Eravamo in tre, tre food-blogger riunite appositamente per cucinare. Cioè, due food blogger di rango, Gaia di Profumo di mamma e Giuliana di Mamma Iana, ed una scarz'e'ignuda, che sarei poi io.
S'era detto di usare la planetaria, s'era detto di fare dei cibi gluten free (vabbé, quelli si son fatti per forza, altrimenti io avrei digiunato, e mica sarebbe stata una bella cosa), poi s'è messo di mezzo il Giappone. E si sa, i giapponesi mica sono mammolette, hanno una determinazione che quando arrivano sparigliano.
E così, sushi fu. Era la prima volta che sushavo, ma cucinando fianco a fianco delle due signore, tutto sembrava facile. Mi ci voglio vedere a rifarlo, quando sarò da sola... Intanto, se proprio volete sapere come abbiamo fatto a realizzare un sushi così perfetto, vi rimando alle indicazioni dell'altra Gaia, che ne ha parlato proprio oggi.
Abbiamo fatto anche un gelo di mandarini squisiro. Anche qui era una prima volta, ma messe insieme eravamo una potenza, e tutto andava per il verso giusto (beh... tutto tutto proprio no... vogliamo parlare di alcuni crackers di riso che ancora gridano vendetta?). Anche questa ricetta l'ha già pubblicata l'omonima, e vi rimando direttamente a lei.
E poi, certo, abbiamo un sacco chiacchierato. Di vite, di figli, di lavoro, della nostra splendida città (...), della tramvia, del perché e del percome fossimo finite a scrivere di cucina. Forse anche di politica, ma poco poco, ultimamente è così rivoltante, e non si può parlare di cose rivoltanti quando si stanno cucinando maki e nigiri.
Insomma, è stato bello. Diretto, semplice, spontaneo.
Sono ormai più di dieci anni che vivo la rete, e ogni volta mi stupisco di come sia facile e positiva la comunicazione anche se non ci si era mai viste, solo per aver un po' parlato. Quando poi le cose vanno avanti, nella vita delle persone, diventa tutto più complicato, ma l'essenza della comunicazione, quando si creano dei fili invisibili che ti fanno venire la voglia di incontrarsi, è una magia che dovremmo trattare come cosa preziosa.
E tale è stata questa domenica passata insieme, a parlare e a cucinare: allegra, rigenerante, piacevole e divertente, istruttiva e accattivante. Da rifare, perché ti fa stare bene.
In tutto questo sdilinquimento, mi sarebbe piaciuto non dover aspettare fino ad oggi per pubblicare, ma qui ci ha mezzo lo zampino la tecnologia, che quando dice di mettersi di traverso mica scherza. Per fortuna che alla fine ce l'abbiamo fatta anche noi scarz'e'ignude.
Anzi, la cucina di Gaia era così piena di luce, e i suoi consigli sul bilanciamento del bianco e sulla sovraesposizione così efficaci, che pure le foto non mi sono venute la solita schifezza.
Praticamente un tale concentrato di energie positive che avremmo potuto fare qualunque cosa.
Non proprio qualunque: ero così emozionata e quindi poco professisionale... che non ho nemmeno una foto delle due giovin signore. Per fortuna che ci hanno pensato loro, qui e qui.
Ingredienti
Per la base
- 150 g di farina di riso(¶)
- 75 g di fioretto di mais (¶)
- 90 g di burro
- 1 uovo
- acqua fredda
- sale
- 3 porri
- 150 g di taleggio
- 125 g ricotta
- farina di riso (¶)
- noce moscata
- latte
- sale
- olio
- un tuorlo d'uovo
Preparazione
Mettere nella planetaria le due farine e il burro a tocchetti freddo e impastare con la foglia. Quando si è creato il briciolame, aggiungere l'uovo, il sale e tre o quattro cucchiai di acqua fredda. Continuare ad impastare con la foglia, finché si forma un impasto omogeneo (si può fare anche a mano, anzi, io le faccio sempre a mano, ma con la planetaria si fa mooooooooolta meno fatica!)Avvolgere in un foglio di pellicola e mettere a riposare in frigo per una mezzoretta.
Nel frattempo pulire i porri e tagliarli a listarelle sottili. Farli appassire in padella con un po' d'olio. Aggiungere un bicchiere di latte e un paio di cucchiai di farina di riso. Far cuocere a fuoco basso il tutto, finché i porri si sono quasi sfatti. Aggiungere la ricotta e il taleggio a pezzettini.
Continuare a cuocere a fuoco dolce, mescolando ogni tanto, finché i formaggi non si sciolgono e si amalgamano al resto: deve risultare una crema morbida.
Aggiustare di sale e pepe, eventualmente spolverare con una grattatina di noce moscata (noi ce ne siamo scordate) e lasciar raffreddare a temperatura ambiente.
Togliere la brisé dal frigo e stenderla su foglio di carta forno.
Metterla in una teglia da crostate (26 cm di diametro), ritagliare il bordo, farcire con il ripieno e fare la graticola con i ritagli di pasta re-impastati.
Sbattere il tuorlo d'uovo con un po' di latte e spennellare la torta (e anche qui noi ce ne siamo dimenticate, sai com'è... una chiacchiera tira l'altra...)
Infornare a 180° per una quarantina di minuti.
Servire tiepida.