ma lasciatelo 10 minuti nel forno spento con lo sportello semiaperto, quindi sfornate e fatelo raffreddare rovesciato su una gratella per dolci.
            Si può tranquillamente congelare, avvolto nella pellicola.

            La ricetta, come ho detto sopra, la potete trovare anche nel libro Il dolce gluten free, che ho pubblicato un mese fa con Giunti Editore.

            Marzapane
            Ingredienti
            (per 250 g di marzapane)
            • 125 g di mandorle
            • 125 g di zucchero a velo (¶)
            • qualche goccia di limone
            • un cucchiaino di miele fluido e neutro
            • colorante alimentare in gel (opzionale) (¶)
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.



            Procedimento 
            Tritate insieme nel mixer le mandorle lo zucchero a velo, il succo di limone, il miele e quel tanto di acqua necessaria per ottenere un impasto che stia assieme.
            Aggiungere eventualmente alla fine qualche goccia di colorante alimentare in gel (io arancione).
            Si conserva tranquillamente.

            Mousse alla ricotta
            Ingredienti
            (per farcire una singola torta da 24 cm di diametro, da una ricetta di Torte e decorazioni)
            • 250 g di ricotta
            • 200 g di panna da montare
            • 50 g di zucchero a velo (¶)
            • la buccia grattata di un limone non trattato
            • un arancia
            • 6 g di colla di pesce 
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

            Procedimento 
            Mettete a mollo la colla di pesce in acqua fredda. Setacciate la ricotta e montatela con lo zucchero e la buccia grattata del limone.  Spremete l'arancia.
            Strizzate bene la colla di pesce, quindi scioglietela in un po' del succo dell'arancia. Tenete da parte lasciando raffreddare un po'.
            Quando la soluzione di colla di pesce è leggermente raffreddata, ma non ancora rappresa, incorporatela alla crema di ricotta mescolando bene per amalagamare.
            Montate la panna, ed incorporatela alla crema di ricotta. Mettere in frigo fino al momento di utilizzarla (va utilizzata prima che la colla di pesce addensi la crema, ovviamente).


            torta orologio fetta 

            Pasta di zucchero
            Ingredienti
            (per due torte con decorazioni molto semplici ho fatto dose doppia)
            • 450 g di zucchero a velo (+ altro per lavorarlo) (¶)
            • 6 g di colla di pesce (¶)
            • 25 g di sciroppo di glucosio (può essere sostituito da miele dal sapore neutro)
            • 45 g di acqua fredda
            • 10 g di glicerina per alimenti  (¶) (in questo caso l'ho omessa)
            • coloranti alimentari (¶)
            • 18 g di olio insapore e inodore (ho usato olio di semi di arachide)
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

            Procedimento
            Mettete la colla di pesce a bagno nell'acqua per un quarto d'ora, quindi unite lo sciroppo di glucosio, la glicerina e per ultimo l'olio, e mettete per qualche secondo nel micro-onde per sciogliere bene il tutto.Rovesciate lo zucchero a velo nella ciotola della planetaria con il gancio a foglia, avviate aggiungendo a filo il composto a base di colla di pesce. In pochi secondi si impasta. Dato due o tre colpetti a mano, quindi mettete da parte, avvolto in pellicola trasparente (tende a seccare in fretta).
            Per lavorarla tenete sempre a disposizione dell'altro zucchero a velo, per infarinare il piano di lavoro, e ungetevi leggermente le mani. Ho notato che se si lavora su una tovaglietta di silicone, attacca molto meno e non c'è quasi bisogno di "infarinare" con lo zucchero a velo, cosa positiva perché così la consistenza della pasta resta elastica.
            Si conserva a lungo.

            Per colorarla ho utilizzato dei colori in gel.

            Ganache al cioccolato bianco
            Ingredienti
            (per nappare una torta da 24 cm di diamtro)
            • 150 g di panna fresca da montare 
            • 300 g di cioccolato bianco (¶)
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

            Fate prendere il bollore alla panna, tagliate il cioccolato a pezzetti piccoli e quando la panna bolle versarlo dentro la panna. Spatolate energicamente con una spatola di silicone, finché il cioccolato non si è sciolto del tutto. Se dovessero restare dei pezzetti non fusi, rimettete il contenitore nel micro-onde per qualche secondo.
            Continuate a mescolare finché non è perfettamente lucida e omogenea.
            Far raffreddare a temperatura ambiente, quindi mettere in frigo finché non è perfettamente fredda. Se si usa il giorno dopo, tiratela fuori dal frigo un'ora prima e rimescolatela per ammorbidirla.
             

            torta orologio

            Composizione e finitura della torta
            Ingredienti 
            (per una torta)
            • 1 Pan di Spagna (¶)
            • 1 dose di pasta di zucchero  (¶)
            • 1 dose di mousse di ricotta (¶)
            • 1 dose di ganache al cioccolato bianco (¶)
            •  un po' di marzapane (per le palline dell'orologio) (¶)
            • 2 pere
            • zucchero 
            • una noce di burro
            • 1 limone
            Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
            Procedimento
            Sbucciate le pere, togliete il torsolo e tagliatele a fette. Fate spumeggiare una noce di burro in una padella, aggiungete un paio di cucchiai di zucchero e le pere. Aggiungete un po' di succo di limone e fate caramellare girandole spesso. Mettetele da parte a raffreddare.

            Per la farcitura con la tecnica dello svuotamento, prendete un cerchio che abbia un diametro di 4 o 5  cm più piccolo di quello della torta, posizionatelo al centro della torta e ritagliate quindi fino in fondo.
            Otterrete una torta tonda con diametro pari a quello del cerchio, e un bordo. Estraete la torta tonda dal bordo, ritagliandolo in un punto per facilitare l'estrazione (tanto poi per ricomporre il tutto si usa un cerchio, e non importa che il bordo sia stato tagliato) e allargandolo un po'. Per capire come fare guardate direttamente il blog Torte e decorazioni che è meglio, ci sono le foto.
            Tagliate la torta centrale in tre strati, quello centrale lo potrete utilizzare in altro modo.
            Ricomponete in un cerchio di 24 cm di diametro (io direttamente il bordo sganciabile della tortiera), metteteci anche, se ce l'avete, una striscia di acetato: rimettete il bordo, quindi il fondo, mettete sul fondo qualche fettina di pera e il loro sughetto, il resto delle pere mescolatele alla mousse, che a sua volta verserete nel centro, quindi ricoprire con l'ultimo strato di pan di spagna.
            Un'alternativa valida è quella di sostituire le pere con pesche sciroppate, il cui sciroppo potrete utilizzare per bagnare il Pan di Spagna.
            Quale che sia la vostra scelta per la farcitura, una volta "tappata" la torta, metteteci un peso sopra (non troppo pesante, circa 1/2 kg può bastare) e lasciate riposare in frigo una notte.

            Il giorno dopo togliete un'oretta prima dal frigo la ganache, per farla ammorbidire, quindi togliete dal frigo anche la torta. Con cautela estraetela dal bordo e posizionatela sul piatto da portata, con un foglio di carta-forno sotto per non sporcare il piatto, foglio che toglierete una volta completata la decorazione.
            Spalmatela interamente con la ganache, bordi compresi, quindi stendete la pasta di zucchero che costituirà la base della vostra decorazione ad un'altezza di circa 4-5 mm (non meno altrimenti diventerebbe troppo sottile e potrebbe rompersi). Aiutandovi con un mattarello disponetela sulla torta, e accarezzandola fatela aderire il più possibile uniformemente alla base.

            Procedete con le altre decorazioni, che siano di Pasta di Zucchero o di marzapane, e conservate la torta in frigo fino al momento di servirla.

            La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

            http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

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