sabato 13 novembre 2010

Verrine di chantilly con Pan di Spagna senza glutine al cioccolato e spiaccichìs di cachi

verrine chantilly e cachi
Il virus ha colpito anche me! Una notte d'inferno, febbre e emicrania da non dormire.

Era prevedibile, visto che ho tutta la famiglia stesa, bambini, mia mamma... Ci manca solo mio marito, che resiste strenuamente, forse giusto perché è stato via per lavoro e i suoi contatti con il virus sono stati limitati.

Vabbé, con una mattinata di sonno ristoratore, il mal di testa tenuto a bada dall'Efferalgan, va un po' meglio. Scriverò un postarello giusto giusto per smaltire le decine di ricette che languiscono fra il computer e Flickr. Ne ho alcune addirittura dello scorso anno!!!
Questa è recentissima, risale a a domenica scorsa, un nuovo tentativo di utilizzo dell'agar-agar e vari altri esperimenti, con in più un paio di cachi che non si sapeva bene cosa farne.

Il risultato mi ha molto soddisfatto, anche esteticamente, e poi erano le mie prime verrine!

Una spiegazione sullo spiaccichis: dicevo a mio marito il nome altisonante di questo esperimento, di cui faceva parte la coulis. "La couli-che?" E io a spiegare cos'era. "Ah! Uno spiaccichis, praticamente!"

E quindi da adesso, spiaccichis sarà, forever and ever.
Ben mi sta, così imparo a darmi delle arie facendo finta di saper cucinare.

Verrine di chantilly con Pan di Spagna senza glutine al cioccolato e spiaccichis di cachiIngredienti
Per la bavarese
  • 1/2 l di panna da montare
  • 3 uova
  • 300 ml di latte
  • 180 g di zucchero
  • 8 g di agar-agar in foglie
  • 1 stecca di vaniglia
Per il pan di Spagna al cioccolato senza glutine
  • 45 g di fecola di patate (¶)
  • 45 g di farina di riso + quella per infarinare la teglia(¶)
  • 100 g di zucchero
  • 20 g di cacao amaro in polvere (¶)
  • 4 uova
  • 1 noce di burro per ungere la teglia
Per lo spiaccichis di cachi e la composizione finale:
  • 3 cachi
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • (agar-agar)
  • marsala
  • caffé
  • zucchero
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
Preparazione
Pan di Spagna al cioccolatoSeparare i tuorli dalle chiare.
Montare i tuorli a lungo con lo zucchero, con le fruste, finché non "scrivono".
Montare le chiare a neve ben ferma.
Incorporare le chiare al composto di tuorli e zucchero, delicatamente, un cucchiaio alla volta.
Setacciare la fecola e la farina di riso insieme al cacao amaro e incorporarli i un sol colpo al composto precedentemente preparato. Mescolare delicatamente, quindi stendere su una placca da forno coperta con un foglio di carta da forno imburrato e infarinato (con farina di riso), e far cuocere nel forno precedentemente riscaldato a 180° per 12 minuti.
Togliere dal forno, staccare delicatamente dal foglio di carta da forno e far raffreddare.

Bavarese allo chantilly

Preparare la crema: separare i tuorli dalle chiare, che per questa preparazione non servono, e montarli con lo zucchero.
Nel frattempo far bollire il latte con la stecca di vaniglia aperta. Quando ha preso il bollore, farlo riposare un po' e quindi aggiungerlo al composto di zucchero e uova, mescolando, e mettere il tutto sul fuoco basso basso, sempre mescolando, finché la crema non vela il cucchiaio.
Mettere da parte.
Nel frattempo polverizzare l'agar-agar con un tritatutto, e farlo scaldare in un pentolino insieme ad un po' di latte. Quando si è sciolto, amalgamarlo alla crema.
Far raffreddare il tutto.
Montare la panna a neve ben ferma, ed amalgamarla al composto precedente.
Mettere in frigo.

Composizione
Prendere dei bicchierini (la dimensione dei miei era da vino, e con queste dosi ne ho preparati 14).
Tagliare con un coppapasta di misura adeguata alle verrine dei cerchietti di pan di Spagna (il doppio del numero delle verrine).
Mescolare una paio di tazzine di caffé freddo con un paio di cucchiai di marsala e uno di zucchero.
Per ogni verrina imbibire senza esagerare un dischetto di pan di Spagna nel caffé al marsale, metterlo sul fondo della verrina, versarsarvi sopra un po' di bavarese, fino a raggiungere un terzo del bicchiere, poi un altro dischetto di pan di spagna imbibito, altra bavarese.
Abbattere (wow! o smettiamo di fare la ganza!) in freezer finché diventa un po' consistente.
Nel frattempo preparare lo spiaccichis: in pratica frullare, a freddo, la polpa dei cachi con lo zucchero.
Se ce la volessimo tirare proprio dovremmo aggiungere 2 grammi di agar-agar polverizzato fatti sciogliere a fuoco bassissimo in un paio di cucchiai di acqua, al fine di ottenere una gelée, ma secondo me ci sta benissimo anche il semplice frullato, che in frigo poi si consolida un po' e acquista una consistenza perfetta.
Estrarre le verrine dal freezer, versarvi sopra un cucchiaio di spiaccichis, rimettere in freezer per una mezzoretta, trasferire in frigo e servire, guarnito con i ritagli di pan di Spagna grossolanamente spezzettati.

'Na squisitezza.

Vado a misurarmi la febbre che è meglio.

La ricetta è tratta dal mio libro, pubblicato da Giunti Editore.

http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/

giovedì 11 novembre 2010

Senza parole ma con molti finocchi

Urge un consuntivo di questa breve e travolgente avventura.


Metti un finocchio a cena... Buon appetito Mr. B - Blogger contro l'omofobia

Per fortuna che è stata breve altrimenti ci perdevo anche la salute, e non è il caso, visto che sono già abbastanza male in arnese.

Che dire? Prima di tutto GRAZIE!
Grazie
  • per le 130 ricette pubblicate
  • per i 40 post senza ricetta
  • a tutte le 200 e più persone che si sono prese la briga di aderire in un qualche modo
E tutto questo in tre miseri giorni!
I numeri di contatti ve li ha dati Norma, io so solo che di solito ho al massimo 100 lettori, e ieri ne ho avuti 1300. Lasciando perdere Andy Wahrol e i suoi cinque minuti di celebrità,
credo che questo voglia dire che questa iniziativa ha stimolato qualcosa che c'era già, dentro le persone. Non è poca cosa, di questi tempi.
Come una bottiglia di spumante, che sta lì buona buona ma se qualcuno toglie il tappo esplode.
Ecco, c'era voglia, anche in questa nicchia della blogo-sfera che siamo noi food-blogger, che di solito non usciamo mai dal seminato, di esprimere il nostro dissenso, di dire la nostra sul quello che ci succede intorno. Mi ha fatto anche molto piacere che siamo riusciti a parlare anche con chi sta fuori dalla nostra nicchia, e a cooptare anche chi con i food-blogger non ha niente a che fare.

Non è proprio il momento di essere contenti, fra clima che cambia, dissesto idro-geologico, incuria del patrimonio artistico, inciviltà e barbarie qui da noi e altrove.

Però oggi è uscito un po' di sole ;-)

Ho letto tutti i vostri interventi ed ognuno mi ha colpito, perché si capiva che dentro c'era un pezzo della vostra vita. Alcuni mi hanno commosso, altri mi hanno fatto ridere, altri ancora mi hanno comunicato una sana e irresistibile indignazione.

Grazie a tutti, perché ieri ci siamo sentiti più arrabbiati ma meno soli.

Si parla della nostra inizativa su...
Da adesso ricomincio a lavorare, per le prossime ricette se ne riparla almeno la settimana prossima!

P.S. Il post è un po' sconnesso, ma io sono molto stanca. Vado a mangiarmi lo sformato di finocchi avanzato da ieri :-)

mercoledì 10 novembre 2010

Lo sformato di finocchi, la bandiera arcobaleno e Mr. B.

sformato di finocchi per Mr. B

Dal dizionario Garzanti
Finocchio, s.m., pianta erbacea con foglie basali dal picciolo largo, bianco e carnoso che vengono consumate come ortaggio;... (volg.) omosessuale maschio
Io faccio l'insegnante alle superiori.
Ancora oggi uno degli insulti più gettonati, e più dolorosi, usati dai ragazzini è finocchio, declinato in tutte le sue possibili varianti, più o meno volgari, tutte insopportabili. Eppure vengono pronunciate infinite volte in un giorno.

I ragazzi a quell'età hanno bisogno di sponde sicure entro le quali essere contenuti, e queste sponde sono date dall'appartenenza al gruppo. Dire finocchio a un compagno significa "Io sono dentro, tu sei fuori, sei inferiore, e questo mi rassicura": è sempre molto rassicurante, quando si è fragili, scoprire che qualcun altro si trova più in basso di noi nella scala sociale. Lo è a maggior ragione per dei ragazzini pieni di dubbi e insicurezze.
Io però vedo soprattutto la sofferenza negli occhi di quelli a cui l'insulto viene rivolto, una sofferenza che per di più devono mascherare: sono loro stessi a dire, quando regolarmente mi imbufalisco, "Ma no profe, e' scherzava..." perché farebbero di tutto per appartenere essi stessi al gruppo, per essere parte di.
Vedo anche, e mi fa imbufalire ancor di più, la leggerezza con cui viene trattato questo problema da molti colleghi (non tutti): "È sempre successo...", "E son ragazzi..." Certo, lo sono anche quelli che vengono insultati, però, e si trovano feriti nella loro identità più profonda.

Ma com'è possibile che, adesso come cinquant'anni fa, finocchio sia ancora un'insulto?

Ad esempio perché il nostro presidente del Consiglio, il signor Berlusconi, non si perita di tirar fuori dal cappello uscite omofobe e sessiste per nascondere le proprie inaccettabili malefatte. Così facendo sdogana ulteriormente un pensiero, che è quello della mia nonna, persona splendida ma del suo tempo, che diceva sempre "Meglio un figlio morto che finocchio".
Questo dichiarazioni discriminatorie non possono essere sdoganate da una figura istituzionale, che dovrebbe farsi artefice di civiltà e rispetto e legalità.

La molla che ci ha spinto a dissentire pubblicamente è stata proprio questa indignazione, e ci è parso che potesse utile che venisse da noi, donne comuni, perché come si dice qui, "parlare di gay, di omofobia, di coming out ecc, è necessario non tanto per la comunità lgbt ma per gli altri, perché fino a quando saremmo presentati come un'entità astratta senza un volto nè un nome nè una professione, gli omofobi avranno le carte facili per discriminarci."

In questo post la parola finocchio compare 7 volte. Troppe? Ci siamo interrogate, con Norma, sull'opportunità di intitolare quest'iniziativa contro l'omofobia proprio con una delle espressioni offensive utilizzate per indicare gli omosessuali. È stata una scelta forte.
Come abbiamo spiegato nei post di lancio, ci siamo ispirati ad una manifestazione indetta da Arcigay Firenze sabato scorso, che si intitolava, molto ironicamente "Porta un finocchio per Silvio".

Crediamo che ironizzare sulle parole, anche su un insulto come questo, possa servire a togliere loro potere, a svuotarle del loro significato negativo. Un po' come è successo a queer in inglese.
Avete presente il molliccio in Harry Potter, quel mostro che non ha forma e per ciascuno assume un aspetto diverso, quello della cosa che ci fa più paura? Il molliccio viene sconfitto dall'ironia, immaginando Tu-Sai-Chi vestito come la nostra vecchia zia novantenne.
Ecco, questo è stato il nostro spirito.
Ci rendiamo conto che la comunicazione immediata non sempre riesce a trasmettere in modo esplicito, ad esempio in un piccolo banner con poche parole-chiave, tutte queste riflessioni, ma abbiamo deciso di correre lo stesso il rischio, perché crediamo che sia venuto il momento di parlare, invece che di tacere, anche a costo di non dire la cosa giusta per tutti.

Io attesa che le cose cambino davvero, e che nel vocabolario Garzanti ci sia scritto, al posto della definizione che ho riportato sopra,
Finocchio, s.m., pianta erbacea con foglie basali dal picciolo largo, bianco e carnoso che vengono consumate come ortaggio;... (italiano antico) omosessuale maschio
lanciamo iniziative bizzarre, come questa...


Metti un finocchio a cena... Buon appetito Mr. B - Blogger contro l'omofobia
La lista delle adesioni è nel
post precedente e in quello di Norma, perché possono esserci stati delle sviste.. Grazie a tutti, anche chi non avrà il tempo di preparare una ricetta!

Si sono già attivati pubblicando una ricetta (se non vi trovate qui andate a vedere l'analogo elenco da Norma, via via cerchiamo di allineare gli elenchi, ma oggi sicuramente ci saranno delle sviste)
Mentre hanno aderito, pubblicando un post dedicato (anche in questo caso, se non vi trovate qui andate a vedere l'analogo elenco da Norma, via via cerchiamo di allineare gli elenchi, ma oggi sicuramente ci saranno delle sviste)
Eva Baldoria, Drag Queen e Lucy ci hanno lasciato le loro ricetta qui, nei commenti

E ora vado con la mia, di ricette

sformato di finocchi - foto di silviaQuesta foto è stata scattata da mia figlia che ha voluto a tutti i costi contribuire alla realizzazione di questo post, dopo che sono giorni che subisce dei pipponi didascalici su discriminazioni, identità di genere e quant'altro, declinandolo secondo la sua identità di genere di bambina di 9 anni :-)


Sformato di finocchi
Ingredienti (per otto cocottine monoporzione)
  • 5 finocchi grossi
  • 500 ml di latte
  • 50 g di burro + quelli per ungere le cocottine
  • 45 g di amido di mais (¶) (io ho usato la Maizena)
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 3 uova
  • noce moscata
  • cumino
  • olio
  • pepe
  • sale
  • pangrattato (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Mondare i finocchi e tagliarli a pezzettini (io di solito faccio questa ricetta con le foglie esterne dei finocchi quando preparo i cuori per il pinzimonio), metterli a stufare in una padella con un po' d'olio sul fondo. Il fuoco dev'essere piuttosto allegro, ovviamente facendo attenzione a non bruciarli. Aggiustare di sale

Nel frattempo preparare una besciamella con il burro, la maizena e il latte precedentemente scaldato.

Quando i finocchi sono pronti tagliarli al coltello, oppure con il robot da cucina ma comunque in modo un po' grossolano, e rimetterli in padella ad asciugare un po'.

Quando si sono un po' asciugati, spegnere il fuoco ed aggiungere la besciamella quindi, una alla volta, le uova intere, avendo cura di amalgamarne bene prima di aggiungere la successiva, ed infine il parmigiano grattugiato.

Spolverare di noce moscata e di cumino tritati, aggiustare di sale e di pepe e riempire delle cocottine monoporzione precedentemente imburrate e cosparse di pangrattato.
Cospargere con una spolverata di parmigiano e pangrattato, mettere qualche fiocchetto di burro qua e là ed infornare nel forno precedentemente riscaldato a 180° per una quarantina di minuti.

Si può fare anche uno sformato unico, in una pirofila, ma il tempo di cottura si allunga ad un'oretta.

Servire caldo come contorno o come piatto unico insieme a formaggi vari.

sabato 6 novembre 2010

Mercoledì 10 novembre - Metti un finocchio a cena - Buon Appetito Mr. B!

Siamo un gruppo di blogger che si son trovate a condividere un'idea comune, e cioè che non se ne può più delle espressioni insultanti nei confronti degli omosessuali del nostro Presidente del Consiglio, che manifesta una volta di più atteggiamenti sessisti ed omofobi.
Il culmine tre giorni fa, quando ha dichiarato “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.” E quante volte ha offeso profondamente anche tutto il genere femminile?

Ricordiamo che è la stessa Carta dei Diritti fondamentali dellUnione Europea a condannare, all'articolo 21, “qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali”.

Se l'Italia fosse un paese più civile, l'omofobia sarebbe un reato, come raccomanda l'Unione Europea nella risoluzione del 18 gennaio 2006.

Ci è sembrato troppo.

Abbiamo deciso che era giunto il momento di fare qualcosa di esprimere il nostro dissenso con i mezzi che abbiamo come food-blogger: la parola, l'ironia, mestoli e padelle.
Abbiamo preso spunto dalla manifestazione organizzata per oggi pomeriggio, sabato 6 novembre, da Arcigay Firenze, che ha per slogan “porta un finocchio per Silvio”. Spiegano gli organizzatori, “regaleremo i finocchi al Presidente Berlusconi che, con quest’ennesima dichiarazione pubblica, riteniamo abbia raggiunto i limiti della decenza e della civiltà”.

Speriamo che Arcigay non se ne abbia a male se ci ispiriamo a loro promuovendo l'iniziativa Metti un finocchio a cena... - Buon appetito Mr. B.!

Chi è sconcertato quanto noi dovrebbe pubblicare mercoledì 10 novembre una ricetta a base di finocchi, esponendo il banner dell'iniziativa, spiegando nel post le ragioni della propria partecipazione e comunicandoci l'adesione fra i commenti a questo a post.
Valgono anche le ricette già pubblicate, non è un vero e proprio contest, è un'iniziativa di dissenso.

Tutti potranno comunicare la propria adesione con un commento a questo post e sull'analogo post che troverete sul blog di Madama Bavareisa.

Vi invitiamo ad esporre il banner dell'iniziativa

Metti un finocchio a cena

Codice da incorporare:



Risultato:
Metti un finocchio a cena

Sono invitati a partecipare anche i blogger non food, secondo le stesse modalità: non pubblicheranno una ricetta ma un intervento nel merito.

Mi raccomando, accorrete numerosi, sarà bello vedere moltissimi finocchi a cena nelle case dei food-blogger e non mercoledì 10 novembre, un'ironica, corale e rumorosa manifestazione di indignazione.

Editing di lunedì 8 novembre:
Prima di tutto, un grazie a tutti coloro che hanno dichiarato la propria disponibilità ad aderire all'iniziativa.
Il tempo è pochissimo, e siamo consapevoli che non è facile informare tutti.
Ringraziamo quindi chi ha volume manifestare la propria disponibilità, facendo un post dedicato o esponendo il banner. Ecco l'elenco!
  1. ....Li'mon
  2. ..... profumi e colori.....
  3. (parentesi culinaria)
  4. 70-valigie
  5. A cena da Dorris
  6. A knitting bear
  7. Ale only kitchen
  8. Alessandra (senza blog)
  9. Alessandra Zecchini
  10. Alidada
  11. AlLory in cucina
  12. Amaradolcezza
  13. American pie e dintorni
  14. Annaferna - mordi e fuggi
  15. A pranzo con bea
  16. Astrofiammante
  17. A tavola con...
  18. A tavola con Mammazan
  19. A tutta cucina
  20. Avocado
  21. Betulì
  22. Bidimensionale
  23. Bigshade
  24. Burro, latte e...
  25. Camminando fra le stelle
  26. Caponata
  27. Cara Lulù
  28. Caramel à la fleur de sel
  29. Cardamomo & Co.
  30. Castellarone dei semplici
  31. Cazzeggio libero
  32. C'è di mezzo il mare
  33. Che bolle in pentola
  34. Che mi dici?
  35. Che gusto sa?
  36. Chicche di Kika
  37. Chicco e tazzina
  38. Cibo&Salute
  39. Cinnamon Fairy Cafe
  40. Colazione a letto
  41. Colori e sapori
  42. comeisognidomani
  43. Come puoi non amarla
  44. ComidaDeMama
  45. conunpocodizucchero.it
  46. Con un poco di zucchero
  47. Conosco i miei polli
  48. Conviviando
  49. Cooking Big Mama
  50. Correre di gusto
  51. Corsi e ricorsi
  52. Craft-duck
  53. Crea Mari Crea
  54. Creati-vita
  55. Cristalli di pane
  56. Croissant & Parmesan
  57. Cucchiaio e pentolone
  58. Cucchiaio pieno
  59. Cucina e cucina di novelinadelorto
  60. Cucina SMS
  61. Cucinamenti
  62. Cucino per gli ospiti
  63. Cultural Studies Italia
  64. Cuoca a tempo perso
  65. Cuochetta in punta di piedi
  66. Cuochi di carta
  67. Daniela&Diocleziano
  68. desian
  69. Diario della mia cucina
  70. Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi!
  71. Di Tv e Tv
  72. Divinando
  73. Dolci tentazioni
  74. Dolci tentazioni fra panna e cioccolato
  75. Early morning runner
  76. Edith Pilaff
  77. er Moro's blog
  78. Ester Quintero
  79. Extramamma (tramite Facebook)
  80. Eva Baldoria Drag Queen (no blog)
  81. Fabien
  82. Fabipasticcio
  83. Faries' kitchen
  84. Femmes à la faim
  85. Filosoficamente sostenibile
  86. Fiordisale
  87. Fiore di cactus
  88. Frammenti dialogo a più voci
  89. Gambetto nella zuppa
  90. Gennarino
  91. Giulia nel paese del riciclo
  92. Gite mentali
  93. gli amori di dida
  94. Glu-fri cosas varias libre de gluten
  95. Gustosa Mente
  96. Histeria Lane
  97. Hyperica di Lady Boheme
  98. iKnit.it
  99. Il bistrot di Lise e Metroicon
  100. Il cucinino bianco
  101. Il diario di Murasaki
  102. Il gatto ve(r)de... e provvede
  103. Il gaio mondo di Gaia
  104. Il gamberetto
  105. Il giardino segreto
  106. Il linkazzo dello scrittore
  107. Il mestolo di legno
  108. Il pomodoro rosso
  109. In cucina senza glutine
  110. In forno a sinistra
  111. Ingredienti-e-informazioni
  112. I piaceri della tavola
  113. Kitchen Bloody Kitchen
  114. L'anima nel piatto
  115. Labellad
  116. Labna amore in cucina
  117. La Bibi
  118. La caloria solitaria
  119. La casa di Alchemilla
  120. La cassata celiaca
  121. La celiaca pasticciona
  122. La cucina di Calycanthus
  123. La cucina di qb
  124. La cucina di nonna Sole
  125. La cucina piccoLINA
  126. La cuoca bionda tra fornelli e baraonda
  127. La cuoca che copia
  128. La cuoca eclettica
  129. La cuoca petulante
  130. La fourmie mille vies
  131. La gaia celiaca
  132. La ginestra e il mare
  133. La golosastra
  134. La lumaca a 1000
  135. La melagranata
  136. La piccola bottega dello zucchero
  137. La pignatta, ovvero cosa bolle in pentola...
  138. La prof
  139. La sorella DisSimile
  140. La teacher
  141. La tenda rossa
  142. La torta pendente
  143. Lavanda in terrazza
  144. La valsesiana (senza blog)
  145. La vetrina del Nanni
  146. Le padelle fan fracasso
  147. Le parole del viaggio
  148. Le ricette del coniglio
  149. Le ricette perfette
  150. L'erinni
  151. L'estate di Tiffany... tutto l'anno!
  152. LGO
  153. Lievito e spine
  154. Liquidi
  155. Lo spazio di b
  156. Madama Bavareisa
  157. Maglie & chincaglie
  158. Mamma che cucina!
  159. Mamma in corriera
  160. Mamma in pentola
  161. Mamma in verde
  162. Mammasterdam
  163. Mangia e Bevi
  164. Mani e fantasia
  165. Menando il can per l'aia
  166. Mi mangio l'allergia
  167. Mollica di pane
  168. Monicab (senza blog)
  169. Nella cucina di Ely
  170. Nella vita passata ero un pomodoro
  171. Nella pentola di Monica
  172. Nepitella
  173. Nessun titolo, al momento
  174. Nocciole tostate
  175. Non solo saponi - Cosmetica naturale
  176. Oltre il tempo e lo spazio
  177. Only recipes
  178. Pagnottina
  179. Pampelmuse
  180. pappa-reale.net
  181. Passioni e cucina
  182. Pasticci e cucina
  183. Pasticci PataPata
  184. Pensieri e parole
  185. Pere alla vaniglia
  186. Persa nel mio sonno
  187. Pixel3v Weblog - Il blog di Sara
  188. Pontilex
  189. Profumo di mamma
  190. Qui non è Hollywood ma poco ci manca
  191. Radio Cucina
  192. Rebecca del sol
  193. Ricette, storie di vita, emozioni
  194. Restaurantonclick
  195. Riceconfort
  196. Ricette sarde e golose
  197. Ricette vagabonde
  198. rosa (luxembourg)
  199. Robs at work
  200. Rossa Naturale
  201. qualcosa di rosso
  202. Quel che non strangola... Ingrassa!
  203. Quisquilie e pinzillacchere (forum)
  204. qbbq
  205. Sapori diVini
  206. Semplicemente io
  207. Senza glutine per tutti i gusti
  208. Senza perdere la tenerezza
  209. Senzasaleinzucca
  210. Serapione
  211. si campeggia
  212. Slumberland
  213. Sorriso
  214. Stella di sale
  215. Sui ferri e nella mente
  216. Sulle spalle dei giganti
  217. Surreale
  218. Symposion
  219. Tibisay
  220. Timo e maggiorana
  221. Tocco e tacchi
  222. Torte & decorazioni
  223. Trattoria da Martina
  224. Trattoria Muvara
  225. Tre svitate in cucina
  226. try 2 knit | T2K
  227. Turismo in Canada
  228. Una celiaca in cucina
  229. Una vita per caso
  230. UnaZebrApois
  231. Un cuore di farina senza glutine
  232. Un equilibrio precario
  233. Un filo d'olio
  234. Un pezzo della mia Maremma
  235. Varie non eventuali
  236. Vegan lifestyle e altre storie
  237. Vita analogica
  238. Vogliadicucinavoglia di sognare
  239. Voglia mattaa
  240. Zio Da'
  241. Zi zi Scimmietta curiosa
  242. Wasabi
Mi scuso con chi ho dimenticato di segnalare, siete pregati di comunicarmelo affinché si possa aggiornare l'elenco in tempo (quasi) reale!

venerdì 5 novembre 2010

Invito a cena con celiaco: brandade de morue

menu senza glutine bianco

Ed eccoci arrivati al mio menu per il contest di Glu-Fri Un celiaco a cena.


Appena Simonetta ha pubblicato l'invitacion, ho cominciato a rimuginarci. Anche perché sul problema della cena con il celiaco, è parecchio che ci rimugino.

Ho alle spalle quasi due anni di celiachia, e tante telefonate da parte di amici che mi chiedevano "Ma il dado Quadrotti va bene?" "Che pasta devo comprare, la Lunghetti o la Cortetti?" e "Ma va bene se faccio una torta con la farina di mais, vero?"
In questi due anni mi sono convinta che la parola chiave quando si invita un celiaco a cena debba essere semplificazione.
Perché il celiaco che va a cena fuori non si aspetta di mangiare cose particolarmente elaborate, che gli fanno correre più di un brivido lungo la schiena, per il timore che contengano un sacco di ingredienti a rischio; la cosa migliore è preparare una cena che di ingredienti a rischio ne contenga il meno possibile, preferibilmente nessuno.

C'è anche un altro aspetto non trascurabile. Il celiaco non ama rompere le balle al prossimo. Quanti meno casini crea all'amico/a che lo invita a cena, più contento è.
Già essere invitati a cena è fonte di gioia (c'è gente che da quando è saltato fuori questo mio problemino ha risolto il problema alla radice, non invitandomi più...), al limite ci basterebbe anche un tozzo di pane. Peccato che proprio il tozzo di pane... ;-)

Insomma, il menu ideale è secondo me quello fatto con tutti ingredienti che non siano nemmeno potenzialmente a rischio.

Per fortuna che ce ne sono una marea! In particolare:
  • tutti le carni, i pesci, la frutta e la verdura tal quali (cioè come natura crea)
  • uova
  • legumi secchi e in scatola
  • pelati e passata di pomodoro tal quale
  • frutta secca
  • succhi di frutta
  • i cereali consentiti in chicchi: riso prima di tutto, ma anche miglio, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto,
  • latte, panna, yogurth bianco naturale, latticello, kefir, burro
  • tutti i formaggi veri (cioè NON le sottilette, i formaggini di una volta, i vari Philadelphia e simili)
  • oli vegetali
  • aceto
  • lievito di birra
  • caffè, tè, vino, spumanti (la birra invece NON va bene!)
  • miele e zucchero
  • pesci conservati (tonno, sardine, acciughe sott'olio, acciughe sotto sale...)
A seguito di una utile osservazione di Ciboulette, ecco l'elenco degli alimenti permessi, proibiti e a rischio da una fonte autorevolissima, l'Associazione Italiana Celiachia.

Avete visto quanta roba? Non mi direte che non siete in grado di tirare fuori un menu con tutta questa roba a disposizione!

Vabbé, se non ci riuscite vi do un aiutino io.
Nel blog ho anche aggiunto un'etichetta, Senza rischi di contaminazione, che ho applicato a tutte quelle ricette che si possono preparare senza perdere la testa sugli ingredienti, il prontuario and so on.

brandade de morue

Il mio menu è tutto bianco, elegante, per una cena non proprio di tutti i giorni.
È un menu tipicamente invernale, che va benissimo per invitare a cena qualche amico prima di Natale.

Se proprio volete metterci un antipasto, ma non sarà bianco, potete andare su un mix di pesci affumicati (spada, salmone, tonno) conditi semplicemente con un'emulsione di olio, limone ed aromatiche.

Per la ricetta della brandade, devo ringraziare Emilia di Mondocibo, gran cuoca e grande esperta di cucine altre quando ancora non andava così di moda.
L'ho mangiata a casa sua una quindicina di anni fa, ne sono rimasta folgorata e lei fu gentilissima, mi girò subito la ricetta.
Ho poi scoperto che si usa anche qui da noi, sarebbe il baccalà mantecato tipico del Veneto, ma per me sarà sempre la brandade dell'Emilia, e così la passo a voi.

Mi ricorda un bel periodo, molto leggero e frizzante, l'età dei trent'anni, quando si gira, si fanno cose e si vede gente, in modo allegro ma finalmente adulto, essendosi lasciati definitivamente alle spalle ogni ubbia adolescenziale e post-adolescenziale.

Ve la regalo tal quale, sperando che Emilia non me ne voglia.

Brandade de morue
Ingredienti (per quattro persone)
  • 500 g di baccalà bagnato
  • 1 dl ca. di olio
  • 2,5 dl ca. di latte
  • 3 spicchi di aglio
  • abbondante noce moscata
  • sale
Preparazione
In una pentola portare ad ebollizione abbondante acqua. Quando avrà raggiunto il bollore levare dal fuoco e gettarvi il baccalà, coprire e far riposare coperto per 15 minuti.

Nel frattempo schiacciare gli spicchi di aglio con un pizzico di sale aiutandosi con i rebbi di una forchetta. Grattugiare circa un terzo di noce moscata.

Trascorso il tempo di riposo, scolare il baccalà, spellarlo, levare le lische. Con le mani sbriciolarne la polpa cercando di spezzare le fibre più lunghe. Disporre via via il baccalà in una padella, porla al fuoco bassissimo ed unirvi l’olio a filetto alternandolo con il latte precedentemente scaldato, due cucchiai per volta.
Per incorporare l’olio lavorare la Brandade cercando anche di schiacciare le fibre sui bordi della padella. A seconda del grado di ammollo del baccalà la brandade assorbirà più o meno olio (più breve è stato l’ammollo, maggiore sarà la quantità di olio necessaria). (In alcune ricette ho visto che viene usato il mortaio, secondo me viene benissimo anche così)

La consistenza ed il colore finali saranno simili a quelli di un puré.

Quando la Brandade sarà pronta, regolare di sale ed unirvi l’aglio e la noce moscata.

Servire calda disposta a piramide con pezzetti di pane fritti nel burro, con patate lesse o con crostini di polenta.
Si può servire anche con tartufo nero a scaglie.

Io ho scelto di servirla con semplici patate lesse, primo perché è il modo che preferisco, e poi per rispettare la regola dell'abolizione degli ingredienti a rischio.

Alessandra di Menu Turistico suggeriva un gratin dauphinois. Mi sembra una grande idea!

martedì 2 novembre 2010

Risotto porri e stracchino per una pargola buongustaia

risotto porri e stracchino
Per chiarirsi, questa dovrebbe essere, salvo cambiamenti dell'ultim'ora, la prima portata del mio menu per il contest di Glu-Fri Un celiaco a cena. Così intanto facciamo un po' di pubblicità.

Pubblico oggi, vicinissimo al post precedente, che non è nelle mie abitudini, perché tutte le volte che apro il blog e mi trovo davanti quelle orribili dita di morto mi impressiono. Non è una bella immagine quella che ho dato di me in questi due giorni, e voglio riscattarmi :-)
Per cambiare totalmente pagina, mi sembra giusto pubblicare questo risotto di bianco vestito, tutto etereo e quasi angelico. Tanto per confermare la mia schizofrenia, insomma...

Il riso qui va per la maggiore, in inverno soprattutto i risotti, che piacciono tanto a me e alla pargola. Risotti di ogni tipo, alle verdure, preferibilmente dal gusto forte e deciso. Perché la pargola, dopo una vita da inappetante, all'età di nove anni ha deciso che mangiare è bello, ed è diventata una buona forchetta buongustaia... E si nota! Buchi nelle guance, mele tonde, panciotta e cosce tornite. Insomma, una splendida bambina cicciottella (ma assolutamente non grassa!) come l'ho desiderata per anni.
E non solo mangia, ma mangia bene. Sperimenta, senza timore, ed ha gusti definiti e non delicati. Fra i cibi preferiti della pargola, oltre alla solita cioccolata in tutte le salse, biscotti, pasta, patate e polpette, si annoverano: la carne al sangue, e -udite! udite! - cipolline, quasi il suo cibo prediletto, porri, in tutte le salse, nonché ogni tipo di cavolo, dal cavolfiore alla verza, dal cavolo nero ai broccoli.

E così mi scateno in piatti dal sapore deciso, che d'inverno scaldano il corpo e l'anima. E se il marito non mangia i formaggi (perché qui quanto a gusti pallosi e intolleranze ce la spassiamo) poco importa, ce li aggiungiamo alla fine per noi. Non possiamo mica privarci del piacere di una mantecatura comme il faut, con un formaggio cremoso che, con quel restrogusto vagamente asprino che caratterizza lo stracchino, si sposa perfettamente con le rotondità dei porri?
E se il pargolo piccolo non vuole le verdure? Noi le passiamo al mixer e lo freghiamo così. Dovrei intitolare questo blog Slalom in cucina...

Una nota tecnica. Io raramente la sto a menare con questo o quel cibo sfizioso. Però di questo riso devo parlare. È il riso biologico della riseria della Corte Bà di Trevenzuolo Veronese. Io un riso così non lo avevo mai mangiato. In questa ricetta ho usato il vialone nano, ma loro producono anche un carnaroli incredibile, che dopo che lo hai assaggiato non lo lasci più. Chi l'ha detto che a mangiare biologico e a comprare tramite i G.A.S. si mangiano cose tristi e deprimenti?

Se ti piacciono i risotti, puoi dare un'occhiata anche qui:

Risotto porri e stracchino
Ingredienti
  • 400 g riso vialone nano
  • 1 cipolla gialla media
  • 3 porri
  • stracchino o crescenza 200 g
  • parmigiano reggiano
  • olio extra vergine di oliva
  • brodo vegatale (fatto con 2 coste di sedano, 1 carota, 1 cipolla piccola, 1 falda di peperone, 1 patata, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 pomodoro) - in alternativa si può usare del brodo di dado vegetale, nel qual caso bisogna stare attenti che sia presente nel prontuario degli alimenti AIC . Per stare sicuri, brodo vegetale (¶)
  • sale, grosso e fino
  • pepe
  • noce moscata
  • vino bianco
  • erba cipollina
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Qui il risotto si fa senza burro perché non piace al marito.
Preparare il brodo vegetale, facendo bollire per un'oretta le verdure mondate in una pentola d'acqua, con un pizzicone di sale grosso. Quando è pronto, filtrarlo e tenerlo in caldo.

Affettare a velo la cipolla, e farla appassire in un po' d'olio, in una pentola larga e bassa che è quella dove si farà il risotto.
Mentre la cipolla appassisce senza assolutamente dorare, mondare e tagliare a rondelle il più possibile sottili i porri.
Quando la cipolla è appassita, aggiungere i porri, e farli stufare a fuoco basso per un quarto d'ora, aggiungendo alla fine un bicchiere di vino bianco ed eventualmente un po' di brodo vegetale. Se c'è qualcuno che in casa fa storie, come ad esempio a casa nostra il pargolo piccolo, passare il tutto velocemente con il mixer.

Aggiungere il riso senza lavarlo, farlo cuocere finché diventa translucido, aggiungere un bicchiere di vino bianco, farlo sfumare, e quindi continuare a cuocere come un normale risotto, aggiungendo via via brodo caldo.

Dopo un quarto d'ora/venti minuti, quando il riso sarà cotto ma un po' al dente, aggiungere lo stracchino a pezzi e abbondante parmigiano grattato (un pugno abbondante). Aggiustare di sale, spolverare di pepe nero e noce moscata grattati sul momento e mantecare.

Quando il formaggio si è sciolto lasciar riposare coperto e a fuoco spento per cinque minuti.
Servire cosparso di erba cipollina tritata... if any :-)

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